Holy Sh*t #53 – 5 motivi per i quali Rusev sarebbe un buon campione WWE

NXT TakeOver: WarGames? Survivor Series? Chris Jericho in NJPW? No, grazie.
L’edizione numero 53 dell’Holy Sh*t la dedico ad un wrestler tanto amato quanto, molto spesso, dimenticato: parlo di Rusev, un lottatore niente male, molto più capace di fare al meglio il suo lavoro rispetto ad altri. Eccovi oggi cinque motivi per i quali ritengo possa essere, un giorno, un campione WWE di successo.
Non perdiamo tempo.

 

1 – È un onesto lottatore: sappiamo bene quanto, di questi tempi, saper lottare sia una componente fondamentale per essere apprezzato dal pubblico, a prescindere dalla fazione d’appartenenza. Rusev, tuttavia, è un caso particolare, essendo uno dei pochi ad essere apprezzato sul piano lottato ma allo stesso tempo detestato da una buona fetta di pubblico perché in grado di fare il cattivo, il ruolo che gli riesce meglio. D’altronde, non me lo immagino affatto Rusev face.

2 – È un gran personaggio: è vero, il character dell’invasore in terra americana è leggermente obsoleto e superato, ma quantomeno è garanzia di qualità: chiunque si ritrovi ad interpretare un personaggio simile, raramente sbaglia l’impostazione di un match, di un segmento, una faida o chicchessia. Conosciamo bene il patriottismo americano, per cui è quasi impossibile fallire con il personaggio dell’invasore. Rusev in particolare è bravissimo nel farsi odiare, e lo abbiamo visto nei suoi due regni come campione degli Stati Uniti. Dapprima nel 2014/2015, quando era ancora un figlio acquisito della Russia, e quindi era in automatico freddo e cattivo per questioni che conosciamo bene tutti; poi nel 2016, da bulgaro, dove la vera furia di Rusev è emersa da sé stesso e non dal suo Paese d’origine, essendo la Bulgaria un Paese come un altro. È stato allora che abbiamo avuto la conferma di quanto Rusev sia davvero capace di risultare odioso, ostile, meschino, senza pietà, come quando ha umiliato Titus O’Neil davanti ai propri figli. Sublime.
Un po’ di demerito possiamo darglielo solo nella parentesi con la League of Nations, tra il 2015 ed i primi mesi del 2016, dove, assieme a Bad News Barrett, Sheamus e Alberto Del Rio, non riuscì a recitare una propria parte precisa, risultando un membro fallimentare della stable, un’ombra, una comparsa. Allo stesso modo, tutta la stable è dimenticabilissima, essendo stata un gran bel buco nell’acqua.

3 – Sarebbe un campione mondiale credibilissimo: come abbiamo già detto, un personaggio cattivo al punto giusto come Rusev è sempre un jolly in WWE, spendibile in qualsiasi momento dopo un paio di mesi di costruzione. Ebbene mi domando: e se gli venisse dedicata una costruzione più lunga ed attenta, tanto da portarlo alle zone alte della card, fino anche a vincere il titolo del mondo? Parliamoci chiaro, Rusev è uno che in passato ha anche sottomesso John Cena, non è il primo che passa. Perché non provare una volta per tutte a lanciarlo nel main event, con una sequenza di vittorie importanti che possano renderlo un campione ancora più credibile di quanto ha dimostrato di essere quando aveva alla vita lo US Championship? Perché non dargli un momento importante di consacrazione, ad esempio la vittoria di un Money in the Bank Ladder Match o, ancora meglio, la vittoria di un Royal Rumble Match? Non credo che il bulgaro sia all’altezza di un main event di WrestleMania, penso invece che meriti di vincere il titolo del mondo in uno dei match di cartello allo Showcase of the Immortals.

4 – La sua grande duttilità: seppur Rusev sia fondamentalmente un armadio, abbiamo visto negli anni prove di agilità niente male da parte del due volte campione degli Stati Uniti, per cui non mi stupirei se un giorno venisse ficcato in un TLC Match, anzi, penso possa offrire uno spettacolo degno. O ancora, al di là dei match, perché non dargli un po’ più di spazio nei segmenti parlati? Penso che abbia tantissimo da dire, il bulgaro, per cui sarei curioso di vederlo parlare più spesso. E riguardo a ciò, potremmo ricollegarci al punto precedente. Del resto, se venisse pushato come si deve, i segmenti da solista non tarderebbero ad arrivare.

5 – Il suo magnetismo: abbiamo parlato già di quanto Rusev sia in grado di farsi odiare. Ora guardiamo il lato opposto della medaglia. Quanto sa farsi amare il Super Athlete? La sua bravura come personaggio e lottatore porta il fan “smart” del web ad adorarlo. Spesso su Twitter è protagonista di situazioni ironiche. Rusev è una calamita: sa farsi odiare, sa farsi amare, sa come prendere il pubblico. Di conseguenza, se ricevesse un trattamento più dignitoso, penso possa arrivare anche a vendere di più, e quindi a farsi amare da più fan ancora. È chiaro che tutto deve partire dall’alto: se non c’è la voglia di pusharlo, non possiamo sapere come potrebbero andare le cose. Probabilmente vivremo nel dubbio per l’eternità, però ammettiamolo: sognare non costa niente. Sognare Rusev campione del mondo è bellissimo.

 

È tutto per oggi. Grazie per aver letto questa lista di punti per i quali Rusev, a parer mio, non fallirebbe come campione del mondo. Appuntamento tra due settimane.
Passo e chiudo.