Director Piledriver #4: I Lived

Devo prima esplicare qualcosa di cattivo, perché sarò estremamente triste, malinconico e melenso: Fanculo.
Ecco possiamo iniziare:

Come possiamo descrivere un rapporto di amore a distanza fra due persone sconosciute? No, non esiste un termine valido, dai. Però, potete capire cosa intendo.
Ecco, io amo Daniel Bryan. Chi mi segue, chi mi ha letto, chi mi ha ascoltato sa di cosa di parlo.
Quel lunedì 08 Febbraio, per me era una giornata molto normale. Niente di straordinario e niente d’eccezionale. Poi questa notizia “Daniel Bryan annuncia ufficialmente il ritiro”.
Il mio spirito crolla come un castello di carte in un tornado, non ero pronto per quel momento.
Come tutti, un turbinio di emozioni mi ha attraverso e mi ha scombussolato.
Forse solo il martedì mattina, ho realizzato cosa il ritiro di Bryan vuol dire per lui, personalmente. Il rinunciare ad una cosa che ama, che gli ha dato da vivere per così tanto tempo, vuol dire che il rischio di qualcosa di più grande era tantissimo.
Nel suo discorso di ritiro, l’American Dragon ha detto di essere grato per questi 16 anni di carriera, e questo mi fa capire che la scelta è avvenuta perché doveva avvenire. Come fosse un colpo di destino.
Continua a fare male, continua a ferire ma diciamo che è una ferita in fin di bene.
Forse ho finalmente capito che in questi momenti non bisogna pensare alle cose negative ma solo alle cose positive, quindi a tutte quelle belle cose che Daniel Bryan, Bryan Danielson o come lo volete chiamare, ci ha regalato.
Quindi, noi siamo grati per quello che ci hai regalato: Le nottate in bianco per vedere le tue magie sul ring, l’esultanze notturne, la gioia di vederti alzare quelle maledette cinture, la disperazione, i pianti che oggi ci hai fatto fare.
Ci sarebbe piaciuto vedere altri grandi match, altre grandi storyline, con quella faccia di capra uscire da vincitore. Ma questa è la vita, dove alla fine bisogna mettere un punto

Questa è la prima cosa che vedo tutte le mattine. Quel YES! YES! YES! è la prima cosa che mi cade all’occhio ogni mattina, dato che è posizionato sul muro opposto al mio letto.
Non è stata una cosa fatta a caso, solo per il gusto di avere un bel poster sul muro, no.
Quando ristrutturai camera mia, volevo un qualcosa che mi dava la forza ogni mattina. Quel qualcosa era legato a Daniel Bryan.
Non voglio assillarvi con la storia di come mi abbia cambiato la vita, ma l’ha fatto, cavoli se l’ha fatto.
Quella forza di andare avanti, che anche solo nella dannata kayfabe, mi ha veramente aiutato, in situazioni che normalmente mi avrebbero smontato.

E tornando a quel “rapporto di amore a distanza fra due persone sconosciute”, voglio togliere il termine “sconosciute”, perché non lo siamo, dai.
Cioè, dopo tutto questo che ho detto, come lo posso considerare uno sconosciuto?
Ovviamente, lui non sa nemmeno chi sono io ma io sono chi è lui, e so cosa significa per me.
Spero che possa valere anche per voi, miei amati lettori.

Grazie Daniel, sarai sempre il nostro Dragone/Capra preferito.