Brotherhood of Baba 032 – Manami Toyota

Bentornati a tutti i lettori, sulle pagine della mia rubrica.

Che giornate tristi che sono.

Questo periodo è stato un susseguirsi di eventi particolari e difficili per molti; ma soprattutto per noi appassionati di wrestling, non solo wrestling giapponese, ma di tutto il mondo della disciplina.

Alla fine di ottobre Onita si è ritirato, e all’inizio del mese di novembre Manami Toyota, dopo 30’anni, si è ritirata.

Vi ho promesso un articolo di addio per Onita, ma ancora non sono pronto. Quindi parlerò in questa sede della stella del Joshi-puroresu.

Prima, però, una riflessione…

Ogni volta che c’è un ritiro o una morte, una mancanza, non sentite come se un pezzo del mondo cadesse, o scomparisse?

Parliamo di tutto, non solo del wrestling. Perché molte volte piangiamo così tanto la perdita di qualcuno che è stato importante, fonte di ispirazione, per noi?

Sappiamo che non tornerà più, e che quei bei momenti diverranno solo incredibili ricordi.

Soprattutto sappiamo che il ricambio non aiuta. Evitiamo di parlare di talento, parliamo di propri numeri. Pensateci! Ogni volta che qualcosa diventa “obsoleta” per i nostri tempi, piano piano tende a sparire. Quanti poeti esistono ancora?

Ogni volta che perdiamo un lottatore o una lottatrice sappiamo anche che potremmo andare incontro alla fine di uno dei nostri amati hobby. Siamo in milioni in questo mondo, ma solo alcuni cercano alcune strade, e solo alcuni arrivano fino in fondo a quella strada.

Detto ciò, e dopo avervi depresso tutti, passiamo a parlare di Manami Toyota.

Chi non la conosce? No, veramente, se non sapete chi sia allora fermate qui la lettura, andate a vedervi qualche match, e poi tornate.

Bentornati.

Ora che avete capito, Manami Toyota è LA leggenda del mondo del wrestling femminile. Non potremmo definirla in altro modo.

Detiene milioni di record: ha vinto titoli in tutte le federazioni femminili in cui ha combattuto (unica eccezione la Stardom); ha un totale di 17 (diciassette!) match catalogati a 5 stelle, compreso il match dell’anno del 1994 contro Aja Kong.

E come nella più grande tradizione giapponese, ha anche creato o si è resa innovatrice di nuove manovre, alcune anche altamente pericolose, e per questo forse eseguite solo un paio di volte.

Manami Toyota ha portato il wrestling femminile sulla cresta dell’onda, e ha portato altre federazioni a inserire una loro categoria femminile nel proprio roster (anche la WWE).

Ovviamente le pioniere sono diverse (la mia preferita rimane Akira Hokuto), ma Manami Toyota è diventata l’icona, il simbolo di uno sport al femminile.

Addirittura alcuni movimenti femministi l’hanno vista come pioniera (non in terra natia, purtroppo). Questo può farvi solo immaginare quanta popolarità nel mondo, prima del wrestling, poi dello sport e non solo, abbia ottenuto Manami Toyota.

Nel mondo del wrestling, invece, ha un posto speciale nel cuore di tutti gli appassionati, specialmente in chi ha potuto seguirla per tutta la sua carriera. Nel 2002 già Wrestling Observer aveva inserito Manami Toyota nella sua speciale Hall of Fame. 2002, il suo ritiro è avvenuto 15 anni dopo.

Sinceramente, per onorare una grande lottatrice come Manami Toyota le sole parole non possono fare giustizia.

Vi invito quindi a cercare e guardare più match possibili, e godervi in tutto e per tutto le sue prestazioni sul ring.