Holy Sh*t #44 – Money Mayweather vs Money McGregor

Oggi me ne vado un momento in off topic. C’è in ballo un argomento troppo grande per non andare fuori onda. Potrei parlare di Okada vs Omega II o di Money In The Bank ma, per oggi, mi soffermerò sull’incontro che tutti si aspettavano e desideravano: Floyd Mayweather Jr. affronta Conor McGregor in un incontro di boxe.

 

Non sono un esperto di MMA e nemmeno di boxe, per cui, per quale motivo proprio io mi prendo l’incarico di parlare di questa sfida epocale? Per la portata dei nomi coinvolti, ovviamente. Due personaggi incredibili, giganteschi, delle vere icone nella cultura di massa. Da una parte Money Mayweather, uno dei pugili più importanti della storia, mai sconfitto in carriera e con uno score di 49 vittorie a zero, come il vecchio Rocky Marciano. Dall’altra parte, uno dei Mixed Martial Artist più popolari al mondo, capace di portare la UFC ad un altro livello, di costruirsi da zero un personaggio vincente e bravo nel saperlo interpretare a dovere. Conor McGregor è tutto ciò che noi vorremmo essere: sicuro di sé, carismatico, arrogante, trashtalker e soprattutto vincente e vincitore, nella vita come nell’ottagono. E tutto questo in soli quattro anni, per cui ha ancora tanto da dare e da dire. Quello tra The Notorious e Pretty Boy Floyd è senza dubbio uno degli eventi sportivi più importanti degli ultimi 25 anni già solo per i soggetti coinvolti, perché se si guarda al lato economico, rischiamo di dover allargare di una decina d’anni il periodo preso in esame.

 

Il 26 agosto si scriverà la storia, senza alcun dubbio. Prima di ciò, è bene fare un recap di tutto questo, analizzare più approfonditamente i personaggi (anzi, il personaggio di colui che c’è dietro a tutto questo) e scoprire perché davvero questo incontro merita d’essere sulla bocca di tutti così come meriterà di essere visto.
Ci tocca fare un passo indietro di qualche mese, per scoprire da dove è nato tutto. È il 12 novembre quando Conor McGregor sconfigge Eddie Alvarez per conquistare il Lightweight Championship della UFC, che va ad unire al titolo dei pesi piuma che già deteneva. Terrà quest’ultima cintura ancora per pochi giorni a causa della sua inattività nella categoria Featherweight, ma gli basterà per ottenere quel sussulto di orgoglio che lo porterà a sfidare l’ex pugile. Quando Floyd riceve la sfida, è già fuori dal circuito da un anno intero. Ma Money non ha paura e risponde all’irlandese con grande sicurezza, tratto distintivo del pugile di colore, che proprio col fighter di Dublino ha tanto in comune. Ed il tutto prosegue su questa striscia, sul tira e molla, con Floyd che sembra pronto ad accettare di lottare contro Conor addirittura prima che l’incontro vero e proprio venga formalizzato. In effetti, per questioni di burocrazia e situazioni legate al contratto di McGregor, si dice sia stato più difficile convincere Dana White, promoter della UFC, che l’entourage di Mayweather. Essendo Conor legato alla prima federazione di MMA al mondo, non era facile sciogliere il patto per una notte per questo leggendario incontro. Ma alla fine, White ha ceduto e ha dato la disponibilità, con l’annuncio ufficiale che è stato rilasciato giusto tre giorni fa.

 

Sembra incredibile, eppure due colossi mondiali delle loro rispettive discipline collideranno l’uno contro l’altro. Quasi obbligata la scelta di McGregor di boxare, dato che non poteva certamente portare Floyd a lottare nell’ottagono, vista la sua totale inesperienza. Ma The Notorious non ha alcuna paura, anzi. L’irlandese è noto per la sua grande fiducia in sé stesso, la quale dà una grande solidità al suo personaggio. Per cui sarebbe incoerente vederlo spaventato di perdere o intimorito per il suo primo vero incontro di pugilato. Anche perché, al di là di quello che sarà poi il risultato, mettendo in atto questa sfida epocale, Conor ha già confermato di essere un vincente. Non è da tutti sfidare uno che nella sua carriera non ha mai perso un incontro, non è da tutti scegliere di debuttare nella boxe contro un campione di questo calibro. Tra parentesi, non credo che all’irlandese importi molto di diventare un pugile. Penso che per lui sia importante solo il suo match con Mayweather ed i soldi che ne ricaverà da esso. Conor McGregor, ripeto, è già vincitore. E se riuscisse a sconfiggere Floyd, davvero il suo personaggio toccherebbe il cielo con un dito. Non solo incasserebbe la borsa da 100 milioni di dollari che già gli è stata promessa per la sola partecipazione all’incontro, ma acquisirebbe un’aura divina, sarebbe un privilegiato, l’unico capace di battere Pretty Boy Floyd e l’unico di farlo al debutto. Se davvero Mayweather perdesse, il mondo della boxe ne risentirebbe tantissimo e l’ex pugile perderebbe una buonissima parte del suo appeal, proprio per essere caduto per la prima volta in 50 incontri (quello con McGregor sarà il cinquantesimo) contro un pivello, un pivello sicuro di sé e per nulla spaventato, ma comunque un pivello.

 

Io, fin qui, vi ho parlato dell’incontro. Manca ancora tanto al 26 agosto, oltre due mesi. Entrambi i contendenti hanno tanto tempo per allenarsi e per far parlare ancora di sé. Ed è proprio questo particolare che, secondo me, non verrà ignorato. La fantomatica rivalità, finora, è diventata realtà proprio grazie alle skill da business man di McGregor. Vincere il titolo dei pesi leggeri per arrivare sul tetto del mondo e, non contenti, sfidare un uomo che con Conor non ha mai avuto a che fare, non è da tutti. Stiamo parlando di un match nemmeno riproducibile nei videogames, essendo Conor e Floyd due atleti impegnati in sport differenti. Un incontro veramente al limite del “fantastico”, nel senso letterale della parola. E mi sento pertanto di fare un plauso al fighter di Dublino. Arrivare in UFC nel 2013 dopo la gavetta in Gran Bretagna e farsi un nome nel giro di ventuno incontri è incredibile, un traguardo che nessuno si aspettava venisse raggiunto proprio dal regnante UFC Lightweight Champion. Tutti dovremmo prendere esempio dal modo di essere di Notorious. Guardatelo, basta una sua foto per capire com’è fatto, per capire quanto quest’uomo sia arrivato a volare in alto senza avere paura di cadere. Sempre ben vestito, grande amatore di donne ma legato solo ad una, la sua Dee Devlin, con la quale ha anche un bambino, Conor Jr., nato il 5 maggio di quest’anno, vive la sua vita senza timore di niente e nessuno, ama il rischio, ama essere sempre sulla bocca di tutti e ci riesce anche grazie al suo stile, al suo abbigliamento, ai suoi tatuaggi che lo rendono agli occhi del pubblico un uomo duro; al suo fisico scultoreo che lo fa apparire come un essere forte, perfetto; al suo modo di parlare, sempre con l’obiettivo di umiliare il nemico e risultare realmente più minaccioso; al suo carisma, che lo rende un magnete, capace di catalizzare l’attenzione di tutti su sé stesso. Da questo punto di vista, è impossibile non paragonare Conor MrGregor a Ric Flair, che della giacca e cravatta, del tono di voce squillante, del trashtalking e del protagonismo ha fatto il suo stile di vita, risultando come uno dei wrestler più importanti della storia e tra i più influenti della sua epoca. È proprio questa somiglianza tra The Notorious ed il Nature Boy che mi fa pensare che l’irlandese sarebbe uno dei pochi fighter MMA capace di sfondare anche in un ambiente tanto diverso come è il wrestling e la WWE, in questa circostanza. Un mito.

 

The hype is real. Per oggi è tutto, spero di avervi coinvolto con l’editoriale del giorno e vi auguro di godervi al meglio le ultime settimane che ci separano tra lo scontro tra Money Mayweather e, passatemi il termine, Money McGregor. Era doveroso soprannominare così un uomo come Conor.
Passo e chiudo.