Holy Sh*t #66 – Qualche parola su GLOW 2

Il 29 giugno è stata rilasciata su Netflix la seconda stagione di GLOW, la serie tv sul wrestling che tante critiche positive aveva attirato su di sé lo scorso anno e che ogni fan di wrestling attendeva. Le gloriose lottatrici del wrestling sono tornate in pompa magna, con altri dieci episodi carichi di tensioni, poche sottotrame e un nuovo finale interessante. GLOW 2 ha rispettato le aspettative? Scopriamolo insieme, ma occhio agli spoiler, perché ce ne saranno tanti.

 

Partiamo dal fatto che, a parer mio, la seconda stagione è poco peggiore della prima. Paradossalmente, c’è meno wrestling e la serie inizia a carburare più come tale che come mezza marchetta alla disciplina. Questo può essere un pro ma pure un contro, perché di certo molto interesse da parte di altrettanti fan può andare via via svanendo nel corso della serie. Ciononostante, l’intento di GLOW è quello di celebrare i diritti femminili e la rivalsa delle donne nel mondo del wrestling anni ’80, quando era ancora uno sport molto maschio ed era difficile, per una donna, sfondare ad alti livelli. Per questo, posso confermare che anche in questa stagione l’obiettivo è stato raggiunto con successo: le donne protagoniste si sono dimostrate orgogliose, capaci e coscienti della loro posizione e ciò è ampiamente trapelato.

 

Tuttavia, come detto, in questa stagione il wrestling è quasi passato in secondo piano, giacché i temi principali sono stati i rapporti interpersonali più che fra tutte le varie wrestler, tra Ruth Wilder, la protagonista e interprete del personaggio di Zoya La Destroya (Alison Brie), Sam Sylvia, il regista dello show (Marc Maron) e Debbie Eagan, prima sfidante alla corona detenuta da Welfare Queen (Kia Stevens) nei panni di Liberty Belle, neo produttrice dello show e, soprattutto, mamma single che sta divorziando, fattore che ci accompagnerà per tutta la serie e che condizionerà il carattere e gli atteggiamenti del personaggio interpretato da Betty Gilpin.

 

Di fatto, il primo grosso main event della seconda stagione di GLOW vede coinvolte la stessa Welfare Queen e la sopracitata Liberty Belle, l’eroina americana babyface nata per essere fondamentalmente il volto dello show perché, come sappiamo, Debbie, che la interpreta, è già un attrice reduce da una più o meno fortunata soap opera, e questo la avvantaggia rispetto alle altre. Qualcosa però va storto e, dopo la vittoria della Belle, Welfare Queen scappa quasi in lacrime nello spogliatoio alla visione del proprio figlio sconfortato tra il pubblico. Al che, colpo di scena: Ruth, nei panni di Zoya, prende in mano le redini della situazione e rapisce una bambina tra i fan spacciandola per la figlia della stessa Liberty, che chiaramente asseconda il tutto per portare alla nascita di un nuovo feud con la nemica d’origine sovietica. Questo è un punto cruciale: lo scontro che vedrà coinvolte le due donne sarà fondamentale e servirà finalmente per far capire a tutti, ma proprio a tutti, l’estrema importanza di Ruth per lo show. Infatti, nel corso del match, Debbie, sotto effetto di cocaina, comincia a lottare in maniera molto meno safe fino a fratturare la caviglia alla rivale, ironia della sorte sia in storyline che nella realtà. A causa di quest’evento, la sopportazione di Ruth nei confronti dell’ex amica arriverà al limite e le due finiranno per litigare in ospedale, dove nel post match era stata trasportata la stessa Ruth.

 

Perché ho preferito iniziare citando questo fatto? Volevo tenermi il primo accadimento per dopo, perché è con l’infortunio di Ruth che il cerchio si chiude. Cosa succede quindi? Sam, innervosito e seccato dall’infinita voglia di fare della protagonista, la invita ad agire da sola con le ragazze, e così lei fa. Ella porta tutte le ragazze al centro commerciale e, coadiuvata dal nuovo cameraman interpretato da Victor Quinaz, Russell (che poi si rivelerà anche come il suo nuovo fidanzato, per quanto questo influenzi poco la trama), gira una sigla per lo show. Il risultato è soddisfacente e tutti sono entusiasti, tranne Sam, che si infuria con Ruth e, per non farsi mancare niente, licenzia in tronco Reggie, interpretata da Marianna Palka. Ciò causerà delle frizioni fra la protagonista e il regista di GLOW, le quali continueranno proprio fino all’infortunio di cui parlavo nel paragrafo precedente. In questo frangente, come detto, Sam inizierà a prendersi cura di Ruth, riconoscendo la sua importanza all’interno dello show e quasi scoprendosi innamorato di lei, fino a tentare di baciarla nel ballo d’inverno alla quale ha accompagnato la figlia, Justine (Britt Baron), assieme alla madre, Rosalie (Annabella Sciorra), presentatasi per la prima volta proprio durante la seconda stagione della serie. Inoltre, a differenza di quanto fatto da Debbie nei giorni precedenti, Sam capirà benissimo la scelta di Ruth di non concedersi al presidente della rete locale che trasmette GLOW, Tom Grant (Paul Fitzgerald), il quale stava provando piuttosto esplicitamente a molestare l’interprete di Zoya La Destroya e che, dopo il rifiuto, aveva spostato alle 2 del mattino l’orario di messa in onda dello show sul canale, cercando di far affondare lo spettacolo.
Alla fine, Sam ammetterà di non essere mai stato arrabbiato con Ruth e, in segno di gratitudine, dopo aver riammesso Reggie nello show, le farà vincere la coroncina di campionessa nell’ultima puntata della stagione, a creare un altro finale piuttosto pirotecnico, per quanto telefonato e non sorprendente come nella prima stagione.

 

Fondamentalmente, la stagione si conclude con Ruth che è riuscita a riconciliarsi con Debbie e con Sam che finalmente si rende conto di essere troppo burbero e ammette quanto la protagonista sia fondamentale per GLOW. Alla fine, tutti hanno motivo di festeggiare: seppur nessun nuovo canale possa trasmettere lo show poiché i diritti dei personaggi appartengono alla KD-TV, la rete che manda in onda lo spettacolo, GLOW non fallisce, anzi, va a Las Vegas. Ray (Horatio Sanz), un impresario proprietario di uno strip club che Sam conosce al ballo d’inverno della figlia, invita tutte le ragazze a esibirsi di fronte a un pubblico molto più vasto, con la possibilità, chiaramente, di ricavare maggior denaro. GLOW va a Las Vegas ed è da qui che ripartirà, se la serie verrà riconfermata, la terza stagione.

 

E il resto? E il resto niente. Perché, tutto sommato, a parte la trama principe, il resto della serie è piuttosto sterile e piatto, con una caratterizzazione dei personaggi ancora più bassa e trascurata rispetto alla prima stagione, con molte meno sottotrame degne di nota. Le uniche che possono venirmi in mente riguardano la storia d’amore tra Ruth e Russell, lo sviluppo del divorzio tra Debbie e l’ex marito Mark (Rich Sommer), il dibattito riguardo a chi spetti la custodia di Justine e, essenzialmente, basta. Non sono certamente le uniche, ma le altre sono davvero poco di rilievo, e mi auguro fortemente di non essermene dimenticata nessuna di reale importanza.

 

Ci sono nuovi personaggi in questa stagione? Sì, ma è come se non ci fossero, data, per l’appunto, la minima caratterizzazione dei non-protagonisti. Il nuovo personaggio più presente è quello di Yolanda (Shakira Barrera), una spogliarellista messicana e lesbica portata nello show da Sam stesso e alla quale è assegnato il personaggio di Junkchain dopo la dipartita di Cherry (Sydelle Noel), la quale lascia temporaneamente lo spettacolo nel tentativo di sfondare nella televisione con ruoli più ambiziosi, fallendo però miseramente, prima di ritornare nel ruolo di Black Magic, la sua nuova gimmick.
Tutto molto triste.

 

In conclusione, GLOW 2 ha rispettato le aspettative? Ni. Come detto all’inizio, ritengo che la seconda stagione sia inferiore alla prima, sia per lo scarso sviluppo dei personaggi secondari (il loro ingente numero non deve necessariamente essere una scusante), sia per la costante attenzione riservata perlopiù ai soliti tre personaggi.
Non voglio ritenere un male l’aver messo leggermente da parte la componente dedicata al wrestling, anche perché un intero episodio è comunque dedicato a una puntata dello show e anche in questa stagione non mancano le apparizioni speciali come quelle di Chavo Guerrero Jr. e Carlito, senza dimenticarci che Kia Stevens, colei che interpreta la precedentemente menzionata Welfare Queen, è nota ai più come Kharma, per i fan della WWE, e come Awesome Kong, per quelli di IMPACT Wrestling, sicuramente non l’ultima delle lottatrici, nonostante le dimensioni importanti.

 

Ad ogni modo, io consiglio di recuperarvi GLOW 2, se non l’avete già fatto come il sottoscritto. Per quanto non sia una serie perfetta, è comunque brava a intrattenere e leggera da seguire.
È tutto per oggi, alla prossima!

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