Holy Sh*t #39 – The Ultimate Thrill Ride

Siamo arrivati ad uno dei momenti più duri per uno scrittore che parla di wrestling. Parlare di WrestleMania non è mai facile, sarà per la sua durata, per l’emozione di averla vista in diretta che influisce non poco, sarà perché, cavolo, è WrestleMania, l’evento di wrestling più importante nell’anno solare e l’hype, dunque, viene automaticamente seppur con la peggiore delle costruzioni.
Sapete, avrei potuto parlare tranquillamente di Sakura Genesis che si svolgerà domani, avrei potuto parlare già solo di quello che vorremmo accadesse dal post WrestleMania alla prossima edizione dello Showcase of the Immortals. Ma no, perché WrestleMania viene una volta l’anno e questo è il momento migliore per parlarne, dopo nemmeno una settimana dal Grandaddy of them All.
Quindi, parliamo di WrestleMania 33.

 

Gente capace di definirla la peggiore tra tutte, altri che la vedono come la migliore o fra le migliori. Insomma, nessuna novità. Io, invece, vedo WrestleMania 33 come uno show di wrestling spettacolo che ha rispettato le aspettative, forse superandole pure e risultando come un evento decisamente godibile e di gran lunga superiore a WrestleMania 32. Sarà per match come Austin Aries vs Neville, Triple H vs Seth Rollins e forse un po’ per Reigns vs Undertaker, ma l’hype, personalmente, non mancava. Tuttavia, in linea di massima, c’è da dire che questa non è stata certamente un’edizione dello Showcase of the Immortals costruita benissimo. Ma tranquilli, da qualche anno a questa parte non è una novità.
Partiamo dal fatto che WrestleMania, ormai, è un evento alla portata di tutti, per ogni genere di fan e non solo. Ormai a WrestleMania si possono trovare esibizioni musicali, celebrity varie tra il pubblico, segmenti con attori e conduttori tv e, addirittura, parti dello show in cui prendono parte proprio persone note nello ShowBiz americano, oltre, chiaramente, al wrestling, talvolta buono, talvolta brutto. E direi che per WrestleMania 33, abbiamo avuto tutto questo. Giocatori di football che intervengono nella André The Giant Memorial Battle Royal, conduttori di programmi televisivi che fungono da ring announcer occasionali, pop star internazionali che improvvisano un piccolo concerto al centro dello stage più costoso in trentatré anni di WrestleMania e, chiaramente, il wrestling. Che alla fine, è un po’ quello che, tutto sommato, interessa noi fan tradizionali.

 

E direi che è proprio l’aura di immensità che si sente in questi casi, a generare dell’hype genuino, forse non legato del tutto ai match offerti in card ma proprio per vedere cosa si inventerà la federazione per dare intrattenimento. Quest’anno, tra l’altro, la WWE ha offerto il proprio preshow in diretta su USA Network, proprio per tenere maggior contatto con lo spettatore casuale, magari spingendolo ad abbonarsi anche solo per quella sera al WWE Network. Mossa di business che, tra l’altro, io ritengo brillante.
Ma a parte questo, entrando nei meandri dello Showcase of the Immortals e, quindi, parlando del wrestling, questa WrestleMania com’è stata? Il fan vero e proprio come ha preso il ritorno degli Hardy Boyz, la vittoria di Brock Lesnar contro Goldberg o il ritiro dell’Undertaker? È impossibile dirlo con certezza. Questo perché, naturalmente, il pubblico si è spaccato. Ed è qui che interviene il sottoscritto, pronto finalmente, dopo quasi una pagina di Word di premessa, a vomitare tutti i suoi pareri sull’ultima edizione della kermesse più importante del wrestling.

 

Prima di tutto, WrestleMania mi è piaciuta? Risposta: sì.
Come mai mi è piaciuta? Risposta: per chi non l’ha ancora vista, fatelo e capirete il motivo del mio sì. Per chi invece ha visto WrestleMania, è facile capirmi: lo spettacolo non riguardante il wrestling c’è stato, il wrestling è stato buono, seppur ci siano stati match un po’ così. Ma alla fine, quando riesci ad ottenere incontri come Austin Aries vs Neville, AJ Styles vs Shane O’Mac, Owens vs Jericho oppure il Ladder Match, direi che il lato brutto passa in secondo piano. A farmi storcere il naso, più che altro, è il fatto che la maggior parte dei match meno belli si siano avuti nella seconda parte dell’evento, che di norma dovrebbe essere la migliore e la più interessante. Invece ci troviamo incontri come il Six Pack Challenge tra le donne di SmackDown LIVE o il match per il WWE Championship tra Randy Orton e Bray Wyatt.

 

Io direi di partire prima dai punti bassi di WrestleMania, i miei “flop”. Partendo dal kickoff, non posso non includere l’André The Giant Memorial Battle Royal, quest’anno grossa a livello di starpower come se fosse la Royal Rumble di tre mesi fa ma, in fin dei conti, fallimentare come quest’ultima a causa della gestione terribile, con Jinder Mahal e Mojo Rawley (due midcarder qualunque) a restare per ultimi sul quadrato. Brutto, molto brutto se si pensa che gente come Big Show e Braun Strowman sia uscita fuori subito e Sami Zayn, che quella Battle Royal doveva vincerla, non sia finito neanche tra gli ultimi due. Pollice in su invece per la gestione di Killian Dain da NXT, che è durato più di quanto ci si aspettasse.
Passiamo oltre, magari dimenticandoci del brutto match che hanno fatto Dean Ambrose e Baron Corbin, e arrivando al Fatal 4 Way per il RAW Women’s Championship, match che attendevo moltissimo e che si è rivelato, a parer mio, il peggiore della serata. Sicuramente ha influito la rabbia. Perché non è possibile che le donne a WrestleMania 32 abbiano fatto il Match of the Night e a WrestleMania 33 abbiano realizzato questo scempio. Dall’eliminazione di Nia Jax, che cosa è stato questo match non lo sanno neanche coloro che ci hanno partecipato. Eliminazioni brutte, a caso, gestite male ed avvenute una dietro l’altra in quello che è uno sputo in faccia alla divisione femminile del brand rosso, come se già non fosse stata sputata più volte nei mesi scorsi per via degli eccessivi cambi di titolo tra agosto e gennaio. Non dirò altro su questo Fatal 4, mi rifiuto di parlarne più approfonditamente. Passiamo invece allo scontro tra Randy Orton e Bray Wyatt, una delusione inqualificabile. Con una costruzione niente male alle spalle ed un match che stava ingranando bene grazie anche ai mind games dell’Eater of Worlds, la WWE è stata capace di bloccare il tutto dopo 10 minuti con Orton che fredda Wyatt con una RKO (che se non è OUTTA NOWHERE come ogni anno non va bene) conquistando il titolo WWE. Ed io mi chiedo: perché terminare così il regno di Wyatt? Perché fargli perdere l’ennesima faida per una volta che lo stavano gestendo bene? Perché non consacrare definitivamente il guru? Davvero, nel 2017, Randy Orton ha ancora bisogno di una vittoria titolata a WrestleMania? Roba da pazzi.

 

Parliamo ora del bello di WrestleMania 33, il meglio.
Cominciamo dal kickoff, dal match tra Neville ed Austin Aries, molto bello e perfetto per cominciare l’evento. Soddisfacente anche il minutaggio. Saltiamo subito all’opener del main show, parlando del grande match che è stato Shane McMahon vs AJ Styles. Molti erano scettici riguardo questa sfida, io invece ero sicuro che avrebbe attirato l’attenzione di tutti. Un opener fantastico, dal buonissimo minutaggio e nel quale entrambi i partecipanti hanno dato il massimo. Veramente buono.
Lo stesso, più o meno, si può dire di Kevin Owens vs Chris Jericho, altro match atteso e che, personalmente, avrei messo come opener. Anche questo incontro non ha deluso, seppur il finale sia stato un po’ affrettato, ma sarà perché la WWE ci tiene a proteggere la Powerbomb di Owens sull’apron. C’è dispiacere per la posta in palio dell’incontro, infatti sarebbe stato meglio vederlo per lo Universal Championship piuttosto che per il titolo degli Stati Uniti, ma vabbè, non ha più senso piangere sul latte versato.
Si passa al Fatal 4 Way Ladder Match a coppie per i titoli tag team di RAW. E qui ci sarebbe tanto da dire. Ormai, da tre anni a questa parte, i Ladder Match hanno preso un posto fisso nella card di WrestleMania. Quest’anno più che mai, io avrei messo il titolo dei pesi leggeri in palio in un Ladder Match a più uomini, ma il ritorno degli Hardy Boyz ha influenzato il tutto. Parliamo dell’incontro. Ogni team ha lavorato bene, offrendo uno spettacolo discreto seppur inferiore rispetto ai Ladder Match di WrestleMania 31 e 32. Enzo e Cass non hanno fatto male il loro, il Club e Sheamus e Cesaro hanno dato offerto delle buone prestazioni ed i rientranti Matt e Jeff hanno svolto il ruolo dei mattatori, di ritorno in WWE dopo 6 o 7 anni di assenza. Chiaramente, Swanton Bomb di Jeff dalla cima della scala che si aggiudica il premio di spot del match. Ed ora, parliamo del ritorno del Team Xtreme. Non prendiamoci in giro: prima o poi sarebbero tornati. Onestamente, io mi aspettavo un ritorno nel finale del match, con gli Hardy che accorrono, sfruttano un momento in cui tutti e tre i team sono sfiniti a terra, salgono la scala e scippano Gallows & Anderson dei titoli. Sarebbe stato magnifico. Hanno preferito dare un tono maggiormente ufficiale alla loro conquista dei titoli, va bene così. Dispiace per l’assenza delle gimmick “Broken”, seppur pare che la WWE voglia portarle a Stamford. Vedremo nei prossimi mesi. Per ora, che si può dire? Si sorride. Perché questi sono i momenti a sorpresa di cui WrestleMania ha bisogno, ne ha bisogno per far sobbalzare in aria il pubblico dalla sedia, ne ha bisogno per la risonanza mediatica che ne deriva. Questo ritorno degli Hardy a WrestleMania, ammettiamolo, era necessario. E ve lo dice uno che neppure è fan del tag team.
Passiamo oltre, passiamo al Dream Match tra Triple H e Seth Rollins, il quale si aggiudica il premio di match col videorecap migliore. Che dire dell’incontro: molto molto buono, con una buona base di storytelling e con un finale che, personalmente, mi è piaciuto. A molti, invece, il finale ha fatto quasi schifo. Per carità, non è stato proprio il massimo, però addirittura stravolgere il giudizio di un match intero solo per il finale…
Apro una parentesi per Goldberg vs Brock Lesnar. Doveva essere un brutto match, ne è uscito un segmento accettabilissimo. Perché segmento? Perché si è visto che lo scopo del match era semplicemente quello di gasare il pubblico per il main event, che si è poi rilevato, con sorpresa generale, Undertaker vs Roman Reigns. Quindi, mi è piaciuto Goldberg vs Lesnar? Sì, è stato decente. Mi ha riempito di adrenalina ed è finito con la giusta vittoria di Lesnar che, a questo punto, ha riacquisito lo status che aveva prima della sua sconfitta alle Surviror Series.

 

Prima del main event, non credete che manchi qualcosa? Manca… il Mixed Tag Team Match tra John Cena, Nikki Bella, The Miz e Maryse. Sinceramente, non riesco a capire la gente che attacca questo match. Andiamo, questa faida è nata solo per la proposta di matrimonio di Cena a fine match! E il feud, tra l’altro, non è stato neppure così brutto. Abbiamo avuto, quasi come con Lesnar e Goldberg, un match/segmento che ha portato al bel finale, seppur un po’ stucchevole. Ma alla fine, quello che contava era far parlare di tutto questo. E secondo voi la WWE c’è riuscita? Certo che sì, basti pensare che sulla Gazzetta dello Sport è uscita una news riguardo la proposta di matrimonio del sedici volte campione WWE. Insomma, l’obiettivo principale era ottenere like, condivisioni e retweet sui social, non mettere in scena il Match of the Night! Onestamente, io non riesco a vederlo e valutarlo come un match di wrestling. Come segmento, invece, mi è piaciuto.

 

E giungiamo al main event, un po’ a sorpresa ma giustissimo, visto il finale. Roman Reigns affronta The Undertaker in un No Holds Barred Match. E signori, voi non potete capire quanto io abbia adorato questo cambio di stipulazione all’ultimo secondo. Davvero, non ero più nella pelle, il che è anche abbastanza strano, dal momento che non c’era hype per il match in sé quanto per un eventuale turn heel di Roman. E, a proposito del match, parliamo del main event di ‘Mania 33. Qualitativamente, più che un incontro di wrestling è stato un rissone farcito di errori e un po’ lento a livello di ritmo. Dal punto di vista emozionale, invece… fantastico. Andiamo per gradi: la visione del Deadman del tutto umanizzato che striscia verso la sedia, pur di provare ad avere la meglio sul ben più giovane Roman Reigns, ha lasciato un segno indelebile nel cuore di tutti noi. Un Taker che si conferma un comune mortale e che è disposto a tutto, pur di mantenere saldo il suo regime in WWE. Dall’altra parte, invece, abbiamo un Roman Reigns cosciente della sua forza, del suo potere in WWE. Egli sa di essere il nuovo dominatore della federazione, aspetta solo di dimostrarlo al Becchino, dopo avergli dato un assaggio alla Royal Rumble.
Un Reigns così non si era mai visto: profondamente immerso nel suo ruolo del cattivo, quello che ha interpretato in questo incontro, con una prova di psicologia e storytelling più che sufficienti ed un lottato che, per una volta, deve passare in secondo piano agli occhi di tutti dopo una prestazione del genere da parte del tre volte campione mondiale. La WWE ha tra le mani un grandissimo heel, uno di quelli grossi, bastardi e cattivi fino al midollo. Dopo una vittoria così schiacciante sull’Undertaker e dopo aver portato quest’ultimo al ritiro, Roman Reigns non è più quello che conoscevamo. Ora più che mai c’è il bisogno di turnarlo heel, per consolidare il suo primato, per confermare che, adesso, la WWE è il suo yard.
Certo, dispiace per il ritiro dell’Undertaker e dispiace che si sia ritirato con una faida così. Ma è anche vero che un giovane, di aver ritirato il Deadman a WrestleMania, qualcosa se ne fa. Un campione già affermato come, non so, John Cena, non ha bisogno di un privilegio tale.

 

Questa era WrestleMania 33. Uno show di intrattenimento per tutti che, come si prefissava inizialmente, ha dato una svolta significativa nella federazione. La New Era tanto decantata da quasi un anno a questa parte è finalmente arrivata col ritiro dell’Undertaker, seppur vedere ancora Brock Lesnar e Goldberg affrontarsi per il titolo Universale o vedere Randy Orton battere Bray Wyatt, faccia pensare il contrario.
L’edizione numero trentatré dello Showcase of the Immortals resterà negli annali della storia come la prima WrestleMania trasmessa live in Cina, come la WrestleMania dalla rampa più lunga e come lo Show degli Show più social della storia, ma soprattutto, noi veri fan ricorderemo WrestleMania 33 per il ritorno degli Hardy Boyz, per la prima vittoria al Grandaddy of Them All di AJ Styles, per la proposta di matrimonio di John Cena e per il ritiro della Superstar più importante nella storia della compagnia.

 

È tutto per oggi. Io vi ringrazio per essere arrivati fin qui con la lettura e vi rimando alla prossima edizione dell’Holy Sh*t, tra due settimane esatte. A presto.