Holy Sh*t #37 – Il compito di un face – Parte 1

Qual è il compito di un face?

 

Il wrestling è una disciplina bellissima, composta da sport e da spettacolo. È qualcosa di indescrivibile. Regala emozioni che nessun altro sport è in grado di dare. È fantastico seguire giorno dopo giorno i tuoi atleti preferiti, buoni o cattivi che siano, imparare ad apprezzarli ed amarli in ogni loro azione. Loro combattono per noi, ci offrono un prodotto unico. Il wrestling è questo.

Un buono e un cattivo che da sempre sono in lotta, il male ed il bene a confronto. Sembra un fumetto, ma no, è il wrestling.

 

In passato, ben volentieri ho parlato dei personaggi cattivi che compongono il wrestling, ne sono una costante, sono necessari per offrire spettacolo. Abbiamo parlato dei Revival, di Tetsuya Naito, di Marty Scurll.
Oggi voglio invertire il tutto e parlare di un buono, un face che, per me, è stato capace di svolgere ottimamente il proprio compito anche in un ambito dove la differenza tra face e heel è irrilevante.
Qual è il compito di un face?
Chiedetelo a Kassius Ohno, o meglio, Chris Hero, fino a poco tempo fa.
Chris Hero è l’unico wrestler face che, anche nel panorama indipendente, è stato capace di rimarcare l’ampia differenza tra un buono ed un cattivo e la loro importanza. L’unico atleta in grado di fare innamorare ogni fan del wrestling indipendente, nonché grande fautore di match eccellenti. Ma questo, questo lo fa da sempre, con o senza il pancione.
Perché il pubblico va pazzo per il Knockout Artist?
Ve lo spiego io: al momento, un wrestler così non si trova da nessuna parte. Un atleta capace di produrre incontri straordinari, come abbiamo visto nel 2016, non solo come lottato ma anche come storia narrata e coinvolgimento del pubblico. Hero prende il pubblico tra le sue braccia per permettere una visione migliore dell’incontro. Con Chris Hero nel quadrato, il pubblico è protagonista. E lo è fin dalle entrate. Basti pensare alla theme song dell’ex wrestler della Ring of Honor. Probabilmente, la theme song migliore della storia del wrestling indy. Lo spettacolo vero e proprio comincia quando Hero esce dal backstage e si presenta sullo stage. E via di gomitate al pubblico, segno di affetto, di coinvolgimento e, da parte degli spettatori, il massimo segno di rispetto. Se un fan porge il gomito a Hero, quel fan sa bene con chi ha a che fare. Sa che sta per assistere ad un incontro che difficilmente dimenticherà, sa che sta per vedere qualcosa di talmente intenso che ai più potrebbe ricordare una delle tanti grandi sfide affrontate in Giappone da Mitsuharu Misawa. Il pubblico sa che Chris Hero vuol dire spettacolo.

 

E lo spettacolo prosegue quando la campana suona. In internet non è raro leggere commenti come “Chris Hero è un atleta monotono” oppure “Chris Hero è un grassone senza ritegno”. Gente stupida, gente con la quale non ha neanche senso cercare un dialogo. Chris Hero, signori miei, è un atleta intoccabile. E lo è fin dal debutto. Un wrestler che è andato man mano migliorando, diventando uno dei migliori di sempre. Un performer completo, capace di offrire sempre ottime prestazioni, raccontando una storia nel quadrato, amalgamando tutto con la sua grande presa sul pubblico. Al Knockout Artist basta un gomito per far impazzire la platea, e questo è un dato di fatto.
Gli è sempre bastato un gomito per dimostrare di essere uno dei migliori nel wrestling, e non solo nel lottato. Riflettete un attimo: quale wrestler è capace di creare pop nel pubblico con ogni sua singola mossa, che sia questa una gomitata in viso, un calcione, una Chop? Chris Hero è uno dei tanti modelli da seguire se si vuole diventare wrestler come si deve, un giorno. Perché puoi saper parlare come vuoi e quanto vuoi, puoi essere in grado di eseguire tutte le manovre possibili e immaginabili ma se non hai la colla per tenere fermo il tutto, non sei nessuno. Se non hai la presa sul pubblico, sei uno zero. E questo, a Chris Hero, lo hanno spiegato bene.

 

E quindi, qual è il compito di un face?
Chiedetelo a Chris Hero. Chiedete come fa a far cadere giù un’arena con la sua theme song, chiedetegli come fa a creare boati incredibili con mosse basilari come un Big Boot ed KO Elbow.
Lui vi risponderà che Chris Hero si nasce, non si diventa.
Vi dirà che esistono anche le mezze misure.
E vi dirà che sono estendibili.
Tutti possiamo essere dei numeri uno, un giorno. L’importante sta nel come si arriva in cima alla montagna.