Holy Sh*t #55 – Emozione

Cos’è spettacolo?
Tutto quello che ti lascia un emozione.
Cos’è il wrestling?
Spettacolo.
Il concetto è proprio questo: quante emozioni ci dà il nostro sport preferito?

È stato un 2017 molto travagliato per la mia passione. Ho seguito con meno interesse, perdendomi molte puntate degli show settimanali della WWE e non dando molta attenzione al resto. Ogni tanto mi capitava di vedere un match e lo guardavo con piacere, nonostante poi non avessi abbastanza voglia di ricominciare a seguire tutto quanto. Poco importa. Il wrestling ha raggiunto il suo scopo? Sì.
Mi ha trasmesso un’emozione, mi ha fatto dire:”Wow, amo ancora questa roba!”, mi ha fatto capire molte cose. Le emozioni sono il carburante delle persone: senza di esse si è automi, fermi nei propri movimenti, senza piacere, senza niente. La morte dell’uomo.

Il mio obiettivo per il 2018 è tornare a seguire il nostro sport preferito, concentrandomi sulla sua bellezza, nella sua interezza, sulle emozioni che dà.
L’altro giorno guardavo alcuni video-promo riassuntivi di qualche vecchia faida che ai tempi mi prese particolarmente. Pazzesca la reazione. Rimanere stupiti, rimanere di sasso come la prima volta. Questione di emozioni. Questo è wrestling. Tanto cuore.

Che poi, ti leghi ai personaggi ed è impossibile abbandonarli. Essere fan significa apprezzare, rispettare un wrestler. Sapete di cosa parlo.
Essere fan, ad esempio, di Daniel Bryan, significa seguirlo, amarlo anche ora che non combatte più ma soprattutto celebrarlo per quello che è stato, quando in Ring of Honor, PWG, NJPW onorava il proprio mestiere. Un vero wrestler, un lottatore in grado di far venire la pelle d’oca anche dopo tre anni dalla sua ultima grande faida, quasi quattro. Quella di WrestleMania 30 è una vittoria che non si dimentica. Non l’ho vissuta in prima persona ma è come se lo avessi fatto. Urlare davanti al pc, festeggiare col proprio migliore amico, commuoversi. Quanto è profonda questa disciplina, come è brava a radicarsi nei nostri cuori. Ha messo radici, non se ne andrà mai. In un modo o nell’altro, alla fine, torneremo sempre da lei, come fosse una mamma. Ci litighi, ti ci arrabbi, ma alla fine torni da lei a chiederle scusa, a fare la pace, perché lei ti ha messo al mondo, ti insegna a vivere, ti educa. Il wrestling ci tiene per mano per tutta l’infanzia, ci culla. Giunti ad una certa età si fanno due calcoli, si pensa all’abbandono ma, effettivamente, risulta impossibile staccarsi. C’è troppo in mezzo.

Il wrestling, nei cuori di noi fan, non morirà mai. Anche dopo una serie di cattivi incontri, una serie di cattivi eventi o di cattive decisioni, il giorno dopo saremo di nuovo incollati ad uno schermo, pronti ad emozionarci. Un giorno rimpiangeremo tutto questo.