I Cunt Speak #59: The Oddity

A volte sono tentato di scrivere più spesso articoli che parlano di singoli pro wrestlers, tuttavia la mano mi si ferma per il semplice motivo che, facendolo, mi sentirei piuttosto di parte. E dall’inizio dell’anno fino ad ora mi sono ripromesso di guardare si con occhio critico, ma anche a mente lucida. Non a caso ho dedicato un articolo il più oggettivo possibile a Will Ospreay in occasione del cinquantesimo numero di questa rubrica. Cionondimeno, mi sento in dovere di prendere in esame un altro singolo performer, quest’oggi. Il motivo lo capirete presto.

Dunque, se siete dei decerebrati ignoranti senza una visione completa della disciplina e non sapete chi sia universalmente riconosciuto con il soprannome “The Oddity” ve lo dico subito: si tratta di Thomas McGowan, in arte BT Gunn. Ma non è dell’uomo di tutti i giorni di cui andrò a parlare, purtroppo non ho mai avuto il piacere di conoscerlo di persona. Voglio trattare della sua controparte, del suo alter ego, in poche parole di uno dei pro wrestlers che io maggiormente gradisco e ammiro.

Va intanto fatta un’introduzione: fuori dalla Insane Championship Wrestling, BT Gunn ha sempre un po’ fatto l’extreme boy, se mi passate il termine: smalto nero sulle unghie, capelli colorati, mosse spettacolari condite da qualche duro colpo. Ma l’evoluzione che ha avuto alla corte di Mark Dallas è stata a dir poco sensazionale.

Partito con un regno titolato nel quale ad avere il titolo in vita non era l’inquietante personalità che siamo stati abituati a vedere più avanti, ma un ragazzino piuttosto figo che deliziava i fans con le sue peripezie atletiche e tecniche (cosa che ha comunque sempre fatto pure dopo), e col culo parato da un certo Chris Renfrew, ha perso il titolo contro Darkside nel 2011, per poi rivincerlo contro James Scott alla Square GO! del 2012. Una cosa tira l’altra e il “ritirato” vincitore della valigetta messa in palio nella stessa rissa reale a 30 uomini, vale a dire Red Lightning, gli strappa dalle mani il titolo. Da lì cala un alone di stranezza intorno a BT Gunn. Inizia a cambiare, a diventare più violento, il loro rematch deve essere fermato dalla security perché tramutatosi in rissa.

Dobbiamo aspettare la fine del 2012 per tornare a vederlo. Si ripresenta a Fear and Loathing V, aiuta Chris Renfrew ad aver la meglio su Christopher per la superiorità numerica rappresentata da quest’ultimo e dal suo manager James R. Kennedy e poi assalta Scott Maverick con un paio di forbici. Senza che nessuno se lo aspetti, finisce negli eventi successivi per attaccare anche l’attuale Sultan of Silent Hill ed ex membro della Legion, tra i due parte un feud sanguinario (se non avete mai visto con quale violenza i due conclusero la firma del contratto per la loro resa dei conti andate a recuperarvi quest’ultimo e capirete la veridicità delle mie parole), che vede l’apice a Get Yer Rat Oot in un Loser Leaves Town Match. L’arbitro speciale è il capo della baracca in persona, Mark Dallas. Match violentissimo e al contempo di una bellezza e una profondità rara. Sul finale, BT Gunn finisce ammanettato e Renfrew è sul punto di tirargli una mazzata in testa con una Singapore Cane e farla finita una volta per sempre. Si potrebbe benissimo definire la scena con il più classico dei “We’re havin’ a party when BT dies”. Peccato che a rimetterci le penne è Mark Dallas stesso, perché dopo che The Oddity dice qualcosa a Renfrew, questi dirige il colpo verso il distratto arbitro speciale e finisce per sputargli sul tatuaggio col logo della Insane che ha sul braccio.

Si riforma la New Age Kliq e ripartono le sue scorribande. Tre titoli di coppia in tutto, annessione di membri ulteriori come Dickie Divers e gli amici di una vita Wolfgang, Stevie Boy e Kay Lee Ray. Poi il tradimento di questi ultimi tre, una spirale di violenza che non deve affatto invidiare quella dei primi mesi di vita della stable (Gunn e Renfrew arrivarono anche a minacciare una donna incinta con un paio di forbici, roba da galera), poi dissidi anche fra i due migliori amici che il fato ha voluto riunire in modo poco ortodosso e BT Gunn combatte in coppia con Renfrew un’ultima volta il 12 febbraio scorso, andando contro i Bucky Boys, Stevie e Davey, in uno dei migliori match di coppia degli ultimi anni. Sconfitta per la NAK e BT Gunn si stacca definitivamente dalla sigla che, proprio per merito suo, si era riformata.

Si ripresenta a Barramania con un personaggio più colorato ma sempre distributore di calci violentissimi e Chop assassine per prendere parte allo Scramble Match per lo Zero G Title detenuto (e mantenuto in quell’occasione) da Kenny Williams. A Shug’s Hoose Party fallisce l’assalto al WWE UK Championship in un Fatal 4 Way Match che vedeva protagonisti, oltre al campione in carica Pete Dunne e allo stesso BT Gunn, anche Wolfgang e Trent Seven. La notte dopo però si ritrova uno contro uno con quel Kenny Williams al quale non era riuscito a strappare l’alloro mesi prima, lo batte e conquista finalmente lo Zero G Title, divenendo il primo Triple Crown Champion della federazione. Nessuno a parte lui ha mai detenuto tutte le cinture della federazione. Il resto è storia.

Ora, perché vi ho fatto ‘sto pippone? Semplice: io non capisco come mai, nonostante le doti tecniche ed atletiche impressionanti di quest’uomo, l’evoluzione che ha avuto nel corso degli anni e, in generale, la costanza spassionata e la quantità di trofei da lui guadagnati (è anche l’unico ad aver detenuto gli allori massimi di tutte le federazioni di rilievo sul suolo scozzese), gira così poco sulla bocca di tutti come invece fanno atleti magari altrettanto meritevoli ma molto più… ecco… terra terra, se capite quel che voglio dire.

La quale potrebbe sembrare una critica un po’ buttata lì, tipo “piangi perché il tuo pro wrestler preferito non è al top”. Per l’amor di dio, sarà anche così, pur non essendo effettivamente The Oddity il mio idolo assoluto, ma secondo me ce ne sarebbe solo da guadagnare. Qualcuno lo definisce il miglior pro wrestler del Regno Unito. Io non saprei dirlo, non mi piace parlare per assoluti, ma una cosa è certa: BT Gunn meriterebbe visibilità maggiore.

Effettivamente non riesce a frullarmi in testa il motivo per cui, pur essendo stato anche campione assoluto in Southside Wrestling Entertainment, federazione non famosissima ma generalmente nota per portare nomi di grandi spicco e nella quale militano veramente tanti nomi di grande spicco anche a livello internazionale, pochissimi se lo cagano comunque. Tantomeno capisco perché non ha la considerazione che merita nonostante la visibilità avuta su YouTube grazie al regno titolato nella categoria hardcore della WCPW. Sarà, ma io vorrei vedere BT Gunn anche in federazioni più facilmente riconoscibili agli occhi di un fan della “scena indipendente” più occasionale.

Ok, può sembrare un ragionamento sbagliato, in quanto si potrebbe benissimo consigliare a suddetto occasionale di guardare la ICW, la SWE e tutte le altre leghe nelle quali The Oddity milita qualora chiedesse consigli su dei pro wrestlers incredibilmente validi da seguire, ma è altrettanto vero che un po’ per mancanza di voglia e un altro po’ perché (giustamente) non si può guardare tutto per mancanza di tempo e soprattutto per ragioni legate alla vita sociale, sarebbe molto più facile raggiungere questo incredibile worker solo nel momento in cui il suo nome apparisse in contesti assai più famosi come la PROGRESS, per esempio. E questo discorso si può benissimo rifare anche con tutti quegli atleti che al giorno d’oggi non vengono considerati e non sono, ingiustamente, sulla bocca di tutti. E sia chiaro che non vuole essere un discorso sul primato della bravura in ring sul resto, perché con un buon moveset e abilità tecniche ci guadagni la stima, ma se non sai venderti non avrai mai il successo che in realtà meriteresti. Tuttavia è altrettanto vero che al giorno d’oggi basta un voto alto di Dave Meltzer o una segnalazione da parte di questo o di quel giornalista/editorialista e tutti subito lì a cincischiare di suddetto nome e a far di tutto per vedere più roba possibile, finendo per trascurare il pensiero più importante in questo caso: il tuo pensiero non si forma sulle dichiarazioni altrui, ma sulla tua visione della disciplina e sui tuoi gusti personali.

Sinceramente non saprei che altro dire, so che può sembrare un semplice elogio il mio, ma vi assicuro che non lo è. Perché quando vedo BT Gunn, ripenso a quel capitalismo selvaggio che ormai il pro wrestling business ci propina a livello mondiale. E’ vero, sono i soldi che faranno sempre girare tutto ed è quel che vuole vedere il pubblico la cosa che conta seriamente. Va poi detto anche che molti degli attuali draw del globo si sono fatti un culo grosso come una casa per arrivare dove si trovano adesso. Tuttavia sarebbe meglio se ogni tanto si porgesse l’altra guancia e ci si chiedesse se forse è meglio propinare anche qualcosa di nuovo. Perché fatico a credere che nessuno degli spettatori di una RevPro, di una PROGRESS o di qualsiasi altra federazione europea (ma pure internazionale, se vogliamo) di grande prestigio mediatico e fama, non voglia avere il piacere di gustarsi anche qualcosa di nuovo. Se poi il nuovo si chiama BT Gunn… non ve lo dico nemmeno.

Ci vediamo la prossima settimana, fuckers. Sempre su queste pagine, ovviamente. Stay cunted.

Francesco Pozzi

Editorialista da tre anni, appassionato spudoratamente di questo sport da undici. Amante di qualsiasi tipo di stile di pro wrestling ci sia al mondo, con una predilizione per lo Strong, il British e l'Hardcore Style. Indyviduo, in fissa con alternative rock e metal, difficile trovare una stanza di casa mia che non abbia libri o fumetti. Nerd with an attitude.