Holy Sh*t #48 – 205 libbre non bastano per farci divertire?

 

Qualche giorno fa mi è capitato di leggere su Instagram alcune considerazioni di un utente su una puntata di RAW e, giunto al segmento dedicato ai Cruiserweight, non ho potuto fare a meno di leggere “Non sono interessato ai Cruiser. Se la WWE non si cura di loro, perché dovrei farlo io?”
E qui, i nervi mi sono schizzati all’aria. Perché è pure giusto che il fan scelga cosa guardare, ma è totalmente sbagliato arrendersi a dire “la WWE non si cura della divisione per cui posso usarla come scusa per perdermi lo spettacolo dei pesi leggeri”. Ci sarebbe un discorso grandissimo attorno a tutto questo, ed oggi sono qui proprio per tale motivo: esporvi perchè non è vero che la WWE non si cura dei Cruiserweight e, quindi, motivarvi perchè, a mio parere, è giusto seguire i pesi leggeri nei loro spazi (i loro segmenti a RAW e a 205 Live, in particolare).

 

Vorrei partire sfatando il mito del “la WWE non si cura di loro”. Niente di più sbagliato. Anzitutto, è giusto precisare che, più che altro, la WWE si cura di loro per nostro volere, perchè, come nel caso dello split dei brand, siamo stati noi i primi a desiderare il ritorno del titolo dei pesi leggeri, con una categoria esclusiva per loro, sulla scia delle buone prestazioni dei vari Cruiser in giro per il mondo, fuori dalla WWE. Pertanto, è un po’ da ingrati dire che la federazione non ha interesse per i pesi leggeri, dal momento che siamo stati i noi i primi a rivolerli indietro, venendo prontamente accontentati. E sia chiaro, questo non è affatto un tentativo di difendere la WWE solo perchè è la WWE, anche perché sono il primo ad attaccarla quando ce n’è bisogno. In questa occasione c’è da difenderla per questioni di giustizia.
Andando oltre, ecco un altro motivo pronto ad annullare la teoria del “la WWE non ha interesse per i pesi leggeri”. Non ne avesse davvero, non ci sarebbe mai stato il Cruiserweight Classic. O magari ci sarebbe stato, senza però andare oltre e quindi senza la conseguente creazione della divisione esclusiva dei pesi leggeri, che quasi da un anno popolano RAW. Come se non bastasse, la WWE ha anche creato uno show apposito per i pesi leggeri, 205 Live, in onda sul WWE Network il martedì dopo SmackDown LIVE e Talking Sma… e invece, direttamente dopo SmackDown, questo perchè la federazione ha addirittura eliminato l’appuntamento settimanale con il talk show dedicato al brand blu per portare più interesse attorno ai pesi leggeri, secondo me ingiustamente bistrattati da coloro che, magari, erano i primi a rivolerli indietro. E così il fan continua a farsi riconoscere per la sua incoerenza, dapprima pronto a tutto per vedere i suoi desideri esauditi e subito dopo pronto a sputare addosso ad essi.

 

Ed il bello è che si era partiti benissimo, con l’entusiasmo a mille, con il Cruiserweight Classic: vedere tutte quelle stelle del wrestling indipendente su un ring WWE aveva creato un’ atmosfera di grande positività e fiducia attorno a quella che sarebbe poi stata la divisione dei pesi leggeri, col fan di internet che fremeva sul divano nella speranza di poter vedere nuovamente in futuro i protagonisti del CWC. Purtroppo c’è stata la sfortuna a portare il pubblico a perdere interesse per i pesi leggeri, soprattutto nei primi mesi dove la divisione non era ancora quella che è ora, senza un campione con la C maiuscola, dei validi sfidanti e più di una sola storyline dedicata ai Cruiser. Da settembre fino a dicembre, la Cruiserweight Division, essenzialmente, era abbastanza noiosa, e questo è un dato di fatto. Solo qualche match meritava di essere visto mentre il lato entertainment aveva ancora poco mordente. Col passare delle settimane, però la situazione è iniziata a cambiare, con il suo apice nel periodo pre WrestleMania 33, con Neville (tuttora il miglior campione in WWE) ed Austin Aries a battagliare per la corona di campione dei pesi leggeri con degli incontri uno più bello dell’altro ed una faida accattivante.
Certo, è anche vero che, anche se la situazione è decisamente migliorata, la divisione Cruiser non è ancora perfetta. Faida cardine a parte, le storyline di background non sono così esaltanti, benché sia interessante vedere l’evoluzione dello starpower di alcuni atleti, li stessi che poi, nelle settimane seguenti, andranno a sfidare il Cruiserweight Champion. Ma diciamocelo, nonostante tutto, la divisione dei pesi leggeri non è così terribile come si dice. E poi, abbiamo già dimenticato la magia della scorsa estate?

 

Appunto, abbiamo dimenticato cos’erano i Cruiser lo scorso anno? Erano talenti capaci di regalarci ogni settimana un Match of the Month Candidate, a volte anche Of The Year! E, scavando nel tempo, possiamo ricordarci dei vari Rey Mysterio, Chris Jericho, Eddie e Chavo Guerrero, quattro dei pionieri della divisione dei pesi leggeri dentro e fuori dalla WWE. E, a proposito dell’off-WWE, come non citare la splendida tradizione dei cosiddetti “Junior Heavyweight” della New Japan Pro Wrestling, che fin dai primi anni ’90 ha fatto scoprire al mondo intero fenomeni della classe di peso come The Great Sasuke, Jushin Thunder Liger e Pegasus Kid, conosciuto ai più come Chris Benoit, giusto per citarne alcuni. Non è un mistero insomma che, nella storia della disciplina, i pesi leggeri siano sempre stati una parte fondamentale dell’evoluzione del wrestling stesso, e che tuttora siano apprezzati dappertutto… meno che in WWE, a quanto pare, nonostante lo spettacolo non manchi ed i talenti neanche, vedi lo stesso Neville che si sta rivelando un heel formidabile, oltre che un lottatore molto più a suo agio come cattivo. Senza tralasciare i comunque validi atleti che sono i vari Akira Tozawa, Cedric Alexander, Noam Dar, Gentleman Jack Gallagher…

 

Dunque, in conclusione, la mia raccomandazione è: guardate i Cruiserweight fuori dalla WWE e dentro la WWE. Il wrestling, ora come ora, offre lottatori per tutti i gusti e questo la federazione di Stamford lo sa, tanto che fa il possibile per offrire un prodotto che possa piacere ad ogni fan. Smettiamo di criticare di tanto in tanto o, quantomeno, evitiamo di desiderare le cose per poi rigettarle.
Detto ciò, con la speranza di aver convinto più persone a dedicare maggiore attenzione ai pesi leggeri, io vi saluto. L’appuntamento è tra due settimane, nel primo weekend post SummerSlam.
Passo e chiudo.