Lettori e fan di We the Wrestling, benvenuti a una nuova puntata della nostra rubrica. Oggi parleremo di ciò che nel passato ha reso famoso il nostro paese, l’Italia, nella più famosa federazione di wrestling mondiale, conosciuta prima come World Wide Wrestling Federation, poi World Wrestling Federation e dal 2002 infine World Wrestling Entertainment. Alcuni dei nomi che tratteremo hanno origini del tutto italiane, altri solo di famiglia però in tutti loro scorre o scorreva il patriottismo tricolore. Partiamo dal passato più lontano, quasi un secolo fa per arrivare fino al presente.

Antonino Rocca

Il wrestler italo argentino è nato nel 1921 a Treviso nel Veneto, mentre è morto nel 1977 a 55 anni a New York in America. Arrivò in Argentina poco prima della Seconda Guerra Mondiale. Nel 1995 venne introdotto (postumo) dalla WWF nella Hall of Fame. Da giovane in Italia era un giocatore di calcio e rugby. Inizia la sua carriera. Inizia la sua carriera nel mondo del pro wrestling nei tardi anni ‘40 in Texas sotto la supervisione dell’ex World Heavyweight Wrestling Champion Stanislaus Zbyszko. Nel 1949 inizia a lottare nella Capitol Wrestling Federation dove rimane fino alla metà degli anni 70’. In coppia con Miguel Perez nel ‘57 ha conquistato gli NWA Capitol World Tag Team Championship. Nella sua carriera (negli anni ‘60) ha lottato anche in coppia con Bruno Sammartino (di cui parleremo meglio dopo). Dal 1972 al 76 ha fatto il commentatore nella WWF Championship Wrestling e All-Star Wrestling. Oltre alla sua carriera americana ne ha avuta una parallela a partire dagli anni 60’ in Giappone e Puerto Rico. Nel Sol Levante ha arbitrato nella Japan Pro Wrestling Association, dove una delle sue maggiori scoperte fu Antonio Inoki che passò alla NJPW nel 1972. Invece nel paese caraibico ha lottato tra il 1973 e il 76 nella World Wrestling Council conosciuta maggiormente come WWC, in essa ha conquistato sempre in coppia con Miguel Perez i North American Tag Team Championship. Nella sua carriera trentennale ha conquistato titoli in tutto il Nord America e a Puerto Rico. Inoltre è stato introdotto nella Hall of Fame della WWF, Stampede Wrestling e quella del Wrestling Observer Newsletters (nel 1996). Rocca si collega alla WWE odierna per il fatto che la Capitol Wrestling Corporation diventò sotto il controllo di Vince McMahon Sr la WWWF, l’antenata della federazione di oggi.

Bruno Sammartino

Il più famoso wrestler italiano in America di sempre, il suo vero nome era Bruno Leopoldo Francesco Sammartino, ma il suo ring name era solo Bruno Sammartino. E’ nato a Pizzoferrato in Sardegna nel 1935 e morto a Pittsburgh nel 2018. Si trasferì dall’Italia agli Stati Uniti a soli quindici anni e nella sua lunga e gloriosa carriera ha avuto tanti soprannomi come “The Italian Strongman”, “The Original Italian Stallion” e “The Living Legend of Professional Wrestling”. E’ conosciuto per i suoi due importantissimi regni come WWWF World Heavyweight Champion, il primo da ben 2803 giorni cioè sette anni e otto mesi e il secondo da 1237 giorni, un totale di poco più di 4.000 giorni. Inoltre è riuscito a portare il tutto esaurito nel famoso Madison Square Garden di New York per ben 188 volte. Nel 2013 venne introdotto dalla WWE nella Hall of Fame e nel 2017 a Pizzoferrato è stata fatta una statua in suo onore. Facciamo un passo indietro adesso e torniamo all’inizio della carriera. Nel 1959 fece il suo debutto nella Capitol Wrestling Corporation e soli quattro anni dopo arrivò alla WWWF nella quale rimase fino al 1972. In questi nove anni conquistò due volte il World Heavyweight Championship avendo i regni più lunghi della storia della federazione, record ancora imbattuto. Nel gennaio 1971 le persone che assistettero allo show al Madison Square Garden videro la sua prima sconfitta nella federazione contro Ivan Koloff. Dal 1972 al 73 passò alla World Wrestling Association, dove vinse i World Tag Team Championship in coppia con Dick The Bruiser. Nell’ anno successivo tornò alla WWWF e conquistò il World Championship, un nuovo regno che tenne per più di tre anni. Ne 1980 ebbe una faida leggendaria con Larry Zbyszko, essa si concluse con uno Steel Cage Match al Madison Square Garden, un arena gremita di 22.000 persone. Negli anni successivi lottò con wrestler che poi sarebbero diventati il futuro della federazione come “Rowdy” Roody Piper, “Macho Man” Randy Savage e Adrianis Adoni. Rimase nella federazione fino al 1987 quando fece il suo ultimo match lottato in coppia con Hulk Hogan sconfiggendo King Kong Bundy e One Man Gang. Rimase come commentatore della compagnia fino a che non ebbe importanti diverbi con Vince McMahon e la lasciò. Tra il 2006 e 2007 fece qualche apparizione nella ROH, e nel 2011 prese parte a uno show della federazione italiana della Adriatic Wrestling League in Abruzzo. Il più importante mensile americano del mondo del wrestling in passato gli ha dato diversi premi:

  • Match del’anno 1972
  • Match del’anno 1975
  • Match del’anno 1976
  • Match del’anno 1977
  • Match del’anno 1980
  • Wrestler dell’anno 1974
  • Stanley Weston Awar 1980

Le altre importanti onorificenze che ha ricevuto sono state le chiavi della città di Franklyn, le chiavi della città di Jersey e il posto nella Walk of Fame del Madison Square Garden.

Tony Parisi

Il suo vero nome era Antonio Pugliese, ma tutti lo conoscevano con il ring name di Tony Parisi. E’ nato nel 1941 a Cosenza in Calabria ed è morto nel 2000 a Niagara Falls in Canada. Debuttò nel 1961 in federazioni minori a Detroit, poi la sua carriera proseguì in Canada. Ebbe modo di lottare in coppia anche con il figlio di Bruno Sammartino, David Sammartino. Lottò anche in Australia e in Giappone dove nella AJPW prese parte al primo storico Champion Carnival, torneo che si tiene ancora. Viene ricordato maggiormente per la sua carriera nella WWWF dove arrivò nel 1966. La sua gimmick iniziale fu quella del cugino di Sammartino. Conquistò in coppia con Johnny Valentine gli United States Tag Team Championship, poi gli conquistò una seconda volta in coppia con Spiros Arion. Nel 1975 in coppia con Gino Brito conquistò i World Tag Team Championship. In uno dei suoi pochi match da singolo, nel 1982 conquistò l’International Heavyweight Championship, titolo appena riattivato dalla WWF. La sua parte finale della sua carriera la passò nella Montreal’s Lutte Internationale, federazione canadese. Qui tornato in coppia con Gino Brito conquistarono i Canadian International Tag Team Championship. Nel 1984 conquistò una seconda volta le cinture con Dino Bravo. Si ritirò qualche anno dopo. David Sammartino Il figlio del grande Bruno Sammartino, nato nel 1960 a Pittsburgh in America. La sua carriera iniziò nel 1980 e la sua formazione almeno inizialmente non fu fatta da suo padre, voleva che non entrasse nel mondo del pro wrestling. Dopo qualche anno nelle federazioni minori nel 1984 entrò nella WWF con suo padre che gli faceva da manager. Prese parte al primo storico WrestleMania affrontando Brutus Beefcake. Le cose degne di nota però successero fuori dalla federazione dopo il suo addio alla stessa. Provò nel 1986 a conquistare il World Heavyweight Championship dell’ American Wrestling Association contro Stan Hansen, ma senza successo. Poi nella World Championship Wrestling prese parte alla divisione dei pesi leggeri. Nel 2000 divenne NYSWF Heavyweight Champion.

Alundra Blayze

Con mia grande sorpresa ho scoperto che la WWE Hall of Famer Alundra Blayze è per metà delle sue origini italiane ed è nata proprio nel nostro paese, a Milano, ed è sempre rimasta legata anche alle sue origini italiane. Debrah Ann Miceli nasce a Milano nel 1964, e i ring name per i quali viene ricordata è Madusa e proprio Alundra Blayze. La sua carriera nel mondo del pro wrestling inizia nel 1984 e nel 1986 fa il suo debutto nell’ American Wrestling Association. Nell’anno successivo conquista l’AWA World Women’s Championship sconfiggendo Candi Devine. Nel 1988 è stata la prima donna a essere nominata dal Pro Wrestling Illustrated come Rookie dell’anno. La sua carriera continua tra il 1989 e il 1991 in Giappone nella AJPW. Fu la prima wrestler non giapponese a firmare un contratto di esclusiva con la federazione. Tra il 1991 e il 1993 fu parte del roster della World Championship Wrestling. Invece nell’anno successivo passò alla WWF dopo che la federazione rintrodusse il titolo femminile. Vinse il suo primo titolo nella stessa nel 1993, il Women’s Championship, dopo che sconfisse nella finale del torneo che lo assegnava Heidi Lee Morgan.Nel 1995 vinse nuovamente lo stesso titolo contro la giapponese Nakano. Venne spodestata dello stesso ad ottobre, dato che la federazione passò un momento di crisi economia e la licenziò. La sua carriera proseguì nuovamente alla WCW, dove nel primo show del suo ritorno buttò il titolo che si era tenuta della WWF nel cestino, una cosa che gli è costata per ben vent’anni il fatto di non essere considerata dalla famiglia McMahon. Nel 1999 a Starrcade fu la prima donna a conquistare il WCW World Cruiserweight Championship. Nel 2001 si ritirò dal Pro Wrestling. La sua introduzione nella WWE Hall of Fame è del 2015. Nel luglio del 2019 ha anche conquistato il 24/7 Championship. Dal 2015 invece è nella commissione della federazione giapponese della Stardom.

Fabian Aichner

Arriviamo ora al presente con il wrestler di NXT UK Fabian Aichner. E’ membro della stable degli Imperium con Walter, Marcel Barthel e Alexander Wolfe. E’ nato nel 1990 nel Sud Tirolo in Trentino Alto Adige. Ha iniziato la sua carriera nel pro wrestling nel 2011 debuttando nella NEW (New European Championship Wrestling) in Germania. Nel 2014 ha conquistato nella medesima il King of the North Tournament. Nel giugno 2016 è stato annunciato come partecipante del Cruiserweight Classic della WWE. Un anno dopo ha firmato un contratto che lo lega tutt’oggi alla federazione. A settembre ha fatto il suo debutto a NXT perdendo contro Kassius Ohno. A Evolve 115 ha conquistato l’Evolve Championship contro Shane Strickland e a Evolve 116 ha difeso il titolo contro Ohno. Però a Evove 117 Austin Theory lo ha sconfitto. La sua carriera come quella della stable degli Imperium è in continua ascesa e anche la Gazzetta dello Sport lo ha nominato come un orgoglio italiano nella WWE.

Miss Monica

Il suo vero nome è Monica Passeri, una wrestler che ha deciso di seguire insieme a Karim Brigante la strada del pro wrestling in America, cosa in Italia impossibile al momento. Si è formata nella Harley Race Wrestling Accademy, una delle migliori scuole di wrestling degli Stati Uniti e che ha sfornato tanti wrestler di alto livello. Ha iniziato a lottare nella World League Wrestling e a piccoli passi è arrivata fino a lottare per nella WWE a Monday Night Raw con il ring name di Ann Esposito contro Nia Jax nel 2016. E’ stata tre volte WLW Women’s Champion e attualmente detiene il BCW Queen of the Ring Championship. Il futuro è dalla sua parte.

D3 Prince of Rome

Il suo vero nome è Daniele Dentice D’Accadia, il suo ring name nelle Indy americane D3 Prince of Rome. Si è formato alla Rome Wrestling Accademy e a Roma ha fatto il suo debutto sul ring. Poi ha preso parte a due programmi relativi al mondo del wrestling come King of Faifa e EPW Overload. Nel 2012 ha lottato nell’ IPW:UK nel Regno Unito. Poi insieme a King Danza, un altro importante wrestler del panorama tricolore che lotta in Italia e non solo, ha fatto un periodo di formazione alla House of Hardcore Accademy di Tommy Dreamer. Già nel 2015 ha preso parte, seppur non lottando a degli show della WWE, come uno dei rosebuds di Adam Rose. La sua carriera è continuata tra la CZW, HOH, Sanctauary, Freedom WXW e altre federazioni. Inoltre ha partecipato a due tryout della ROH, una delle più importanti federazioni degli Stati Uniti. Nel 2018 ha fatto il suo debutto nel ring della WWE con il ring name di Alex Malcom contro Braun Strowman, poi a inizio novembre ha lottato a Raw contro Erick Rowan. Una carriera in continua ascesa la sua.

Siamo arrivati alla conclusione di questa puntata, tra passato e presente la WWE ha tanto di tricolore, spero che prima o poi un altro italiano possa tornare a essere determinante e vincente come lo è stato Bruno Sammartino. I talenti ci sono nel nostro paese, hanno solo bisogno di visibilità e di essere valorizzati. Un esempio importante può essere Akira, uno che in Giappone nonostante la sua giovane età, ha già fatto due tour completi con l’AJPW e continua a lottare regolarmente sia in Italia che in Europa. Diamo spazio ai giovani italiani, il talento non gli manca.