Holy Sh*t #34 – WWE UK Tournament Edition

Parliamo del WWE United Kingdom Tournament.
Ad una settimana di distanza dalla conclusione del torneo, analizziamolo in tutti i suoi aspetti, magari anche per trovare dei motivi per proporlo nuovamente nel 2018.
Partiamo dal presupposto che l’idea della WWE di fare questi tornei con wrestler provenienti dalle federazioni indipendenti, più che una buona invenzione, è innovativa. Buona parte di coloro che hanno visto il torneo probabilmente non conoscevano nemmeno i sedici partecipanti e, chissà, magari sono rimasti piacevolmente colpiti da uno di essi. L’idea di farsi pubblicità tramite l’utilizzo di wrestler di altre federazioni è una trovata brillante che già si dimostrò di successo l’estate scorsa col Cruiserweight Classic. Portare tutto questo materiale sul WWE Network non solo aumenta le iscrizioni ed accresce la potenza della federazione di Stamford sul panorama mondiale del wrestling ma arricchisce lo stesso Network di altro materiale di qualità che non siano documentari e speciali sulla vita di un wrestler o su momenti particolari nel wrestling stesso. Personalmente, spero ripropongano l’idea in salsa differente, magari con un torneo sulle wrestler donne, che sembra siano fortemente intenzionati a fare in estate.
Dopo aver parlato dell’idea in generale, discutiamo riguardo il torneo. 16 wrestler britannici, provenienti da Irlanda ed Irlanda del Nord, dal Galles, dalla Scozia e dall’Inghilterra si danno battaglia per il titolo di primo WWE UK Champion di sempre.
Cosa ne penso? Riduttivo.
Avrebbero potuto fare un torneo a livello europeo e invece hanno preferito concentrarsi sul suolo britannico, che è poi quello più ricco di talenti. E si è visto nel torneo.
Wrestler come Trent Seven e Wolfgang erano tra i più noti nel torneo, senza dimenticare l’ex TNA Mark Andrews o il PROGRESS Champion, Pete Dunne, che tanto ha ben figurato nel torneo.
Erano meno famosi invece wrestler come Saxon Huxley o Joseph Conners, quest’ultimo messosi in luce in positivo. Insomma, nonostante l’idea di base del torneo non fosse delle migliori, il WWE UK Tournament si è dimostrato molto buono, sia sotto l’aspetto lottato che sotto l’aspetto del booking.
Abbiamo avuto infatti due o tre Match of the Month Candidate, con la finale tra Tyler Bate e Pete Dunne che si è dimostrata fantastica, con una buona storia di sottofondo ed un buonissimo lottato.
Quanto al booking, beh, che dire… davvero molto buono. Per essere un torneo di soli due giorni, è stato gestito alla grande, concentrandosi sulla costruzione di Pete Dunne come heel di peso e di Tyler Bate come underdog.
E appunto, parliamo di Pete Dunne. Il wrestler inglese si è dimostrato un grandissimo heel oltre che un valido lottatore, perfetto per lo stile WWE. Dopo la sua firma per la federazione di Stamford, non vedo l’ora di vederlo lottare a NXT e nei brand successivi. Penso che possa davvero essere un validissimo midcarder in WWE, forse anche uppercarder.
Quanto a Tyler Bate… che dire del campione? A 19 anni si dimostra già un gran wrestler, carismatico e capace nel quadrato, presente in entrambi i Match of the Night delle due serate del torneo secondo il mio modesto parere. Ha meritato il titolo? Ma certo, io lo avrei dato a Pete Dunne che reputo l’assoluto protagonista del torneo ma, per come si erano sviluppate le cose, si sapeva che avrebbe vinto Bate. Giusto così, tutti contenti.
E gli altri?
Eh, che dire di Wolfgang, Trent Seven o lo stesso Mark Andrews. Seppur non abbiano superato rispettivamente le semifinali e i quarti di finale, hanno comunque fatto sentire di esserci, confermandosi buoni lottatori. Dispiace per coloro che hanno partecipato come protagonisti nel main event di Fear & Loathing IX, favoritissimi per la vittoria finale, ma forse questo non era il momento giusto.
Non dimentichiamoci comunque dei meno famosi, come Joseph Conners e Jordan Devlin, i quali hanno dato prova di essere validi lottatori e di meritare maggiore spazio nel territorio britannico, senza fermarsi alle indy più underground.
Ed ora?
Ora si firma. Come ha rivelato Dave Meltzer, sembra che tutti e sedici i partecipanti al torneo abbiano firmato con la WWE. Che ne penso? Mmh, posso dissociarmi?
Credo che wrestler come Trent Seven e Pete Dunne meritino la firma, al contrario sono avverso al mettere sotto contratto wrestler ancora molto inesperti come H.C. Dyer o lo stesso Jordan Devlin che, nonostante abbia fatto bene, dovrebbe prima farsi un po’ le ossa in Gran Bretagna, prima del grande passo. Vedo all’orizzonte molti talenti bruciati.
Ma che possiamo farci, il business gira così. C’è chi vince e chi perde.
Ora che ne sarà della cintura di campione del Regno Unito?
Sarà difesa nelle federazioni indipendenti, anzi, sembra che l’esclusiva appartenga alla Insane Championship Wrestling, la quale si è accordata con la WWE nel far trasmettere alcuni show della stessa federazione scozzese sul WWE Network in cambio della possibilità di far difendere il WWE UK Title negli show della federazione di Mark Dallas. Un gran passo avanti per la Insane, che si fa molta pubblicità, così come la WWE che allarga la sua fetta di pubblico in Scozia.
Dunque, il WWE UK Tournament è da vedere?
Assolutamente sì. Nonostante l’idea di base un po’ illogica, il torneo ha regalato buon wrestling condito da un booking più che discreto. Lo promuovo non a pieni voti, ma quasi.
Da vedere.
Per me è tutto. Grazie per la lettura, alla prossima!