Holy Sh*t! #2 – La disamina dei fan

 

Sapete cosa amo del wrestling? Il pubblico. Penso sia una cosa fantastica che il wrestling è fortemente influenzato dal pubblico. Però c’è da fare una bella distinzione fra il pubblico.

Come sapete, l’audience del wrestling, di solito, è diviso fra MARK e SMART.

MARK: “Fan che ritiene reale ciò che ha a che fare con il wrestling, ignorando volontariamente la kayfabe. Il termine può altresì essere utilizzato per indicare un grande appassionato di un wrestler, di una federazione o di uno stile in un modo considerato eccessivo da alcuni”

SMART: “Uno spettatore assolutamente cosciente delle basi sulle quali poggia un incontro di wrestling, che vede come un semplice spettacolo deciso a tavolino dai booker e ritiene i wrestler degli atleti che hanno come fine quello di divertire il pubblico. Più che sostenere determinati wrestler, questa categoria di fan valuta i lottatori unicamente in base alla loro bravura nell’eseguire le manovre o nel portare avanti un feud.”

Ma oltre a questo ci sono gli SMARK: “diminutivo di smart mark, utilizzato per descrivere un fan che ritiene di essere un fan smart, ma che ragiona come un fan mark”

Ed è da qui che voglio partire. In molti vanno contro il pubblico mark, perché lo considera stupido. Perché pensa che il wrestling sia “vero” (quando lo è, ma questo sarebbe un discorso molto lungo da fare a parte) e quindi non conoscono le meccaniche che girano dietro a questo fantastico intrattenimento.

Personalmente, sono i fan che più apprezzo. Perché quello è vivere appieno la disciplina, vivere con l’idea che quello che vedi è vero. Perché vivi al 100% l’esperienza. Che poi, non lo facciamo TUTTI quando guardiamo un film o un telefilm?

Non penso che esista nessuno che abbia detto verso la tv a Bryan Cranston: “TANTO NON SEI WALTER WHITE!” o qualcosa di simile.  Ovviamente, non tutti gli appassionati Smart sono così, in molti capiscono che non c’è niente di male nel seguire il wrestling ignorando la kayfabe. Questo bisogna ribadirlo.

Che poi, ovviamente, è bello anche sapere le meccaniche del wrestling, la terminologia. Anche perché aiuta a capire cosa è il wrestling, come funziona. Anche se è un modo per, diciamo, “spoilerarsi” un po’ gli avvenimenti futuri.

Facciamo l’esempio del post Money In The Bank 2013. John Cena mantiene il titolo WWE. Randy Orton vince il Money In The Bank e Daniel Bryan, in seguito, viene eletto come sfidante al titolo di Cena, per Summerslam.

Quasi tutti i fan, cosiddetti, smart, hanno capito che Orton avrebbe incassato a fine Main Event di Summerslam, con l’aiuto di Triple H che era l’arbitro speciale. Questo era chiaramente capibile? In parte, ma molto si deve alle notizie che circolano ogni giorno.

Questo ha portato in molti a capire, e già a giudicare il match fra Cena e Bryan con l’incasso successivo di Orton. E molti, guardando Summerslam 2013, non hanno nemmeno provato nessuna emozione durante il suddetto match, vedi vari forum e siti che parlavano dell’evento.

Ed ecco che faccio il mio esempio: Io ero a conoscenza di tutti questi rumors e simili, ma quando è iniziato l’evento ho cercato di non pensarci e di godermi l’evento senza pensare, credendo che tutto quello che vedo sia vero e non predeterminato. A me piace conoscere tutti gli aspetti del business ma quando guardo un evento, cerco di spegnere tutti questi pensieri. Questo fa di me uno smark? Con molto piacere! Verrò insultato per questo? Mi va benissimo! Amo tifare chi voglio si, senza bisogno che sia heel o face.

Che poi, moltissime federazioni indipendenti si basano sul pubblico smart e, difatti, non esiste una grande distinzione fra Heel e Face. Si apprezza la prestazione. Anche perché, son studiate per un pubblico adulto, cosciente di tutto. Che magari conosce già il background dell’atleta. Il fatto che chi ha di fronte, ha già combattuto in altre federazioni e nazioni.

Mi viene in mente, la ICW che vede fra le sue file un certo Drew Galloway, che tutti sanno essere l’ex WWE Drew McIntyre.

Questo differenzia il prodotto anche. Difatti, il prodotto indy avrà più azione che parole. I match non avranno bisogno di una costruzione così profonda come ci dovrebbe essere per la WWE. Anche perché le federazioni indy hanno bisogno di proporre quasi sempre dei grandi match, cosa che la WWE o la TNA può risparmiare per le grandi occasioni. E anche, il wrestler della WWE non potrà fare certe cose per “preservare la sua salute”, mentre il wrestler indy le deve fare, per far parlare di lui.

Prendiamo un altro esempio: El Generico vs Kevin Steen di Final Battle 2012 della ROH, per il titolo mondiale della compagnia:

E invece qui abbiamo, per ora, l’unico match fra Kevin Owens e Sami Zayn:

Come potete vedere anche voi, le differenze sono molteplici.

Questa differenza è, anche, figlia della distinzione di prima: Il pubblico della WWE è di una fascia d’età molto più bassa rispetto a quello della ROH, infatti è più tendente verso la parte mark, quella che crede che tutto sia vero. E non si può proporre un match troppo violento, perché potrebbe andare a sconvolgere e a far boicottare il prodotto. Il pubblico della ROH, essendo più grande e cosciente della kayfabe, si aspetta un certo tipo di match. Un match che abbia una psicologia più in ring che coi promo, e si aspetta un match che possa anche durare 45 minuti senza problemi. Un match che abbia un increscendo di emozioni.

Il pubblico della WWE vuole l’azione subito, ma che non sia così rischiosa come quella del panorama indy. E inoltre, dettaglio fondamentale, i wrestler della WWE devono combattere quasi 300 giorni all’anno nella stessa federazione.

Un wrestler delle indy, può amministrarsi meglio il calendario, decidendo lui quando e come combattere. E la federazione indy tende a fare in modo che i vari wrestler mettano in mostra il loro meglio, prendendo anche degli enormi rischi. Vedasi la Package Piledriver sulla scala da parte di Steen su Generico.

Per concludere, voglio fare una piccola puntualizzazione. In molti potrebbero contestare il fatto che la WWE è solo ora così “sicura”, quando prima c’era la tanto amata Attitude Era.  Questa fantastica era, è figlia dell’innalzamento della fascia d’età dei fan della WWE, che erano annoiati dal prodotto cartonesco e infantile della WWE. Questo cambiamento è, in gran parte, da affibbiare alla ECW, che si può considera come una sorta di indy. Infatti il prodotto della ECW era sempre pieno di rischi, infortuni e simili. Per questo i wrestler della ECW avevano un calendario limitato, dove combattevano poche volte durante la settimana.  La WWE ha semplicemente preso il prodotto della ECW, rimpacchettato per il prime time americano e spedito verso il mondo. Stone Cold Steve Austin deve molto del suo personaggio, al periodo passato in ECW.  La WWE ha preso, più specificamente, il prodotto ECW e la cultura pop del momento, messa in un frullatore ed ecco l’Attitude Era.

Dopo questa disamina confusionara del pubblico del wrestling, voglio solo dire che ognuno deve godersi il wrestling come meglio crede. Che sia quello della WWE, TNA, ROH, PWG, CZW, ICW, PWE, PROGRESS, NJPW, NOAH, WRESTLE-1 e qualunque altra federazione al mondo.

C’è chi ama solo quello della WWE, c’è chi si sfama di tutte le federazioni del mondo. Non giudichiamo chi parla solo di WWE o di chi parla solo della piccola federazione californiana con 150 spettatori per show. Scopriamo le varie differenze, amiamo ogni discorso sul wrestling, che sia su Roman Reigns, Richocet o su Shinsuke Nakamura.

Anzi, cerchiamo di diffondere la conoscenza del wrestling. Del fatto che non è SOLO uno spettacolo per bambini, ma sotto la crosta c’è molto di più.

Grazie della lettura, spero interessante e alla prossima dal vostro Gianmarco Dessalvi.

 

 

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