Holy Sh*t #32 – Tempo di bilanci

Amici, amici cari, sono tornato alla vigilia di Natale. Oggi mi improvviso Santa Claus e vi porto il mio personalissimo dono, l’ultimo Holy Sh*t dell’anno dove parleremo dell’anno solare WWE, un anno più pieno di alti che di bassi. Scartiamo il pacco, non c’è tempo da perdere.
2016 che alla WWE è stato molto prolifico, un anno rivoluzionario e di trasformazione dopo il 2015 molto sottotono anche per via dei tanti, troppi infortuni.
Ma che il 2016 sarebbe stato un buon anno per la WWE lo si era capito già dalla Royal Rumble, per la precisione nel Royal Rumble Match, quando il terzo ad entrare nel match fu AJ Styles. E noi sappiamo bene quanto il nome di AJ Styles valga qualità.
Ma a parte questo debutto (uno dei tanti), la WWE ha saputo comunque offrire un buon PPV per gennaio, e se il buongiorno si vede dal mattino…
Purtroppo, nei due mesi a seguire la federazione di Stamford non ha affatto brillato per qualità, con Fast Lane insufficiente come ultimo PPV prima di WrestleMania e con WrestleMania stessa che ha tanto deluso e non è andata oltre la sufficienza. Per non parlare del ritiro di Daniel Bryan, del quale parleremo tra un paio di mesi, nel primo anniversario…
E allora, parliamo di WrestleMania. Una WrestleMania che da tanti era stata decantata come la più grande di sempre, non solo per i numeri. Pochi mesi prima erano molto alte le aspettative per la trentaduesima edizione del Grandaddy of Them All, tanta era la curiosità. Peccato che, più ci si avvicinava allo Showcase of the Immortals e più cresceva il disinteresse. Dopo una Road to WrestleMania disastrosa, la presenza in card di match all’apparenza allettanti come Brock Lesnar vs Dean Ambrose, Shane McMahon vs The Undertaker e il Triple Threat tra Charlotte, Sasha Banks e Becky Lynch non bastava a vendere come “La più grande WrestleMania di sempre” la trentaduesima edizione dello Showcase of the Immortals. E nonostante la presenza di alcuni bei match, WM32 ha lasciato l’amaro in bocca. Al contrario, NXT TakeOver: Dallas, svoltosi due giorni prima di WrestleMania, è riuscito a confermare la grandezza di NXT e lo sviluppo dello show giallo da tre anni a questa parte. NXT TakeOver: Dallas è riuscito a passare agli archivi come uno dei migliori eventi di wrestling dell’intero anno. Il debutto di Nakamura con uno dei match più belli del 2016, la vittoria dei titoli di coppia da parte degli American Alpha, il (deludente) esordio di Austin Aries, la vittoria della cintura femminile di Asuka. Niente da dire, TakeOver è stato LO show del periodo intorno a WrestleMania, probabilmente il miglior evento di wrestling dell’anno.
E dopo WrestleMania 32, la WWE doveva ripartire da zero. Con Shane McMahon sconfitto a WrestleMania, non c’erano poi tante speranze. Ma poi, nel RAW post WM (ad oggi il miglior RAW dell’anno a parer mio), Vince McMahon ha fatto dietrofront (e qui ci sarebbe da parlarne, vabbè) ed ha comunque dato il controllo di RAW al figlio, almeno per quella notte. Risultato? Miglior RAW dell’anno (come avevo già detto), con quel bel Fatal 4 Way come main event con vincitore AJ Styles. Ma alla fine, RAW non poteva di certo restare a vita in mano a Shane. Ed ecco ritornare Stephanie McMahon, a reclamare anch’ella il potere di RAW. Risultato? Brand Split, Shane a prendere il controllo di SmackDown assieme a Daniel Bryan come General Manager e Stephanie a prendere il controllo di RAW assieme a Mick Foley.
E del brand split ne abbiamo parlato tanto in passato, con RAW che ne è uscito meglio dal Draft e che ciononostante non sta riuscendo a fare buone puntate con costanza. Come ben sapete, non ero molto favorevole al brand split. Anzi, più che altro non ero favorevole all’associazione dei termini “Brand Split” e “New Era”, perché di “New” il brand split non ha un bel niente, essendo un’idea partorita nel 2001.
E mentre i brand splittavano, abbiamo assistito al debutto di Luke Gallows e Karl Anderson, a Payback, a Extreme Rules e a Money In The Bank, tutti buonissimi PPV, con il ritorno di Seth Rollins ad Extreme Rules e con la vittoria del Money In The Bank Ladder Match da parte di Dean Ambrose, il quale ha incassato la valigetta la sera stessa su Seth Rollins, che aveva vinto il WWE World Heavyweight Championship poco prima contro Roman Reigns.
In questo 2016 ci siamo tolte varie soddisfazioni. Tra queste non possiamo non nominare il Dream Match tra AJ Styles e John Cena a Money In The Bank prima e a SummerSlam poi, con quest’ultimo candidato a Match of the Year. Inoltre, abbiamo avuto il piacere d’assistere al Triple Threat tra ex membri dello Shield a Battleground, vinto da Dean Ambrose. E poi il debutto di Finn Bálor, e poi SummerSlam con quel bel match tra Finn e Seth, il sopracitato Styles vs Cena, quel massacro di Lesnar vs Orton, eccetera eccetera. E non dimentichiamoci di NXT TakeOver: Back to Brooklyn, con l’ultimo match di Bayley a NXT, il meraviglioso scontro tra Revival e #DIY e la vittoria del titolo NXT di Shinsuke Nakamura, a consacrarlo come volto di NXT.
Fino al ritorno dei PPV mono brand, dapprima con Backlash, PPV un po’ cortino ma che comunque si è dimostrato molto buono, con la vittoria dei titoli di coppia da parte di Heath Slater e Rhyno, il grande incontro tra The Miz e Dolph Ziggler (la loro è candidata a faida dell’anno), la vittoria del titolo femminile di SmackDown LIVE per Becky Lynch e SOPRATTUTTO, la consacrazione a volto di SmackDown per AJ Styles, che si laurea WWE World Champion battendo Dean Ambrose ed entrando nella storia più di quanto non ci fosse già da prima. E non dimentichiamoci del tradimento di Triple H a RAW ai danni di Seth Rollins, che è valso il WWE Universal Championship a Kevin Owens.
Ragazzi, abbiamo passato la metà dell’anno e già la WWE è riuscita nell’obiettivo di offrirci sempre PPV sopra il 6 dal post WrestleMania in poi. Questa è una conquista che vuol dire qualità, quello che volevamo. E non abbiamo ancora finito.
Eh sì, perché tra un PPV e l’altro siamo arrivati alle Survivor Series, con la storico ritorno di Goldberg, che ha posto fine all’imbattibilità di Brock Lesnar. Senza tralasciare il 5 vs 5 tra il Team RAW ed il Team SmackDown LIVE, dove a prevalere è stato proprio il team del roster blu.
E non dimentichiamoci di NXT TakeOver: Toronto, un altro grande pezzo della storia di NXT, col ritorno in un ring WWE di Mickie James, battuta da Asuka, con la coronazione di Samoa Joe come two time NXT Champ e con la vittoria dei titoli di coppia per Johnny Gargano e Tommaso Ciampa, meritatissimi.
Fine dell’anno, dicembre.
Dopo la consegna agli archivi di TLC e Roadblock: End of the Line, è il momento di tirare le somme.
Che anno è stato questo per la WWE? È stato un anno di passaggio. Si è passati dalla PG Era alla New Era, l’era del WWE Network, l’era dove a vincere i titoli non sono solo i wrestler fatti in casa ma anche prodotti indipendenti come AJ Styles e Kevin Owens, l’era dove anche le donne e i tag team contano qualcosa.
Abbiamo avuto il Dream Match tra John Cena ed AJ Styles, abbiamo avuto i debutti di Shinsuke Nakamura, Austin Aries, Ember Moon, Roderick Strong, Andrade “Cien” Almas, Bobby Roode, lo stesso AJ Styles.
Abbiamo avuto l’esplosione di Asuka, di Bayley, di Sasha e Charlotte, di Tye Dillinger ma anche dei Revival, degli American Alpha e di Kevin Owens e Dean Ambrose. Abbiamo visto il New Day diventare il tag team col regno titolato più lungo di sempre, Sting diventare Hall of Famer, abbiamo avuto il debutto di Finn Bálor a RAW. Abbiamo avuto il Club, il match tra Sasha Banks e Charlotte, abbiamo avuto i Jeri-KO, il ritorno di Goldberg, il turn face di Seth Rollins dopo il tradimento di Triple H. E ancora, abbiamo avuto il Cruiserweight Classic, abbiamo avuto la firma di talenti sensazionali come Cedric Alexander, Noam Dar, TJ Perkins, Rich Swann, Jack Gallagher, Drew Gulak e via dicendo, con l’arrivo dei Cruiserweight a RAW. Abbiamo avuto il miglioramento, finalmente, di Roman Reigns, sperando non si fermi. Abbiamo avuto e stiamo avendo la conferma di quanto The Miz stia meritando quella cintura Intercontinentale. Stiamo avendo finalmente un buon push per Bray Wyatt dopo l’ingresso di Randy Orton nella Wyatt Family e anche per Cesaro. Abbiamo avuto quattro regni titolati di Charlotte, tre di Sasha Banks. Abbiamo avuto il ritorno di Shane McMahon.
Signori, la vera domanda è: che anno non è stato questo per la WWE?
Abbiamo avuto tutto. Debutti sensazionali, ritorni incredibili, match da incorniciare, traguardi meritati, conquiste doverose. Ormai ci avviciniamo sempre di più a WrestleMania 33 e, ragazzi, se le premesse sono queste, io davvero non vedo l’ora.
Buone feste a tutti. Sperando che l’anno nuovo in WWE porti un prodotto ancora migliore di quello attuale.
Passo e chiudo.