Holy Sh*t #51 – Ammazzare un morto

Ci sono riusciti. La WWE è stata capace di ammazzare un morto. La WWE ha ammazzato il Pay Per View Tables, Ladders and Chairs di quest’anno, un evento che fino a pochi giorni fa era bello che finito, morto. Nessuno aveva ambizioni e pretese per TLC, eppure, la WWE è riuscita a peggiorare le cose. La meningite ha messo fuori uso due degli atleti principali coinvolti nello show, vale a dire Roman Reigns e Bray Wyatt, e la compagnia ha pensato bene di sostituirli con un ex wrestler, attuale General Manager di RAW, e con un estraneo ad un PPV del brand rosso, AJ Styles, proveniente da SmackDown.

 

Ora, io non dico che sia tutta colpa della federazione, quasi obbligata nella scelta di sostituire due dei suoi uomini perché bloccati da una malattia. Però perché prelevare da SmackDown un lottatore da porre contro Finn Bálor? E questo è solo il male minore, del quale parleremo dopo.
Il vero problema è che affiancando Kurt Angle a Dean Ambrose e Seth Rollins tu non solo sprechi un momento bellissimo come poteva essere il ritorno su un ring WWE di una leggenda del quadrato dopo oltre dieci anni di assenza, ma vanifichi anche tutto il lavoro fatto in queste settimane per la ricostruzione di una stable storica come lo Shield, che in questo modo non esiste più, DI NUOVO! Chiaramente, qualsiasi sostituto scelto al posto di Reigns, avrebbe prodotto questo effetto. Ma ora io mi chiedo: c’era davvero bisogno di Kurt Angle per vendere ancor di più questo PPV? Avrebbero potuto utilizzare qualsiasi altro wrestler che sì, non avrebbe venduto come Angle, ma comunque avrebbe avuto più senso. Del resto, perché The Olympic Gold Medalist, pluricampione del mondo e, ad oggi, General Manager di RAW, e quindi figura imparziale nel brand rosso, dovrebbe schierarsi dalla parte di una fazione specifica del proprio show? Perché con lo Shield e non con The Miz, Sheamus, Cesaro, Kane e Braun Strowman? Questa scelta distrugge la credibilità di Angle come figura direttiva a RAW, perché da questo momento in poi tutti potrebbero scagliarsi contro lo stesso Angle e dirgli, ovviamente in chiave mark, o meglio, kayfabe, che non è un buon GM siccome ha scelto di favorire, aiutare o quel che è, due wrestler in particolare, quando avrebbe potuto tranquillamente rimpiazzare l’assente Roman Reigns con un qualsiasi altro lottatore di RAW. Stephanie McMahon, o chi per lei, avrebbe tutte le ragioni del mondo per sollevare dall’incarico Kurt Angle, proprio per la sua scarsa professionalità e per la sua incapacità di affiancare un altro lottatore a Seth Rollins e Dean Ambrose.

 

Che poi, è davvero odiosa questa costante della WWE che pur di fare soldi farebbero qualunque cosa, anche rovinare la credibilità di un GM. È comprensibile il loro voler fare soldi, è attorno a quello che gira l’azienda. Però, per carità, hai fatto tornare lo Shield di proposito solo per vendere, che motivo c’era di spingere ancor di più inserendo Angle nel match? Non sarebbe stato più logico ficcare Jason Jordan nell’incontro, su raccomandazione del medesimo Angle magari? Del resto, Jordan ha già avuto una faida con Miz, peraltro non potrebbe che fargli bene un match del genere. Il suo status potrebbe crescere a dismisura dopo una buona prestazione, che di sicuro gli avrebbero fatto fare, e magari si sarebbe anche preso qualche coro positivo dal pubblico. Se non Jason, perché non Matt Hardy, che ha comunque già avuto a che fare con Sheamus, Cesaro e Miz?
Perché scegliere sempre la via più semplice e più prolifica quando si potrebbe comunque fare un bel po’ di soldi con una scelta più ponderata? È questo che, più di qualsiasi altra cosa, mi urta e crea in me tanta, tanta irritazione. Ed il bello è che in giro, sul web, si legge:”La WWE trova dei sostituti così e la gente si lamenta pure!” Ma è ovvio che si lamenti! Non solo vanno a puttane le storyline per colpa delle meningiti, ma anche la logica se ne va via! Angle, che sarà anche un fuoriclasse, ha la sua età: ha senso metterlo nel match per poi farlo finire fuori gioco dopo due minuti perché incapace di reggere un incontro superiore agli otto minuti? Oppure, ha senso sprecare un ipotetico big match da WrestleMania in un evento che ha la valenza di un live event e che di TLC ha solo il nome? No, perché io non lo trovo.

 

E a proposito, parliamo di questo benedetto AJ Styles vs Finn Bálor. A prescindere dal fatto che ci sta salvando da quello scempio che sarebbe stato sicuramente Demon Bálor vs “Sister Abigail” Bray Wyatt (che, state certi, sicuramente vedremo nelle prossime settimane), era tanto difficile scegliere dal roster di RAW un avversario a caso per Bálor? Che ne so, un Elias Samson?
Perché fare così tanto fanservice? Scelta obbligata? No. Non è un’attenuante per portare AJ Styles vs Finn Bálor (anzi, addirittura Demon Bálor direttamente, stando agli ultimi rumor) in un evento del genere e che tra un anno già sarà dimenticato da tutti. Un Dream Match così non può essere fatto dove capita, è uno spreco. La WWE ha sbagliato a mettere in mezzo qualcuno del roster di SmackDown, anche se questo qualcuno è riuscito a rendere appetibile la card dell’evento. Il match che verrà fuori sarà sicuramente bello, ma questo non toglie che è stato deciso all’ultimo momento, con una storyline di fondo basata sulle fantasie del fan che conosce fin dal Bullet Club i due wrestler. Non si può proporre un match del genere su una base “di gomma”, soffermandosi su come possa farci eccitare lo scontro tra due degli ex leader del Bullet Club. Io sono abbastanza sicuro che la faida potrebbe venir montata in futuro, con un vero match in un PPV degno, ma nella memoria collettiva resterà sempre impresso che il first time ever dello scontro da sogno tra AJ Styles e Finn Bálor, si è tenuto all’interno di un PPV finito, morto, di transizione, col valore di un live event e che tra poco tempo sarà solo un brutto ricordo. Mi dispiace ma non mi basta un incontro tra Styles e Bálor ed il ritorno sul quadrato di Angle per farmi cambiare idea su WWE TLC, questo perché senza una storyline di fondo, niente ha del senso in questa federazione.

 

Non credo ci sia più molto altro da aggiungere.
La cinquantunesima edizione dell’Holy Sh*t volge al termine.
Passo e chiudo.