I Cunt Speak #52: Qualche parolina tra una Troia e uno Stronzo

Ciao, infami. Ho qualcosa di molto speciale per voi questa settimana. Anzi, speciale no, intervistare gli Stronzi non è speciale. Però è ‘na roba nuova per questa rubrica, non si era mai vista un’intervista realizzata dal sottoscritto. Che poi ora che ci penso non è manco per il cazzo un’intervista. Non lo è stata nella sua totalità, almeno. E’ stato un botta e risposta sul finale, anche se sinceramente speravo in qualcosa di meglio. Ma ho corso il rischio ed adesso non posso più tirarmi indietro. Indi per cui, vi presento ufficialmente l’intervista di una Troia… a uno Stronzo. E questa sottospecie di pezzo di fango uscito dall’antro più oscuro dell’universo ha qualcosa da dire su una particolare federazione. Non perdiamo dunque ulteriore tempo e cominciamo.

Attenzione: contiene un linguaggio altamente offensivo e non adatto ai minori.

Partiamo dall’inizio: parlaci un po’ del tuo rapporto iniziale con questa federazione e come ti ci sei avvicinato.
Mi sono avvicinato a loro semplicemente cercando su Google come diventare wrestler in italia e tra una decina di troll come “Chiami la WWE e gli chiedi di fare un provino e ti prendono”
 oppure “Scopa la sorella di questo produttore che conosce John Cena” (quasi vera ehm.. ehm..), ho trovato il loro sito realizzato dal peggior software gratuito per siti internet
e con uno sfondo totalmente nero e le news e il roster degni del peggior trash 1992. Era comunque un mio sogno che poteva diventare realtà, dunque non ci ho fatto molto caso. Sono andato
a vedere uno dei loro show e parlando con Lucifero in persona ho chiesto informazioni e ho trovato un polo di allenamento dove iniziare. Inizialmente ero emozionatissimo, andavo ai miei primi
show, facevo da staff a spese mie perché sapevo che era la gavetta da fare ed ero felice di vedere come funzionava il wrestling dal punto di vista  dello staff (una merda, ma ai tempi ero ingenuo ed accecato dall’emozione di poter diventare un “bressler” anche io).
Qual è stato l’episodio che ha iniziato a farti storcere il naso?
Da dove comincio? Diciamo che il primo episodio è stato percepire quel clima di terrore che c’era nell’aria ma che chiunque negava, ad esempio: “Se non vieni agli show a fare da staff (a spese tue) e non paghi l’assicurazione, scordati di salire su un ring per sempre. Ovvio che per un ragazzo che studia con i genitori che non navigano nell’oro è un gran bel sacrificio. Allora a volte quando proprio non potevo venire agli show (ero uno dei pochi regolari) e avvisavo, mi piantavano un broncio tipo.. tipo questo, cazzo -> “:( ” . Ovviamente giovane ed ingenuo e con il sogno da inseguire, cercavi comunque di presentarti ad ogni show, e così facendo potevi tranquillamente salutare amicizie, compagnie, fidanzate, etc.. Sapevo che non era una cosa giusta e che molte persone me lo facevano notare, ma con il terrore di non poter mai toccare un ring in vita mia, come un bravo cagnolino obbedivo. Ho cominciato a
storcere ancor di più il mio bel naso quando con il passare degli anni vedevo sempre ad ogni singolo show le stesse cazzo di persone sul ring, e mai qualcuno di nuovo. Tra l’altro quelle persone che stavano sempre sul ring erano i  cosiddetti “pro”, parola che dovrebbe rappresentare una persona professionale che sta nel giro da tanti anni e che da il buon esempio ai giovani. MAGARI. I “pro” erano gli ubriaconi che arrivavano sbronzi agli show o che si ubriacavano in loco quando il ring era già montato e che a fine show tornavano a bere mentre dei ragazzini tra i quindici e i diciannove anni smontavano il quadrato per loro. Ovviamente il nonnismo di questi “pro” era fenomenale: schiaffi, chop, scherzi di cattivo gusto e altri atti di bullisimo infantile. Potrei stare ad elencare per ore tutto quello che mi faceva storcere il naso, ma ovviamente il tempo non basta mai e non ho voglia di sodomizzare le palle ai pochi lettori (per lo più curiosoni, quelliche leggono per vedere se si parla di loro oppure chi lo fa con male parole) che leggono questa merda di rubrica.
Quando hai capito che sarebbe stato meglio trasferirsi da un’altra parte?
TARDI, CAZZO. TARDI. Anni ad aspettarsi qualcosa e poi arriva il John Bon Jovi di turno con 2 match alle spalle a mangiare il piatto preparato per te.
Cos’è successo quando sei tornato?
Delirio. Senza senso.
Come hai preso la cosa?
INASPETTATAMENTE. Non sapevo dove girarmi, ero perso.
Qual è stata la tua prima impressione quando hai cominciato a combattere per altre federazioni? 
Qualità ZERO. Gente che non ha le basi del pro-wrestling che però ha passione, rispetto, bontà e voglia di migliorarsi (non esagerata). Purtroppo però ho visto che se vai da x, y si offende, z si arrabbia, x dice che z è un piagnone, y dice che x è un bugiardo e ha la mamma troia, z invece dice che j oltre ad avere la mamma troia, scopa il cane malato di rabbia di x e succhia il cazzo al pesciolino rosso di y. Per riassumere? CAZZO DI BAMBINI CHE LITIGANO PER LA PALLA.
Quanto ha influito nella tua vita privata questo generale cambiamento?
Meglio non parlare, è stato terribile. Cose terribili sono successe e mi hanno segnato nel profondo. Ho perso falsi amici (per fortuna) e persone alle quali volevo bene, le quali mi spingevano ad andare avanti nonostante la merda del wrestling italiano. Ho una cicatrice profonda, difficile che si rimargini.
Quali obiettivi hai adesso?
Sarebbe uno spoiler. Non dico nulla. Posso dire solo che nonstante il male e la merda, io sorriderò perché avrò vinto.
Siccome questa è una rubrica provocatoria, mi sbilancio in una domanda alla quale puoi benissimo rifiutarti di rispondere: come reagiresti se queste persone dovessero tornare accorgendosi di aver ingigantito la cosa e ti chiedessero in qualche modo scusa?
– Non me la sento di riportare la risposta dello Stronzo perché non è stata per nulla seria, sappiate solo che c’entra un video di Vegeta che rideva a crepapelle –
Grazie per essere stato mio ospite. Ti auguro solo il meglio.
Ti sembra il modo di salutarmi così da fighetta? Mi pareva fosse l’I CUNT SPEAK, mica l’ORSO NELLA CASA BLU. Dai cazzo, addio amico addio.. Succhiami il cazzo, troia.
Regards, fuckers.
Lo Stronzo mi ha rubato la frase di chiusura. Vabbè, pazienza. Spero che abbiate gradito questa sorta di intervista nonostante la sua schiettezza. Certe volte è un uomo di poche parole, va detto. Ci vediamo la prossima settimana, teste di merda.

Francesco Pozzi

Editorialista da tre anni, appassionato spudoratamente di questo sport da undici. Amante di qualsiasi tipo di stile di pro wrestling ci sia al mondo, con una predilizione per lo Strong, il British e l'Hardcore Style. Indyviduo, in fissa con alternative rock e metal, difficile trovare una stanza di casa mia che non abbia libri o fumetti. Nerd with an attitude.

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