Holy Sh*t #14 – Futuro di gruppo

Bulletproof? Bullet Club? Bálor Club? Di certo nomi non sparati a caso. Nella quattordicesima edizione dell’Holy Sh*t non potevo non parlare di un argomento scottante come quello riguardante questa stable. Da quando si parla di Bálor Club, o meglio Bulletproof, il mondo del wrestling è in subbuglio per quanto riguarda ciò che potrebbe accadere a Stamford. Da dove è iniziato tutto ciò?
Il Bálor Club esiste dalla prima metà del 2015, diciamo. Teoricamente non è una vera stable, piuttosto una cerchia di tifosi che, come avrete capito dal nome, seguono Finn Bálor. E perché proprio Finn ha una cerchia di tifosi così poco definita ma allo stesso tempo allusiva a qualcosa di più grande? Perché nel 2013 Finn Bálor, allora Prince Devitt, fondò il Bullet Club, in NJPW, tradendo Ryusuke Taguchi e alleandosi a Bad Luck Fale.

Il Bullet Club crebbe in popolarità e in breve divenne un’ icona nel mondo. Tutto ciò grazie anche al tipo di ideologia che caratterizza il BC, nato sulle orme del nWo di Hollywood Hulk Hogan, Kevin Nash e Scott Hall. Da qui le numerose interferenze nei match, una novità in Giappone poiché il pubblico non ama assistere ad un incontro macchiato da scorrettezze, e il classico “Too Sweet”, il tipico gesto che Nash, Hogan ed Hall si scambiavano. Proprio questi ultimi hanno elogiato il BC e lo stesso Big Daddy Cool ha riconosciuto la stable fondata da Devitt come una perfetta erede del New World Order, consolidando il passaggio del testimone. Anche altre importanti personalità del panorama mondiale della disciplina hanno chiaramente appoggiato il progetto giapponese, affermando quanto il BC abbia più talento rispetto ai vecchi membri del nWo.
Dunque, la stable si arricchì di altri membri come Tama Tonga, Karl Anderson, gli Young Bucks e Doc Gallows, riscuotendo pareri positivi anche negli Stati Uniti, tanto che negli house show negli USA, i membri del BC lottavamo da face a causa dell’ apprezzamento del pubblico.

Nell’aprile del 2014, Devitt venne estromesso dal BC, causa l’imminente firma verso la WWE. Sin da subito, la WWE fece capire di voler sfruttare bene il gioiello prezioso strappato alla NJPW, proponendo la popolarità di Devitt, ora Finn Bálor, fino ad imporre quest’ultimo come uno dei volti di NXT.
Nel frattempo, in Giappone, il Bullet Club, capitanato da Karl Anderson prima ed A.J. Styles poi, continuava a riscuotere successi e con la vittoria dell’IWGP Heavyweight Title di Styles ai danni di Hiroshi Tanahashi e quella del NEVER Openweight Championship di Yujiro Takahashi a discapito di Tomohiro Ishii, il BC riuscì ad ottenere tutti i titoli presenti in federazione. Sulla cresta dell’onda, il Bullet Club continua a riscuotere riscontri positivi in tutto il mondo e la popolarità della NJPW aumentava sempre di più, grazie anche alla presenza di uno dei migliori wrestler del mondo, A.J. Styles, a capo della stable.

Parallelamente, in WWE avevano capito che bisognava richiamare l’attenzione sul pezzo pregiato made in New Japan, lo stesso Finn Bálor. Così, dopo WrestleMania 31 nacque l’idea del Bálor Club. La fama ed il carisma del Demone di NXT raggiunsero livelli altissimi proprio grazie a questa grande invenzione, che consacrò Finn come una vera icona. Bálor iniziò a vestirsi completamente di nero, applicando il logo della sua stable sul proprio costume e anche i video titantron facevano intendere il cambiamento, con il logo del Bálor Club (che “casualmente” era stilizzato in modo molto simile al lettering del Bullet Club) che campeggiava sui maxischermi delle arene. Insomma, a Stamford si sono impegnati per rendere Bálor over ad NXT.

Lo sviluppo dell’irlandese culminò nella vittoria del titolo NXT al live event in terra giapponese Beast in the East, dove Bálor sconfisse in mezzo ai suoi fan, l’allora campione Kevin Owens. Supportato dai tifosi giapponesi, Finn coronò il suo sogno e si erse a vero re dello show giallo. E tra una difesa e l’altra, il fondatore del Bullet Club è riuscito a diventare il più longevo campione NXT della storia.

E mentre Bálor dominava, il Bullet non era da meno e continuava ad impartire la propria legge in NJPW e nel panorama indipendente, nonostante la perdita del titolo da parte di A.J. Styles in favore di Kazuchika Okada. A Wrestle Kingdom 10, il BC vinceva gli IWGP Junior Heavyweight Tag Team Championships con gli Young Bucks e i neonati NEVER 6-Man Tag Team Championships con Bad Luck Fale, Tama Tonga e Yujiro Takahashi. Tuttavia, Kenny Omega perdeva l’IWGP Junior Heavyweight Championship in favore di KUSHIDA, Doc Gallows e Karl Anderson perdevano gli IWGP Tag Team Championships in favore dei G.B.H. ed A.J. Styles si arrendeva alle quattro BomaYe dell’IWGP Intercontinental Champ, Shinsuke Nakamura.
Dopo l’evento, si creò una vera baraonda. Io stesso ricordo di essere stato alzato fino alle 03.00 del 5 gennaio per capirne di più riguardo i rumors che davano A.J. Styles, Shinsuke Nakamura, Karl Anderson e Doc Gallows in partenza dalla NJPW verso la WWE. Uno scoop da prima pagina, una notizia bomba che in breve affollò tutti i social network di utenti che cercavano news a riguardo. Il mattino seguente si ebbe la conferma che in molti si aspettavano e che in altrettanti volevano non arrivasse mai : A.J. Styles, Shinsuke Nakamura, Karl Anderson e Doc Gallows avevano comunicato al booker Gedo, prima di WK 10, la fine della loro avventura in NJPW, avendo deciso di cercare fortuna altrove, nonostante fosse chiaro quale fosse stato il loro destino.

Questa notizia è la chiave di volta all’editoriale di oggi. Di fatto, con il quasi certo arrivo di Styles in WWE, condito dai messaggi rilasciati dalla WWE, allusivi al debutto del Phenomenal One, molti iniziavano a capire quale fosse lo scopo del Bálor Club e come quest’ultimo si stesse evolvendo nell’ombra, grazie soprattutto ai tweet misteriosi dello stesso Finn, mirati a dare false speranze ai tifosi di tutto il mondo. E perché false speranze? Perché finora del Bálor Club, Bulletproof o come volete chiamarlo voi non si è vista l’ombra.
Dopo il debutto di Styles alla Royal Rumble, molti credevano ancora in qualcosa di concreto, qualcosa che prima o poi avverrà ma che per ora sta ancora esitando ad avvenire. Perché è chiaro, con l’arrivo di Styles, Anderson e Gallows, sono poche le possibilità che il Bálor Club non si concretizzi per davvero, lasciando l’amaro in bocca a tutto il WWE Universe.

Ormai siamo vicini al debutto di Finn Bálor nel main roster e, secondo me, siamo vicini al debutto della tanto agognata stable. I messaggi che il Demone sta lanciando su Twitter sono chiari, post sempre più enigmatici e richiamanti l’esordio, il ritorno in gruppo di quei quattro, magari anche con l’aggiunta di qualche altro membro del roster. A noi non resta altro che sognare, sperando che un giorno, Bulletproof non sia solo il logo di una t-shirt in vendita sul WWE Shop.

La quattordicesima edizione dell’Holy Sh*t si chiude qui. Ringrazio come al solito per la lettura e vi rimando tra due settimane, per il quindicesimo editoriale della rubrica. Passo e chiudo.

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