Holy Sh*t #41 – Goodbye Jericho

Ed anche per questa volta, Chris Jericho se ne va. Molti lo hanno elogiato, davvero pochi, invece, hanno fatto il punto della situazione parlando con obiettività dell’ultimo stint del canadese. Perciò, mi prendo io, per quanto riguarda il sito per il quale scrivo quest’editoriale, l’arduo compito di parlarne. Sono pronto a sentire ogni parere, contrastante o meno che sia.
Quindi, partiamo.
Lo stint di Chris Jericho comincia ufficialmente nel gennaio del 2016, quando dopo qualche mese dalla sua ultima apparizione in Pay Per View (si parla di Night of Champions 2015, quando affiancò Roman Reigns e Dean Ambrose contro Bray Wyatt, Luke Harper e Braun Strowman) si rifà vivo a RAW per annunciare che prenderà parte alla Royal Rumble di quell’anno, Rumble che, ad oggi, ricordiamo come la migliore degli ultimi 3 o 4 anni, non solo per il debutto di AJ Styles. E, a proposito, è proprio contro il Phenomenal One la prima faida del canadese dal suo ritorno. Jericho è tornato da face ed è pronto a misurarsi con AJ Styles, al suo primo feud in WWE dopo aver combattuto e vinto incontri di ogni tipo sull’asse USA – Giappone – Inghilterra, con la TNA e la ROH prima, ancora la TNA poi, dopo la NJPW e, nel frattempo, qualche apparizione in RevPro Wrestling in terra britannica, senza scordarsi degli appuntamenti nelle indipendenti minori. Tornando alla rivalità con Jericho, il primo punto nella faida va proprio ad AJ, che nel RAW post Royal Rumble batte Y2J, facendo lo stesso a Fastlane. Il rispetto tra i due è però troppo grande, tant’è che smettono di duellare per formare un tag team, i Y2AJ, con lo scopo di privare dei titoli di coppia il New Day nel loro scontro titolato avvenuto a RAW. Il tag team, tuttavia, avrà vita breve. Dopo la sconfitta, infatti, Jericho tradisce Styles, colpendolo con tre Codebreaker, distruggendo la loro alleanza e turnando heel, un turn significativo e che gli consentirà anche di diventare campione degli Stati Uniti nei mesi a venire. A WrestleMania 32, contro tutti i pronostici, la faida tra il Fenomenale ed il Best in the World in What He Does si conclude con la vittoria di quest’ultimo, che sconfigge Styles con una Codebreaker al volo.
Con questa vittoria, Jericho si lascia alle spalle la rivalità con l’ex tag team partner per arrivare in faida con Dean Ambrose, rivalità che perderà. Tutto ciò, però, non ferma il canadese, tanto da permettergli l’accesso al Money In The Bank Ladder Match di quell’anno, match che, nonostante tutto, non riuscirà a vincere. Il tempo passa in fretta e si arriva al fatidico giorno del Draft. Jericho viene draftato a RAW, il roster che, personalmente, gli si addice maggiormente. È qui che nascerà l’alleanza con un wrestler a lui molto simile per abilità nel ring e al microfono: Kevin Owens. Con il PrizeFighter, Jericho divide tutto. La loro è un’ amicizia concreta e sincera, che li porta a vincere un tag team match a SummerSlam contro Enzo Amore & Big Cass. Nelle settimane a seguire, a causa dell’infortunio di Finn Bálor, il titolo Universale viene messo in palio in un Fatal 4 Way a Monday Night RAW. Indovinate un po’ il vincitore: no, questa volta non sto parlando di Chris Jericho. A vincere il titolo Universale, anche grazie all’aiuto di Triple H (personaggio comunque inappropriato in questa vicenda, comparso solo per impedire la vittoria di Seth Rollins), è proprio Kevin Owens, che vince il suo primo titolo massimo in WWE dopo i due regni da campione Intercontinentale ed un regno da campione NXT nel brand di sviluppo.
È qui che inizia, per così dire, il declino di Jericho. È proprio per “colpa” del wrestler di Winnipeg, se così vogliamo definirla, che Owens non riesce a brillare come campione Universale, venendo sempre aiutato nelle sue difese titolate nei mesi seguenti dal compagno, che si sacrificherà sempre per permettere al campione di difendere il titolo prima con Seth Rollins e poi con Roman Reigns, tra Clash of Champions e la Royal Rumble. Paradossalmente, non appena l’amicizia tra Owens e Jericho inizia a frantumarsi, KO comincia a comportarsi da vero campione, risultando realmente un pericolo, oltre che l’uomo da battere, per i suoi rivali.
Chiudendo la parentesi sul regno di Owens, torniamo al protagonista dell’articolo. Il nostro Jericho si fa in quattro per aiutare Owens, altrettanto non fa, tuttavia, il suo amico. E verso la fine del 2016, proprio Y2J sarà il primo a lamentarsi del comportamento dell’allora Universal Champion. Nonostante i primi screzi, il duo canadese si dimostrerà più compatto che mai, questo grazie soprattutto, e fa strano dirlo, alla Codebreaker di Jericho ai danni di Owens in quel di Roadblock: End of the Line, con la quale KO riuscirà a mantenere il titolo Universale tramite squalifica nel primo capitolo della sua faida contro Roman Reigns. Con la rinata amicizia tra Jericho e lo stesso Owens, oltre al titolo Universale, la coppia riuscirà ad accaparrarsi il titolo degli Stati Uniti, detenuto in quel periodo proprio da Roman Reigns, in un Handicap Match disputato qualche settimana dopo a RAW. Per la prima volta, Chris Jericho diventa campione degli Stati Uniti.
Tuttavia, nonostante la riappacificazione, la crepa nell’alleanza tra i due canadesi ormai si è formata. Owens, dopo il match della Royal Rumble, inizia a capire di essere diventato quasi una barzelletta con Jericho al suo fianco, il cosiddetto “Uomo della Lista”, un heel fin troppo comedy per i suoi gusti. Ancora una volta, per KO, è Triple H a fungere da grillo parlante.
Di fatto, due settimane dopo la Rumble, Kevin Owens esplode e, nel corso del Festival dell’Amicizia indetto dallo stesso Jericho per celebrare l’alleanza tra egli stesso ed il campione Universale, mette la parola fine a tutto, distruggendo Y2J, rovinando il Festival of Friendship e dimostrandosi più brutale che mai. Per la prima volta, Owens era riuscito nell’intento di risultare cattivo, essere un campione credibile e realmente minaccioso, con la sua sfida titolata contro Goldberg che era proprio dietro l’angolo.
Purtroppo, quella con Da Man sarà l’ultima difesa titolata di un regno disastroso. Com’è che dice il detto? La vendetta è un piatto che va servito freddo, giusto? Detto fatto.
Jericho si presenta subito dopo il gong iniziale del main event di Fastlane, distrae Owens e causa la sua sconfitta. È tutto finito. Goldberg vince il titolo Universale ed abbandona il palco, che ora resta conteso tra i due ex migliori amici, o quasi. KO, di fatto, rivelerà di aver usato per i suoi scopi il wrestler di Winnipeg, non essendo mai stato il suo migliore amico. Il dado è tratto.
A WrestleMania 33, Kevin Owens sfida Chris Jericho per il titolo degli Stati Uniti in un match che, simbolicamente, ricorda lo scontro tra lo stesso Jericho ed il suo eroe d’infanzia, Shawn Michaels, a WrestleMania XIX.
Quel che ne esce è un incontro senza dubbio carino, con Owens che schiena il G.O.A.T. dopo una Powerbomb sull’apron, ad oggi una delle mosse più protette dalla WWE, com’è giusto che sia, laureandosi per la prima volta campione degli Stati Uniti. La faida poi continuerà, con Jericho che ritornerà campione a Payback, diventando un membro effettivo del roster di SmackDown LIVE dopo il trasferimento del titolo degli Stati Uniti nel brand blu. Il secondo regno da United States Champion del canadese, però, durerà poco. Sarà nuovamente Owens a scippargli il titolo, due giorno dopo averlo perso. Come abbiamo visto nell’ultima puntata di SmackDown LIVE, infatti, Owens ha sconfitto ancora una volta Jericho, ritornando campione e, non contento, ha continuato ad attaccare l’avversario, in quello che è stato il suo ultimo match in WWE, per ora.

 

Uno stint decisamente lungo, forse anche troppo, durato quasi un anno e mezzo, questo di Jericho. Uno stint che, probabilmente, sarebbe pure continuato se non fosse per gli impegni musicali di Y2J, il quale doveva tornare a lavoro coi Fozzy. A questo punto, tempo di bilanci. Cosa ne penso di questo stint? Mi è piaciuto?
Risposta: sì, non è stato niente male. Ma non è una novità, d’altronde nessuno si aspettava uno stint fallimentare da un atleta come Jericho, capace volta per volta di ricostruirsi, come ha fatto negli ultimi 16 mesi.
Si poteva fare di più?
Risposta: assolutamente sì. Perché se è vero che è stato comunque uno stint valido per un wrestler che ha quasi raggiunto i 50 anni, è anche vero che da Jericho ci si aspetta sempre il massimo. Anche dal Jericho invecchiato. I match non sono stati dei capolavori veri e propri, nessun match disastroso ma neanche degli incontri da recuperare a tutti i costi, soprattutto dal Draft in poi. Non a caso, se mi chiedeste i migliori match del primo Undisputed Champion della storia nel corso dello stint appena concluso, io vi risponderei con i match combattuti contro AJ Styles a RAW, Fastlane e WrestleMania 32, il Money In The Bank Ladder Match 2016 ed i tre incontri avuti con Kevin Owens tra WrestleMania 33 e l’ultimo episodio di SmackDown LIVE.
Per non parlare poi del Jericho talker ed entertainer. Bella l’idea del “Gift of Jericho” o della lista, ma da qui ad arrivare a dire che come intrattenitore ed oratore si è nuovamente superato ce ne vuole. Senza contare che quegli sketch andavano bene per le prime 3 o 4 volte e non per essere riproposti fino alla nausea come si è fatto, arrivando addirittura a vendere delle liste di Jericho sul WWEShop.
Dunque, arrivando alla fine del discorso: Jericho si è comportato bene in questo stint? Certamente, ma ricordiamoci che le minestre riscaldate non sono mai buone. Soprattutto se le riscaldiamo più volte… stupida lista…
In conclusione, sopravvalutare un wrestler soltanto perché nel corso della sua carriera si è dimostrato tra i migliori ad aver mai lottato e parlato in un ring WWE non è mai un bene. Sì, anche se questo stesso wrestler arriva a fare buoni match e promo discreti nonostante stia arrivando ai 47 anni.
Con la speranza di non sentir più parlare di Jericho, della sua lista e di tutto il resto che lo veda coinvolto nei mesi a seguire, io mi congedo e vi ringrazio per avermi dedicato anche oggi parte della vostra pazienza e del vostro tempo solo per sentirmi blaterare le mie considerazioni su quello che è stato l’argomento del giorno. Tanti saluti.