Inside WWE #23: Greatest Royal Rumble

Eccoci giunti ad un altro appuntamento con l’Inside WWE, all’indomani di Greatest Royal Rumble. L’intera settimana della WWE si è focalizzata su questo show, e lo stesso avverrà per l’Inside di questa settimana. Andiamo dunque ad analizzare il live event che, a livello di introiti e risonanza mediatica, è probabilmente stato il più importante della storia della WWE.

POCHE SORPRESE

Era lecito aspettarsi poche sorprese da questo evento, infatti i pronostici per lo show erano quasi tutti uguali e quasi tutti sono stati rispettati. Personalmente, dopo le news secondo le quali la WWE aveva intenzione di far cambiare roster al titolo degli Stati Uniti e a quello intercontinentale, mi aspettavo una vittoria dei rispettivi match da parte di Jinder Mahal e The Miz per far avvenire lo scambio. Sono stato smentito, e ne sono felice: dopo i tanti spostamenti causati dallo shake-up, se anche i titoli avessero cambiato roster ci saremmo praticamente ritrovati le stesse persone ad orbitare intorno agli stessi titoli.

Parlando dei due match, il ladder per il titolo intercontinentale è stato abbastanza divertente, in linea con le aspettative considerando il valore di chi vi ha preso parte. Ho visto solo una parte del match per il titolo degli Stati Uniti e avrei preferito non vedere nemmeno quella. So di non essere in una posizione che mi consenta di esporre certe critiche ma cavolo, Jinder dimostra che nonostante l’evidente impegno che ci mette, sul ring fa davvero tanta fatica. Qualcuno gli spieghi che la twist of fate non va venduta come se fosse una stunner, mentre per l’altro botch non servono parole:

TITOLI MASSIMI

Nulla di nuovo nemmeno nei due match validi per i titoli massimi.

Da una parte c’è stato un buon match tra Shinsuke Nakamura ed AJ Styles, match che stava venendo su molto bene e che stavo preferendo a quello di WrestleMania, prima dell’interruzione per doppio count out, alla quale non riesco a dare molto senso. Probabilmente Nakamura vincerà la faida ed il titolo, e la WWE non voleva che un cambio tanto importante avvenisse durante lo show. Questa è l’unica spiegazione che al momento riesco a trovare. I due però hanno fatto vedere un bello spettacolo e credo che il prossimo match, forse a Backlash, verrà su ancora meglio.

Dall’altra, uno steel cage match prevedibile per il suo svolgimento, un po’ meno per il finale, che viola proprio le regole del wrestling. Stando a prowrestlingwikia.com, infatti, entrambi i piedi del lottatore devono toccare il pavimento per far sì che egli vinca il match, e nel caso del match di ieri è evidente che siano stati i piedi di Roman a toccare il pavimento per primi, sebbene il corpo di Lesnar sia stato il primo ad atterrare. Un finale anticlimatico e fatto male, l’unica cosa che ci ha lasciato è stata la consapevolezza che Reigns sia in grado di battere Lesnar nonostante la batosta di WrestleMania.

LA PIÙ GRANDE ROYAL RUMBLE

Il main event dello show, rappresenta perfettamente il “tanta quantità, poca qualità” e infatti verrà probabilmente ricordato per il botch di Titus O’Neil. Non ci si poteva proprio aspettare nulla da questa Royal Rumble, che in palio metteva sia un trofeo che una cintura che forse non verrà neanche difesa quindi colui che l’ha vinta non potrà nemmeno definirsi campione. Durante il match è successo poco e niente, con la partecipazione di tanti volti sconosciuti o quasi e ritorni di scarso valore esclusi quelli di Rey Mysterio e Chris Jericho.L’unica storyline che è stata mandata avanti è stata quella tra Daniel Bryan e Big Cass. Giusta la scelta di far sì che Cass eliminare Bryan, anche se continuano a non esserci dubbi riguardo il fatto che sarà Danielson a vincere la faida. Nell’ultima puntata di SmackDown il gigante ha spiegato ciò che lo ha spinto ad accanirsi contro l’American Dragon con un promo ben interpretato ma insensato e contraddittorio in termini di contenuti. Stava andando bene fin quando Cass non ha tirato fuori il fatto che la statura di Daniel gli ricordi se stesso da piccolo. Seriamente, che senso ha? Soprattutto se detto da uno che per anni ha fatto squadra con uno come Enzo Amore, che tanto più grosso di Bryan non è.

POCO IMPEGNO

Il fattor comune di quasi tutti i match della serata è stato il poco impegno dei lottatori, o almeno questo è quello che mi hanno trasmesso. Forse scoraggiati da un pubblico per nulla partecipe, forse stanchi dopo il tour in Africa, i lottatori non sembravano molto vogliosi, e questo è testimoniato dai tanti botch visti, come quello di sopra ma anche Bobby Lashley che per poco non ammazza Big Cass, Scott Dawson che si elimina da solo dalla Royal Rumble, Undertaker che infortuna Aiden English ed altri ancora. Anche questo ha abbassato la qualità dello show.

Io non sono d’accordo con chi dice che bisogni “spegnere il cervello” per guardare certe cose, al massimo preferisco dire che quando si parla di WWE è meglio non farsi troppe aspettative (WrestleMania docet), ma in occasione di questo show e soprattutto riguardo la RR non posso che spezzare una lancia in favore dei sostenitori della prima affermazione, in quanto già dal principio non c’erano aspettative per questo show. Se quello che abbiamo visto ieri fosse accaduto durante la vera Royal Rumble sarei rimasto contrariato anch’io, ma era difficile aspettarsi grossi avvenimenti in uno show del genere, che dunque era tranquillamente evitabile e non lo avrei nemmeno visto se non fosse stato per la naturale curiosità che mi ispira ogni Royal Rumble match. Non mi sento neanche di dovergli dare un voto.

Anche questo Inside termina qui, quali sono i vostri pareri su Greatest Royal Rumble? Intanto noi ci rivediamo sabato prossimo, sempre su WeTheWrestling, sempre con Inside WWE!

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Francesco Benedetti

La mia passione sono il calcio, le serie TV e ovviamente il wrestling, che seguo da quando avevo 13 anni. Seguo la WWE, Lucha Underground e molto spesso guardo match un po' in giro per il mondo. I miei wrestler preferiti attualmente sono Ricochet, Brian Cage, Jeff Cobb,, Jack Evans, Cesaro, Sami Zayn ed AJ Styles. I miei preferiti di sempre invece sono Kane, Randy Orton e Stone Cold Steve Austin!

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