Brotherhood of Baba 029 – Push?

Benvenuti e bentornati sulle pagine della mia rubrica telematica.

Oggi volevo parlarvi di un problema comune a qualsiasi federazione, dal Giappone, alla vicina Germania: la creazione di nuove stelle!

L’idea mi è venuta mentre leggevo un articolo sul sito Voice of Wrestling, che parlava dei vari fallimenti della Dragon Gate per quanto riguarda la creazione di stelle per il futuro.

Nell’articolo si parlava di T-Hawk: grande talento, ottimo worker e wrestler, ma non ancora completamente entrato nel cuore dei tifosi della Dragon Gate (almeno in Giappone).

T-Hawk ha appena vinto il suo primo torneo King of Gate, in un quasi totale silenzio del pubblico. Per una federazione come la Dragon Gate, dove si punta sempre sul face, un campione che non viene tifato, ma neanche fischiato, è un grosso fallimento.

La Dragon Gate non è nuova a queste problematiche: sono diversi i nomi di grandi atleti bruciati dalla federazione per decisioni di booking sbagliate. L’esempio più clamoroso è sicuramente Shingo Takagi: un grande talento, e un grande heel. Come detto, la federazione però vuole solo face al top. Il turn da “cattivo” a “buono” non ha dato buoni frutti, e Takagi si è ritrovato da un giorno all’altro con poco seguito, per poi tornare nel limbo del mid/upper card.

Un altro esempio è Milano Collection AT (qui potrei piangere… quanto mi piaceva). Una persona che poteva entrare nell’olimpo del wrestling, finito nel nulla a causa di scelte di booking orrende.

Quindi, si arriva alla domanda: come si può lanciare un atleta? E, dall’altra parte, cosa può fare un atleta per entrare nel cuore dei fan?

Le federazioni prendono le decisioni, dando indicazioni ai lottatori su cosa fare o non fare durante gli incontri o i segmenti. Dall’altra parte è il lottatore o la lottatrice a dover dare prova di davanti al pubblico. Le due cose devono andare in sincronia per un ottimo risultato.

Cosa può fare una federazione per provare a lanciare una nuova stella? Bisogna fare attenzione a molte cose.

Bisogna valutare prima di tutto le nuove reclute, e vedere se sono in grado di sostenere i match proposti dalla federazione. Per esempio la BJPW deve valutare se le nuove leve possano e vogliano partecipare in death matches. Una federazione che ha nei vari main event quasi solo match estremi avrà più difficoltà a lanciare un lottatore che non partecipa a queste tipologie di incontri.

Passiamo direttamente al secondo punto: bisogna valutare il proprio pubblico! E questo è molto importante. Nell’esempio sopra, perché la BJPW avrà difficoltà a lanciare un lottatore se questi rifiuta o si trova a disagio in match hardcore? Semplice, la BJPW è famosa per i suoi match violenti, e il pubblico cerca anche questo. Il pubblico della BJPW potrebbe essere restio ad accettare come beniamino un lottatore che non sa o non vuole partecipare alla “cultura” della federazione. Perché il pubblico è abituato a quel prodotto.

Un’altra parte molto importante del percorso è capire se la persona che si vuole lanciare può essere un ottimo heel o un face, o entrambe le cose o una via di mezzo. L’esempio che ho fatto prima, riguardo a Takagi, è uno dei migliori secondo me. Alcuni wrestler sono ottimi “cattivi”, altri sono strepitosi “buoni”. Sono pochi i wrestler che si trovano bene a interpretare tutte e due le parti. Molte volte, anche un cambio di “fazione” può essere deleterio per alcuni lottatori.

Infine, anche il momento è molto importante. Lanciare un lottatore troppo presto o troppo tardi può dare meno frutti del previsto, o addirittura zero. Su questo credo che la NJPW, la WWE e anche la Dragon Gate siano degli esempi di ciò che non bisogna fare: non sanno cavalcare l’onda! Sempre tornando agli esempi di prima, Milano Collection AT è uno dei nomi che mi viene in mente: grande talento, al momento giusto, con una stable che può funzionare… e via di comedy wrestling per condire il tutto. E dopo via a lanciarlo… Davvero? State scherzando spero? Sigh… Il pubblico si era abituato a vedere un Milano “divertente”, poco serio, e, nonostante il talento sul ring, non come un possibile contendente al titolo. Per togliere dagli occhi e dalle menti del pubblico determinate immagini ci vuole tempo: non si può lanciare un lottatore da un giorno all’altro con zero cambiamenti di stile. Il pubblico difficilmente accetterà qualcosa a cui non è abituato. In questi casi bisogna riabituare il pubblico.

Ora, passiamo dall’altra parte. Cosa deve fare un wrestler per essere accettato dal pubblico?

Qui è molto difficile. Ho nessun consiglio, e poche idee.

Di sicuro il lottatore deve essere sicuro di e delle sue capacità. Senza questo, è perduto fin dall’inizio. Deve essere pronto anche a incassare critiche e a migliorarsi, a lavorare sui suoi punti deboli per nasconderli durante gli show o per perderli del tutto.

Inoltre deve essere pronto a provare e non tirarsi indietro. Come esempio mi viene in mente Shiji Ishikawa. Buon talento, raffinato con esperienze dirette in ring; e non si è mai tirato indietro. La BJPW gli ha chiesto di fare death matches, e lui ha detto sì, arrivando a conquistare il titolo principale della federazione. Ha continuato ad andare avanti a migliorarsi, mostrando il suo carisma anche nella comedy della DDT. Ora è Triple Crown Champion nella AJPW, la seconda federazione per importanza in Giappone! Ishikawa è riuscito a conquistare i cuori del pubblico in diverse federazioni, grazie al suo talento, alle sue capacita, ma anche grazie al fatto che non si è mai tirato indietro e si è adattato a stili differenti migliorando stesso.

Ovviamente, non tutti sono Ishikawa, e non tutti hanno la fortuna di avere dietro federazioni e booking pronti ad aiutarti.

Sono milioni i fattori che concorrono per poter fare in modo che un lottatore passi da 0 alla stella.

Si spera sempre che la federazione per cui si lavora, che dal punto di vista di chi scrive è il fattore più determinante, capisca la situazione e si adatti di conseguenza per aiutare il lottatore alla scalata verso le stelle.

Con questo vi saluto, buona estate e buone vacanze.