Holy Sh*t #49 – Il compito di un heel – Parte 5

Siamo a Brooklyn, l’evento è NXT TakeOver: Brooklyn II, l’anno è il 2016. Bobby Roode fa il suo esordio in un PPV della WWE e lo fa battendo Andrade “Cien” Almas. È l’inizio del cammino che porterà il wrestler di Toronto ad essere il più over di NXT, l’uomo con la theme song più efficace, per così dire, in tutto il mondo, l’uomo capace di battere Shinsuke Nakamura e vincere quel titolo NXT che terrà da gennaio fino ad agosto, ove lo perderà, abdicando in favore di Drew McIntyre ed indirizzandosi verso un lido più prestigioso di NXT, SmackDown LIVE. È qui che Bobby Roode, a 40 anni, può veramente fare il salto di qualità.

 

Qual è il compito di un heel?
In genere è così che apro questa rubrica nella rubrica.
Chiediamolo a Bobby Roode, il quale ce l’ha fatta ad imporsi a NXT e nel collettivo generale della WWE in pochissimo tempo, grazie a pochi attributi, o meglio, un solo grande attributo: il carisma.
Ad oggi, il carisma sta quasi scomparendo nell’esempio di wrestler moderno, il quale si concentra maggiormente sul lottato che su altro. Bobby Roode, classe 1977 come John Cena ed AJ Styles (non piccoli nomi, insomma), dopo averci investito una carriera contro questo fattore, è giunto ad un’età in cui, ormai, la vita ti pone davanti ad un bivio: è il caso di cercare fortuna in WWE, nonostante non sia più nelle migliori condizioni? Lui ha risposto sì. Ha saputo di nuovo mettersi in gioco, ha saputo affrontare il pubblico estremamente smart ed esigente di NXT e ha saputo conquistarlo, divenendo in poco tempo il volto del roster giallo con quell’attributo tanto desiderato quanto non necessario, per la fanbase del brand di sviluppo di Orlando. Non avrà regalato match stellari ma, cosa da sottolineare cento volte, si è spianato la strada verso il successo nel main roster. Essere così amato dal pubblico, vendere così tanto semplicemente per la propria abilità nel coinvolgere i fan, fino a far cantare loro la propria theme song, al giorno d’oggi è tutt’altro che facile.

 

Ma quindi, vi starete chiedendo, perchè The Glorious One è così tanto amato quanto criticato?
Molti danno la colpa alle sue abilità nel ring (che, in fin dei conti, non sono neanche tanto pessime), io penso però che la colpa sia del personaggio che Roode si è costruito. Lui ha da sempre voluto portare NXT ad un livello superiore, fino a renderlo glorioso, e fin qui, tutto okay. Il problema è come lo ha portato ad un livello superiore. Nei mesi, molto hanno accusato Roode di aver quasi plagiato il personaggio di Ric Flair, ma penso sia scorretta come accusa, e vi dico perché.
Andando con ordine, Ric Flair, nel dettaglio, è tutt’altro wrestler. Lui è un entertainer di livello superiore, altissimo, è un’autentica leggenda e mai ci sarà qualcuno in grado di eguagliare le sue gesta. Ad oggi, Ric Flair sarebbe un personaggio internazionale, un soggettone che avrebbe dominato la cultura di massa, forse anche più di quanto sta facendo attualmente Conor McGregor, che col wrestling, effettivamente, c’entra pure poco (per ora, quantomeno).
Ric Flair, negli anni ’80 e ’90, era l’uomo dalla parlantina sciolta, il ciuffo cotonato, laccato e biondo platino, il signore del ring, il miglior wrestler al mondo o tra i migliori, era il più carismatico senza dubbio alcuno, l’uomo che vive la vita alla giornata, incurante del proprio futuro, o meglio, conscio della sua vittoria continua e costante nel tempo. Ric Flair era sinonimo di vittoria e bella vita, con le sue auto costosissime, i suoi vestiti sempre alla moda, la sua passione per il gentilsesso e la sua capacità di conquistare ogni donna nell’arena. Tutto questo era, è e sarà sempre il Nature Boy, e portare un accappatoio simile al suo, imitare le sue movenze ed inventare un motto somigliante all’iconico “WOO!” non renderà nessuno un secondo Ric Flair. Ed è giusto che sia così, perchè, d’altronde, uomini del genere è giusto che esistano una sola volta. Ric Flair era il leader del wrestling mondiale, un volto paragonabile a quello di Hulk Hogan, un personaggio vincente e convincente, amato e odiato allo stesso tempo. Stiamo parlando di risultati grossissimi, inarrivabili per i nostri tempi, ed è per questo che ritengo stupido colpevolizzare o, peggio ancora, screditare il buon Bobby Roode che, per carità, non sarà Ric Flair ma è comunque un wrestler più che decente, con un personaggio di grossa caratura. Non potevano scegliere lottatore migliore al quale affidare il ruolo di trascinatore come lo è oggi l’ex TNA World Heavyweight Champion.

 

A suo modo, Roode è un personaggio possente, un uomo che, similmente a come faceva Naitch trenta anni fa, sa prenderti in mano il pubblico e trasportarlo per tutta la durata dell’incontro al grido di “Glorious”, una parola così comune quanto singolare perché capace di far venire giù un palazzetto intero. Attualmente, dopo un anno soltanto, Bobby Roode ha tutte le carte in regola per essere il potenziale top heel di SmackDown LIVE… e top face!
Perché se è vero che Flair era detestato per la sua attitudine da cattivo, il fan che non ama Bobby Roode lo fa perché pensa di meritare di meglio di un quarantenne a fine carriera con un personaggio, a loro dire, copiato dal ben più celebre Ric Flair e con delle abilità nel lottato per loro insufficienti per ambire al vertice della federazione. Il resto del pubblico, di fatto, essendo più “smart” (non per niente Roode proviene da NXT) adora Bobby per la sua bravura nel farsi odiare, per la qualità del suo personaggio, semplice e affascinante al tempo stesso. È così amato che non può fare il cattivo, ed ecco che lo si spinge a face, con l’intento di fare più soldi, anche a costo di perdere pezzi del fascino col quale Bobby, come personaggio, ci ha ammaliati per un anno intero. Finisce un ciclo, ne inizia un altro, non è un problema. Il canadese continuerà ad essere glorioso, continuerà ad avere i suoi sostenitori così come continuerà ad avere i suoi detrattori che, come sappiamo, nel wrestling non mancano mai, soprattutto se sei un lottatore così tanto in voga.

 

A questo punto, penso di essere stato abbastanza esaustivo nel mio tentativo di spiegarvi il motivo del successo di Bobby Roode, del personaggio Bobby Roode, un personaggio che prende e che piace, come un tempo, a suo modo, prendeva e piaceva il personaggio di Ric Flair. Tra l’altro, perché lamentarci di Bobby Roode per la sua attitude ed il suo ring gear quando persino lo stesso Flair copiò una buona parte del suo character? Il wrestling si evolve anche copiando e, conseguentemente, migliorando.

 

Qual è il compito di un heel, potreste chiedere a Bobby Roode.
Lui vi risponderà dicendo che non è un heel, è un Wrestler. Ma occhio alla W, non è maiuscola per caso. Sta a voi interpretarla.

 

Passo e chiudo.