Holy Sh*t #64 – Il miglior match

Kenny Omega e Kazuchika Okada lo hanno fatto di nuovo, hanno dato vita ancora una volta a un match epocale che ha completamente riscritto la storia, più dei precedenti. Oggi, a Osaka, durante Dominion 6.9, il mondo si è fermato per oltre un’ora e tutti hanno prestato attenzione all’indescrivibile spettacolo offertoci dal Rainmaker, imbattibile campione, e da The Cleaner, lo sfidante che mai ha gettato la spugna ed è riuscito ad avere la meglio sul rivale. Quest’oggi si è fatta la storia.

Come ho detto, il match è stato indescrivibile. Perché, sinceramente, io non trovo parole per definirlo. Un 2 Out of 3 Falls così non credo di averlo mai visto e, allo stesso modo, dubito di aver mai assistito a uno scontro del genere quest’anno. Per mesi si è parlato di quanto fossero sopravvalutati i tre precedenti della faida, consumati nel giro di otto mesi lo scorso anno. Dave Meltzer si spellava le mani tutte le volte, a furia di godere a dare voti sempre più alti a ogni sfida. Questa volta, finalmente, avrà buoni motivi per farlo. Tutti i detrattori sono stati ammutoliti: questo incontro è un pezzo d’antologia, e lo scrivo neanche un’ora dopo la sua conclusione, tanta è l’euforia e la certezza di aver assistito a qualcosa di memorabile.

Nessuno può lamentarsi di questo match per il semplice fatto che non c’è per cui vale davvero la pena farlo. Il booking è stato ottimo, lo storytelling incredibile, lo spettacolo impareggiabile. Al massimo potevamo recriminare sul piccolo botch di Okada nel momento in cui ha eseguito il Running Crossbody oltre la barricata, urtando col ginocchio e rovinando addosso a Omega. Peccato che, a parer mio, ironia della sorte, quel botch abbia quasi migliorato il match: uno scherzo del destino ci ha fatto capire che anche Kazuchika Okada è umano e, come tutti, può sbagliare. Che ci crediate o no, anche questo dà senso e maggior valore alla vittoria di Kenny Omega, il primo a detronizzare Okada in un match titolato, due anni dopo l’ultima volta.

Infatti, era Invasion Attack 2016 quando Kazuchika Okada perse la cintura per l’ultima volta, in favore di Tetsuya Naito, riconquistandola poi due mesi dopo, proprio a Dominion, dove Okada affrontò lo stesso Omega anche l’anno scorso, in un match che si concluse in pareggio dopo aver superato il tempo limite di 60 minuti. Dopo un anno, quella era la prima volta che il regno del Rainmaker vacillava. Finalmente, oggi Okada è caduto. Un regno interminabile e già leggendario. D’altronde, non dimentichiamolo, Kazuchika Okada ha battuto chiunque in questi due anni, regalandoci tutte le volte dei match favolosi, a partire da quello con Tetsuya Naito di due anni fa fino a quello con lo stesso Omega a Wrestle Kingdom 11 e con Katsuyori Shibata a Sakura Genesis 2017, senza dimenticarci dello scontro con Zack Sabre Jr. di quest’anno, personalmente il mio match preferito del 2018. È stata una corsa infinita, quella che ci ha portato alla vittoria del primo IWGP Heavyweight Championship di Kenny Omega, ma ne è valsa davvero la pena.

Giunti qui, credo sia opportuno ricrederci: Gedo aveva ragione. Per una volta, il suo celebre “booking a lungo termine” si è rivelato veramente efficace, rendendo giustizia ai premi di Booker of the Year vinti negli ultimi due anni. In effetti, ora che Omega è campione, tutte le sue precedenti sconfitte ottengono un senso: a Wrestle Kingdom 11, nonostante fosse il primo gaijin ad arrivare al main event come vincitore del G1 Climax dell’anno prima, Omega doveva perdere. Okada, infatti, si trovava al suo primo main event al Tokyo Dome dopo aver battuto Hiroshi Tanahashi l’anno precedente, ed era fuori discussione una sconfitta in tale frangente.
Sei mesi dopo, a Dominion, il pareggio, per quanto discutibile, si è comunque dimostrato corretto, anche in virtù delle due vittorie successive di Omega. Il canadese, infatti, vincerà prima al Climax e poi, appunto, quest’oggi.
Il parziale vede ora il canadese in vantaggio negli scontri diretti col nemico nipponico, ma non è detto che questi non recuperi prossimamente, magari proprio nella prossima edizione di Wrestle Kingdom, seppur io, lo ammetto, preferisca vedere Kota Ibushi battagliare contro il tag team partner nelle vesti di vincitore del Climax di quest’anno, che, tra l’altro, dovrebbe cominciare il mese prossimo.

Auspicandomi che tutto vada secondo il mio volere, vi saluto e vi do appuntamento fra due settimane, consigliandovi, se non l’avete fatto, di recuperare il prima possibile il quarto capitolo della faida tra Kenny Omega e Kazuchika Okada, garantendovi che non rimarrete delusi.
Passo e chiudo.

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