I Cunt Speak #53: I paragoni nel culo, grazie.

Quante cazzo di volte vi è capitato che qualcuno facesse un paragone fottutamente idiota? Roba del tipo “Ma i match del passato erano molto più belli perché…”? Io ve lo giuro, questa gente mi fa entrare un giramento di coglioni impressionante. Non sono neanche del tutto sicuro se quelli che sento ruotare siano i miei, di coglioni, oppure loro stessi, in quanto facilmente paragonabili ad una sacca testicolare.

Ad ogni modo, insulti a parte, l’idea per l’articolo di questa settimana, che ci crediate o meno, mi è venuta qualcosa come mezz’ora fa. Stavo seduto davanti a questo stesso PC facendo quello per cui i piani alti del wrestling web italiano (che giusto lì possono considerarsi di un qualche valore) mi etichetterebbero quale “segaiolo da forum”; per essere più precisi stavo guardando la finale dell’ultimo G1 Climax fra Kenny Omega e Tetsuya Naito. E mentre ‘sti due si ammazzavano di botte mi sono ricordato della gente che me l’ha paragonato a Okada vs Omega del Kingdom. Benissimo. Ora la domanda da parte mia però è lecita: che cazzo c’entra?

“In entrambi c’era Omega, quindi il paragone si può fare”. Cazzata.

“Entrambi erano match di grande caratura e in qualche modo importantissimi per la federazione, quindi si possono paragonare”. Grossa cazzata.

“Tutti e due avevano uno star power spaventoso, quindi si possono porre sul medesimo metro di paragone”. Gigantesca cazzata.

Io non capisco come facciate a ragionare così. In tutti e due gli incontri c’era Kenny, certo. Ma in un caso era contro il volto della federazione, quello che sta sulla copertina dei programmi, che rappresenta la vera miniera d’oro, quello che mette la faccia quando si deve rappresentare la sigla in sé. Nell’altro affrontava l’idolo delle masse, quello che nonostante abbia comportamenti che farebbero sbroccare un anarco-pacifista convinto piace al pubblico perché è dannatamente iconico e fa piegare in due dalle risate, oltre ad essere un fenomeno sul ring, uno di quelli che vengono fuori davvero raramente.

Inoltre si trattava in un caso del big match pubblicizzato per dei mesi interi, nell’altro della finale di un torneo che, a dire il vero, porta il vincitore a fare parte di quello stesso big match l’anno successivo. Indi per cui, ragazzi, le vostre teorie sulla presenza di uno stesso pro wrestler, dell’importanza dell’incontro in sé e, particolarmente, sullo star power, sono per quanto mi riguarda delle assolute stronzate per giustificare un eventuale paragone.

Anzi, io penso che nel pro wrestling l’unico paragone che si possa fare sia, e non sempre tra l’altro, quando sul quadrato sono coinvolti gli stessi identici pro wrestlers della volta prima. Così come è vero che non si può dire che qualcosa è meglio di qualcos’altro esclusivamente basandosi sui gusti personali. Chiunque può preferire Hulk Hogan vs Ultimate Warrior a Samoa Joe vs Necro Butcher o viceversa, ma si parla sempre di pareri, non di giudizi oggettivi. L’importante alla fin fine è ammettere che il primo incontro è risultato molto valido per ciò che voleva mostrare (due fottuti supereroi gonfi di steroidi che si affrontavano per la supremazia assoluta sulla federazione), così come di ottima qualità è stato il secondo per la storia che voleva raccontare (due energumeni che fondamentalmente sono quasi immuni al dolore che si lanciano da una parte all’altra dell’arena per dimostrare chi tra i due sia il vero uomo, quello con le palle, insomma).

Che poi la cosa che fa veramente sorridere è il fatto che le medesime persone che fanno certi paragoni sono le stesse che ammettono come nel pro wrestling esistano molteplici sfaccettature. Un po’ come l’arte, ecco. Ma non tornerò su questi discorsi perché si sono fatti tante di quelle volte che ormai mi vomita pure il cazzo a causa della ripetitività degli stessi. Mi limito semplicemente a dire che se si sa che esistono incontri fatti principalmente per attirare pubblico e fare soldi (il recente Will Ospreay vs Rey Mysterio, per esempio), ma anche match che sono minuziosamente costruiti per un pubblico che ha seguito tutta la storyline e vi si è appassionato (Team Dallas vs Team Black Label dello scorso Fear and Loathing, per esempio), come diamine è possibile che ci si ostini tuttora a fare paragoni? Cioè, è fottutamente impossibile trovare qualcosa che faccia somigliare tra di loro un match uno contro uno e un quattro contro quattro. Specialmente, poi, se sono stati bookati da due federazioni che propongono prodotti tra loro non solo differenti, ma pure opposti!

Quindi, se proprio vogliamo essere sinceri, quando qualcuno viene da voi sostenendo che “si stava meglio quando si stava peggio” o, se proprio vuole farvi incazzare di proposito avendo la mamma troia e il babbo sbirro, “Hiroshi Tananashi vs Kazuchika Okada è migliore/peggiore di Kenny Omega vs Kota Ibushi” le cose sono due: o è uscito dal culo o è stato partorito cagando. Insomma sì, è stronzo. E non ha capito come funziona.

Ed è su queste righe che vi lascio, dandovi appuntamento al prossimo numero dell’I Cunt Speak. Di condividere e “mipiaciare” non ve lo dico perché non sono frocio. Se vi piace leggermi, leggetemi. Sennò amici come prima.

See you next week, fuckers.

Francesco Pozzi

Editorialista da tre anni, appassionato spudoratamente di questo sport da undici. Amante di qualsiasi tipo di stile di pro wrestling ci sia al mondo, con una predilizione per lo Strong, il British e l'Hardcore Style. Indyviduo, in fissa con alternative rock e metal, difficile trovare una stanza di casa mia che non abbia libri o fumetti. Nerd with an attitude.