5* Wrestling: Regeneration tour, Liverpool, 15 gennaio 2016

È il 15 gennaio; scendo a Liverpool per assistere all’ultimo di tre show in tre giorni della 5* (o Five Star) Wrestling. Avendo letto recensioni negative, da parte di appassionati e anche di atleti, riguardo ai due show precedenti (a Newcastle e a Sheffield), non mi aspetto granché, a parte una parata di nomi altisonanti.

Vediamo invece com’è andata.

L’enorme Echo Arena è tagliata a metà sia “per lungo” che “per alto”, e manca anche una curva. Diciamo che potrebbero esserci quasi duemila persone. Sono tante? Sono poche? Non lo so. Aspettiamo lo show.

Il quale si apre con il campione, John Morrison, che sale sul ring, cintura e tutto lanciando una sfida aperta. Già, il titolo (l’unico della 5*) oggi si difende nel primo match. Risponde alla sfida nientemeno che PJ Black. Il pubblico non reagisce più di tanto. Anche perché questo match era stato annunciato da settimane. Anzi, era l’unico match già annunciato dell’intera serata.

5* Heavyweight title match

John Morrison [c] vs PJ Black

I due svolazzoni ex WWE (per chi non ce l’avesse presente, PJ Black era Justin Gabriel)… svolazzano qui e là. Un match divertente, poco impegnativo per le coronarie, molto, forse troppo da major. Una Starship Pain più tardi, JoMo è ancora il campione.

John Morrison sconfigge PJ Black

Compare poi l’eroe locale, il numero uno di Liverpool, l’uomo che non cammina mai solo: il grandissimo Zack Gibson, applaudito ma non esageratamente. Sale sul ring, e ci fa sapere di avere diritto a un match per il titolo GFW contro Nick Aldis (in passato noto come Magnus). Nessuno lo sapeva, ma pazienza. Esce Aldis, in borghese e con la cintura in spalla, dicendo che non ha la minima intenzione di perdere tempo con uno di Liverpool, dato che più tardi avrà l’occasione di finire per sempre la carriera di Rey Mysterio, e che però gli ha procurato l’avversario che lo sistemerà. È una bestia, ma almeno viene da una città migliore.

Big Damo vs Zack Gibson

Nonostante la presentazione un po’… strana, il match si prospetta piuttosto interessante. La bestia di Belfast e la gloria locale non sono due che fanno complimenti. Ciò che è strano è il pubblico che, pur composto in buona parte da bambini accompagnati dai genitori, non si schiera dalla parte del presupposto beniamino di casa. Ma ovviamente a Liverpool ci sono due squadre di calcio, e Gibson ne sostiene una. Apertamente. Insomma, il canc***calcio rovina anche il wrestling. Evviva.

Comunque sia, Damo fa di tutto per essere il “cattivo” della situazione, e quindi evita di librarsi in volo come una farfallina pelosa di centocinquanta chili. Alla fine del match pianta Gibson a terra, gli piomba sopra e lo schiena.

Big Damo sconfigge Zack Gibson

Lo show non è ancora decollato, e arriva un match di transizione.

Colt Cabana vs Timm Wylie

Colt fa comedy; Wylie… no. Si ride un po’ (un bel po’), si vede qualche mossa spettacolare, Wylie fa paura, Colt vince. Ecco tutto il match. Nulla di memorabile, nonostante qualche bella sghignazzata.

Colt Cabana sconfigge Timm Wylie

E poi arriva il momento che tutti attendono: Rey Mysterio sta per salire sul ring. In un match tre contro tre.

Nick Aldis, Jimmy Havoc & Marty Scurrl vs Rey Mysterio, Will Ospreay & Zack Sabre jr

Quattro dei talenti più brillanti in Inghilterra messi come contorno a un match incentrato su Rey Mysterio. Che comunque non fa granché, a occhio non è del tutto in forma. Comunque sia, Aldis/Magnus e Rey partecipano ben poco all’incontro, che viene condotto per la maggior parte da Scurrl e Ospreay, il quale si prende un mare di mazzate e, stranamente, riesce a trasmettere la sofferenza. Ma è Jimmy Havoc, ben frollato da Sabre che pare gli voglia svitare un braccio, che si piglia una 619 da Rey (che non ha subito una singola mossa in tutto il match) e viene schienato. I bambini vanno in delirio.

Rey Mysterio, Will Ospreay & Zack Sabre jr sconfiggono Nick Aldis, Jimmy Havoc & Marty Scurrl

Dopo il match, i vincitori restano sul ring a prendersi gli applausi… quando Ospreay e Sabre attaccano Rey, a sorpresa, senza motivo, e scappano. Boh, capiremo.

E poi c’è l’intervallo.

Dopo la pausa, è il torno di un altro ex WWE contro un wrestler britannico – uno dei migliori sulla scena.

Carlito vs Joe Coffey

Si comincia con Carlito sbruffone, che umilia l’uomo d’acciaio di Glasgow – che naturalmente non si lascia mettere i piedi in testa. Ma anche qui la reazione del pubblico è strana, probabilmente perché molte più persone conoscono Carlito e si schierano automaticamente dalla sua parte. L’ex WWE controlla il match rallentando il ritmo, cercando di evitare la forza bruta di Coffey. E poi succede il patatrac: Carlito prende la sua solita mela, ne mangia un morso… e va a sputarlo in faccia a Coffey, che logicamente si scosta. Ma alle sue spalle c’era l’arbitro, che si piglia lo sputazzo in piena faccia. Con Carlito dispiaciuto, Coffey centra il suo lariat (pulitissimo) e Carlito va a terra; l’arbitro ci vede appena a sufficienza per contare lo schienamento.

Joe Coffey sconfigge Carlito

Viene poi annunciato un match a coppie miste.

Kid Fite & Jamie Hayter vs Lou King Sharp & Zoe Lucas

Un tecnico sopraffino e un nanerottolo pieno di energia, una donna potente e… una cheerleader. Fite e Sharp divertono e mettono su una contesa piuttosto piacevole; la Hayter, nonostante un’evidente mancanza di esperienza, mette a segno una bella serie di mosse di potenza, quasi tutte sullo sventurato Lou King Sharp. E Zoe Lucas… saltella e sculetta. Il suo atteggiamento da divetta della WWE mi irrita abbastanza. Ancora di più mi scoccia il fatto che sia lei a tirare un calcione nello stomaco a Kid Fite, prendendolo poi per le orecchie (cercava i capelli, ma Fite è calvo) e schiaffandogli la faccia per terra, finendo in una spaccata degna della migliore Melina. Ripete la mossa su Jamie Hayter, che la subisce anche maluccio, poi la schiena.

Lou King Sharp & Zoe Lucas sconfiggono Kid Fite & Jamie Hayter

Match passabile nonostante la pochezza di una delle due ragazze (almeno l’altra si è impegnata).

E tocca al main event – per il titolo Heavyweight della Ring of Honor. Scusate se è poco.

RoH Heavyweight title match

Jay Lethal [c] vs AJ Styles

Un match che vale da solo il prezzo del biglietto. E del DVD.

Lethal è un buon heel, Styles è Styles. Un incontro in cui c’è tutto. Sciacqua l’amarezza del finale del match precedente, del turn inspiegabile di Ospreay e Sabre, del compitino del campione 5*.

I due non si risparmiano. È uno degli ultimi match di Styles in Europa, prima della firma con la WWE. E vuole lasciare un ottimo ricordo. E lo lascia.

Poco c’è da descrivere, si tratta di un match da vedere. Dico solo che il titolo resta in mano a Lethal dopo uno schienamento aiutato da una mano sul costume (e tutti vedono il sedere di Styles).

Jay Lethal sconfigge AJ Styles

I due finiscono per stringersi la mano, con Styles che accetta la sconfitta nonostante la scorrettezza finale. Ma improvvisamente arrivano Jimmy Havoc, Marty Scurrl, Will Ospreay e Zack Sabre jr! Havoc prende il microfono mentre gli altri tre picchiano Lethal e Styles come dei cachi, e ci dice che gli fa un po’ schifo il fatto che tanta gente sia lì per vedere ‘sti americani che prendono dieci volte i lottatori locali. Il problema è che tanti (davvero tanti) applaudono. Non era la reazione desiderata.

Arrivano poi Rey Mysterio e Colt Cabana a difendere Styles e Lethal, e in quattro contro quattro gli americani hanno la meglio, con Havoc che si piglia i finisher di tutti (compreso lo Styles Clash e un secondo 619).

Applausi ai “buoni”, fischi ai “cattivi”, sipario su uno show molto orientato alle famiglie e all’esaltazione degli ospiti d’oltreoceano ma tutto sommato divertente.

Marco Piva

Non c'è niente da vedere. Su, su, circolare. Va bene... ho 40 anni, vivo in Scozia, guardo il wrestling da Wrestlemania III, ormai non sopporto più la WWE ma seguo con cura tutte le indipendenti possibili.

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