GIOVANI LEVE MADE IN ITALY: Intervista a Kevin Dopa

Salve a tutti lettori, oggi a Giovani Leve Made In Italy io e il mio compare Vincenzo Gioioso vi proponiamo l’intervista che abbiamo fatto al giovane Kevin Dopa. Dopa è un ragazzo molto giovane che negli ultimi mesi ha fatto molto parlare di se per via del suo personaggio fuori dalle righe. Buona lettura!

 

Come e quando decidi di fare wrestling? Cosa ti ha spinto a praticare questa disciplina?

Premetto che non sono mai stato un ossessionato del wrestling, e fino al 2012 non conoscevo realtà che non fossero la WWE e la TNA. Poi tramite un mio amico di sempre ho conosciuto il Dottor Dispiacere, allora head trainer del polo ligure ICW, che mi fece guardare il wrestling da un altra prospettiva e lì scattò la scintilla. Mi ha colpito il modo di raccontare una storia, di far evolvere un personaggio incontro dopo incontro seguendo regole ben precise ma sempre modellabili in base al proprio concetto di arte. Ero circa diciassette chili in più rispetto ad adesso, l’inizio di una graduale trasformazione fisica e mentale che sento tutt’ora in corso in me.”

Debutti nel 2015 allo show PWE Live 4 in uno Scrumble Match per i titoli di coppia con William Miller, che ricordi hai di quel match?

 Ero agitato e nervoso. Ricordo che nel backstage qualcuno venne a dirmi che avevo il logo di carta impecorita sulla canotta, quello fu il buongiorno. Ebbi modo poi di comprendere la professionalità e serietà dei wrestler bolognesi presenti allo show, disponibili ad aiutare un ragazzo come me a star concentrato sulle corde.

Quella sera salì sul ring per la prima volta dopo neanche un anno di training tra ICW e PWE, davanti ad un pubblico eccezionale di 2200 persone e presi il microfono in mano. Feci un promo apprezzato, un angle che coinvolse la mascotte del camping e fatal fuor scramble Match valevole per i titoli di coppia (io combattevo con William Miller). E mi presi pure lo schienamento ai danni di Blindo. Fu fantastico ed andò quasi tutto bene. Lo devo soprattutto al mio maestro Darkness, che mi ha insegnato e mi insegna tanto, che mi ha dato e mi da tutt’ora tanta fiducia. Ma anche a JT9 e Lio Kong, che sono stati molto cortesi e pazienti con un rookie come me in quella circostanza.” 

Continui la tua carriera in PWE dove hai altri du match, a Live 5 e Live 6, in questi incontri affronti due avversari molto diversi (Blindo e Brian Davis), con chi ti sei trovato meglio?

“Non mi piace fare la raccolta di figurinè, nè il gioco delle due torri….un atleta professionale deve andare contro agli avversari scelti dai booker, adattandosi alle esigenze di peso, stile e qualità dell’avversario, in un rapporto di reciproco rispetto. Poi è il pubblico a fare da termometro su chi vale di più e chi di meno.”

Cosa ci dici della PWE? Come ti trovi all’interno della federazione di Potenza? Quali sono, secondo te, i pro e i contro della federazione?

Dopo sette mesi nella ICW, sette mesi piacevolmente intensi ma assai costosi (troppo, per un semplice studente un pò squattrinato come me) mi sono messo alla ricerca di una possibile alternativa e mi sono imbattuto nella Pro Wrestling Academ Genova di Marco Darkness Conti. Ho fatto due lezioni di prova e ho scoperto un modo di vivere gli allenamenti molto diverso: se erano quasi del tutto incentrati sull’atletica e la preparazione dei riflessi nella ICW, lo erano quasi del tutto improntati alla tecnica e alla psicologia nella Pro Wrestling Academy. Questo ulteriore nuovo modo di concepire e vivere il wrestling mi ha profondamente colpito, perchè mi sono sentito fornito di quelle conoscenze pratiche e teatrali che mi avrebbero consentito di vivere anzitempo una dimensione fino ad allora a me sconosciuta: quella del ring. Sebbene io abbia passato sette mesi bellissimi in ICW, in cui ho perso ben quindici chili e imparato a rispettare il wrestling grazie agli insegnamenti del Dottore e ai consigli di Jovano Fiori, cui mando un caloroso abbraccio, sono oggi molto contento della scelta fatta.
La mia attuale scuola è federata con la PWE, federazione di Potenza che, anche grazie al polo di Genova, realizza spettacoli in tutta Italia. Il punto di forza della PWE è certamente quello di possedere nel più ampio senso possibile l’apertura verso l’estero: il presidente Laurita sta dimostrando di essere una persona accorta, che sa intrecciare legami con realtà nazionali ed internazionali. Al di là della PWE Alliance, progetto interessante di cui tanto si è già discusso, basta vedere i nomi che hanno preso parte ai PWE Live 4 e 5, e quelli che prenderanno parte a From The Ashes per capire che si stanno muovendo passi davvero molto importanti nella promozione del wrestling nel Bel Paese.

L’augurio che faccio io però è quello che si riesca a costruire presto una valida “cantera”, un solido nucleo di atleti giovani made in PWE: 1) perchè il wrestling è ancora troppo poco praticato ed è destinato a rimanere un tabù, uno di quelli sport che “vorrei ma è pericoloso”, “vorrei ma è faticoso” se non ci sono abbastanza ragazzi “pionieri” che si avvicinano alla disciplina. e 2) bisognerebbe arrivare al più presto possibile alla situazione per cui gli atleti giovani da midcard siano fabbricati in casa, abbiano la possibilità di allenarsi insieme periodicamente e proporre match ben architettati, studiati “parlando la stessa lingua”, in modo da non apparire così enormemente distanti dal punto di vista qualitativo dai main eventer.”

Hai debuttato da poco nel mondo del pro wrestling italiano,quali sono i progetti futuri di Kevin Dopa? Chi sogni di affrontare o dove sogni di lottare in futuro?

“Kevin Dopa per sua natura naviga a vista, diciamo così. Ogni match è un’occasione per spiazzare il pubblico, per esaltare i bambini e contemporaneamente inquietare i loro genitori con le rime e le scorrettezze. Kevin Dopa pensa al prossimo show, al prossimo pubblico da spaccare in due come una mela e al prossimo avversario da trascinare in basso, al suo livello di ragazzo randagio e sboccato.”

Domanda di rito, cosa rispondi a chi dice che il wrestling è finto?

Gli dico di venire a provare o altrimenti di tapparsi la bocca. Una volta sono andato al mare e un mio amico mi ha detto” non fare il cazzaro che è tutto finto “. Gli ho proposto di subire una body slam sulla spiaggia….ha detto di no.”

Hai un personaggio molto particolare, perché la scelta di impersonare un rapper? 

“Il mio personaggio in realtà sarebbe un rapper tossico che vive da senzatetto nella city metropolitana. I soldi li ottiene da furtarelli e dallo spaccio e li spende in vizi, passa le giornate a inveire in rima contro i fogli di giornale che raccatta sulla panchina al mattino.
Rapper. Tossico. Senzatetto. Kevin Dopa ha molte sfaccettature e a seconda del tipo di pubblico e delle richieste delle federazioni posso esaltare più uno o un altro aspetto, e questa è la cosa più figa del mio personaggio, perchè mi consente una varietà di concetti e comportamenti notevole. Ad esempio, a PWE Live 4 ho fatto il poveraccio incazzato con il pubblico ricco del villaggio vacanze, a PWE Live 5 e 6 ho fatto il rapper in contrasto col pubblico e cantore del degrado italico, mentre il tossico in PWE non lo farò mai e poi mai perchè i riferimenti alla droga sono vietati dal codice comportamentale imposto agli atleti, quindi l’aspetto forse più “hard” del mio personaggio potrà venire fuori solo altrove, se mai mi sarà consentito. Ciò che più mi preme è comunque portare sul ring il degrado, il comportamento deplorevole e scandaloso, per dimostrare che alla gente sotto sotto piace, e io tiro fuori nel pubblico quel gusto del macabro e del marcio che c’è in ognuno e che ognuno a sè rinnega: lo stesso gusto che anzichè fare uscire la gente la sera la tiene a casa a guardare Quarto Grado, lo stesso gusto che fa sapere a certa gente vita morte e “miracoli” di Fabrizio Corona e ignorare cosa abbia scritto Fabrizio De Andrè.

In generale penso che la gimmick sia un aspetto fondamentale per un wrestler: è la prima espressione artistica, la prima cosa che contiene quello che di te vuoi portare sul ring. Nel mio caso, Kevin Dopa è qualcosa di simile ad uno sfogo. E’ il mio esatto opposto, perchè io non ho mai fatto uso di alcuna droga, ascolto il cantautorato, leggo filosofia, partecipo alla discussione politica e, cosa più importante, sono un ragazzo mite. Solo che nella vita ho preso diverse delusioni per parecchi anni: dai tradimenti degli amici alle ragazze che passeggiavano nella mia vita calpestandomi il cuore, e solo perchè non sapevo dire di no e sono stato troppo buono e accondiscendente con troppa gente che non lo meritava affatto. Con Kevin Dopa io dico a me stesso e a tutti loro: “magari mi preferivate così, vero? Eccomi! Non ci vuole nulla ad essere come voi mi volete!”. Questa mia partecipazione emotiva si sente, perchè il pubblico ha sempre reagito bene negli show, specie a PWE Live 5 (e nonostante un problema al microfono che mi ha decisamente ostacolato!): invito tutti a cliccare il mio profilo soundcloud per ascoltare quel promo.”

A PWE Live 6 hai avuto il tuo terzo match (secondo in singolo), come è stato confrontarsi con un lottatore come Briann Davis? Come ti è parso lo show?

” Brian Davis è stato un bravo avversario. Una persona corretta, che teneva molto al buon esito dello show. Mi ha guidato nell’impostare un paio di tecniche a me nuove, il match è andato bene e anche lui lo voglio ringraziare di cuore.”

Piccolo spazio che puoi usare per dire qualcosa al tuo attuale rivale Blindo

” A Blindo risponderò presto sulla mia pagina Facebook….a fine match di PWE Live 6 è venuto a sfottermi perchè ho perso contro Davis….si prepari ad essere messo alla berlina da un fottìo di rime del wrestler più censurato d’Italia.
Gliele sparo così a raffica che si sentirà a suo agio, come fosse sotto i colpi di un AK-47.”

Siamo giunti al termine, dove possono seguirti i nostri lettori?

” I curiosi possono entrare nel mondo Dopa:

Facebook ( “Kevin Dopa – il wrestler più censurato d’ Italia” )
Instagram ( “kevindopa” )
SoundCloud ( Kevin Dopa )”

Vuoi fare un saluto ai lettori di WeTheWrestling?
“Dai, ecco il saluto:

” Rimando livido con gli occhi pesti /
sono strafatto per We The Wrestling /
Saluto i fan di tutta questa disciplina/
Io sono Kevin Dopa il killer della rima/
il pubblico pagante mi segue ma detesta/
io spruzzo il testo, tu lo stracci per protesta/
vengo dal Novantatrè con il suono assassino/
io sono lo sbandato che ti fotte il motorino/ “

Yo.”

Salvatore Gamiddo

Grande appassionato di wrestling in tutte le sue sfaccettature. Cerco di seguire il più possibile ma l'interesse maggiore lo ho per il nostro wrestling.