Brotherhood of Baba 036 – Abbandono (metaforico; leggere, grazie)

Benvenuti nuovamente su queste pagine telematiche, della mia rubrica, conosciuta anche come la fratellanza di Baba.

Questa volta, dovrei riuscire a essere pubblicato in tempo (quindi il 27 marzo). Proviamoci!

Kotoka Shiiba si è di recente ritirato.

Il suo ultimo match avvenuto nei primi giorni di marzo, ha attirato più fan della NJPW (che teneva uno show lo stesso giorno, poco più lontano).

Kotoka ha sempre lavorato dal suo debutto con la Dragon Gate. Ha avuto anche qualche avventura europea, ma la maggior parte della sua carriera è stata made in Dragon Gate.

Alla fine, quindi, questo ragazzo era stato accettato nel cuore dei fan giapponesi.

E il suo ritiro mi rende triste… Si, triste per molti motivi.

In primo luogo la sua giovane età, solo 28 anni. A causa di diversi infortuni e circa 4 operazioni (e qui non parliamo di roba da poco) nel 2016 l’hanno portato a prendere questa difficile decisione.

Molte volte, per noi, fan, è difficile credere a parole o referti medici. Molte volte, per noi fan, sarebbe più bello sentire “sono vecchio, non posso farlo più”. Sentire, invece, “i dottori mi hanno detto…” è sempre un colpo al cuore, per il lottatore, e per noi fan.

Sapere che una persona ha messo a rischio il suo corpo più e più volte per il nostro intrattenimento; e, magari, in alcuni casi, non abbiamo mai ringraziato quella persona abbastanza, mi rende triste.

Molte volte il “mi piace” o il “ci piace”, passa in primo piano rispetto a tutto quello che l’atleta sta mettendo su quella linea sottile. E molte volte non vediamo più neanche l’ombra, nella nostra memoria.

In secondo luogo, è che lo conoscevo poco.

La Dragon Gate ha avuto un bel boom di seguaci intorno al 2013, grazie a match sempre molto spettacolari, grazie a CIMA, grazie a collaborazioni con la PWG e la CHIKARA. Ma non è una federazione molto seguita dal sotto scritto: ho visto qualche show, cercato match che altri mi hanno suggerito. E qui ho finito.

La vita ci assale tutto intorno, e ci porta via quel tempo che vorremmo usare per ampliare i nostri hobby, i nostri interessi, e anche, ovviamente, le nostre conoscenze e culture in qualsiasi campo.

E così, mi ritrovo ad avere poche parole per una carriera spezzata, per sogni infranti.

E mi viene da pensare in maniera negativa di me stesso, e di occasioni sprecate dalla federazione o dalle federazioni. Di casi del destino, di fortuna e sfortuna.

Ma anche di un nostro (di noi fan) egoismo sulla scelta di chi seguire o meno, lasciando nel dimenticatoio del tempo lottatori, match, e altri eventi che non sentiamo come nostri o vicini.

Succede con tutte le passioni, con tutti i lavori, con tutta la nostra vita.

E’ proprio vero… si accorgono di te solo quando smetti di lavorare.

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