Holy Sh*t #67 – Stiamo toccando il fondo

Sinceramente, non credevo si arrivasse mai a tal punto. Eppure, ci siamo. Stiamo toccando il fondo. Non nascondiamoci dietro a un dito, la verità è sotto gli occhi di tutti: da un po’ di tempo ormai, la WWE sta facendo pena. Il prodotto non è neppure mediocre ma direttamente insufficiente. La prima federazione al mondo, col migliore roster al mondo, può essere giustificata solo in parte. Tutte le responsabilità che hanno non la costringono a lavorare così male. Ora, il prodotto che offre la WWE è improponibile. Ora, la WWE sta toccando il fondo.

 

Extreme Rules mi ha fatto addormentare. Non voglio più mentire: lo sport-entertainment offerto dalla WWE è diventato stantio, stupido, banale e già visto. RAW questa settimana è stato osceno. Buchi logici inaccettabili, errori di trama e tanta, tantissima ripetitività. Non è possibile che il segmento iniziale sia così idiota: Kurt Angle annuncia di privare Brock Lesnar dello Universal Championship in caso di sua assenza e, dopo la sua effettiva assenza, cosa fa? Non glielo leva più perché perlomeno Paul Heyman si è presentato, assicurando che almeno a SummerSlam, il suo cliente ci sarà. Ma stiamo scherzando? Ma quanto incompetente può essere un General Manager? Raramente ho assistito a episodi tali, e questo non è nemmeno il primo difetto dell’ultimo episodio dello show rosso, quanto il primo di una disperatamente e disastrosamente troppo lunga serie, per quanto non lo sia realmente, per uno show della prima federazione di wrestling al mondo.

Io ritengo che la perfezione esista, ma che debba davvero essere tale, senza difetti. Ebbene, teoricamente la WWE, con quella potenza e quel roster, dovrebbe essere la federazione perfetta, che tutti dovremmo seguire. Per cui, come faccio ad accettare show di tale qualità? In tanti mi criticano di essere troppo severo in certi frangenti, ma ragazzi, qua non si scherza mica: la WWE esiste da quasi un secolo ormai, dovrebbe capire benissimo la differenza da ciò che è buono da ciò che non lo è affatto, eppure continuano a offrirci show praticamente mai sopra la media e quasi sempre a ridosso dell’insufficienza. La federazione perfetta fa questo. Per voi è normale? Io credo di no. Sapete cosa è normale? Aspettarsi il meglio dal meglio, e non ricevere tanto schifo.

Continuando, parliamo dei Triple Threat. Roman Reigns ha perso domenica, eppure il giorno dopo riesce a battere sia Finn Bálor che il lanciatissimo Drew McIntyre (chi lo avrebbe mai detto, eh!?). Lo stesso fa, prevedibilmente, Bobby Lashley nel main event: battuti Seth Rollins e il terzo incomodo Elias per rifiondarci in Roman Reigns vs Bobby Lashley, CHE ABBIAMO GIÀ VISTO! HA VINTO LASHLEY A EXTREME RULES! Era davvero troppo difficile far vincere Roman Reigns? O meglio, era davvero troppo difficile mascherare meglio l’assenteismo di Brock Lesnar? Signori, so bene che tutto questo sia in storyline, ma sul serio vogliono farci credere che questo rematch inutile e rimandato di una settimana non sia dovuto al fatto che non potevano (o volevano?) far presenziare la Bestia a RAW già questo lunedì? Già, perché sarebbe stato troppo scontato e sarebbe stato anche ingiusto far perdere Lashley in Pay-Per-View, nonostante questi si appresti a venir schienato lunedì prossimo, a RAW, dal Big Dog, eliminando la sua vittoria nonostante il bilancio segni poi una parità fra i due, comunque non abbastanza, evidentemente, per garantire una bella ai due.
Tutti questi ragionamenti ultracontorti, un fan, non dovrebbe farseli affatto. Dovrebbe gustarsi lo spettacolo e ammirare ammaliato le gesta dei suoi preferiti, ma come è possibile ciò se ogni settimana viene manifestata sempre con più oppressione l’onnipotenza di Roman Reigns, capace di riuscire ad arrivare all’ennesimo main event di un PPV nonostante un cammino non del tutto immacolato, vista la sopracitata sconfitta con Bobby Lashley il 15 di luglio? Non ho parole.

E poi, davvero vogliamo dimenticarci di Kurt Angle, teoricamente il buono, che favorisce Ronda Rousey, in teoria anch’ella face, seppur di continuo prosegua ad assalire Alexa Bliss, anche da sospesa? Questa situazione è semplicemente esilarante, oltreché indifendibile. Non è minimamente accettabile che una figura simile si comporti in modo tanto bipolare, cercando a tutti i costi di proteggere colei che la cintura deve per forza vincerla perché significherebbe riscontro mediatico assicurato. Per me è pure giusto che si voglia dare il titolo a Ronda Rousey, all’apice della sua carriera professionale, promuovendo la sua cattiveria, ma c’è proprio bisogno di farlo proponendola da face? Lei, la donna più cattiva al mondo, sacrificata tra le fila dei buoni solo per vendere qualche maglietta in più? È forse questo l’inghippo nel proporre un prodotto per famiglie? Davvero la WWE necessita così tanto di stroncare le tradizioni e le basi della disciplina per favorire il pubblico, che comunque si rivela sempre meno interessato, spesso disertando le arene a metà show o cambiando canale dopo un’ora di puntata, tanto che la stessa federazione di Stamford si è accorta di questo e per rallentare tale tendenza sta promettendo grandi cose di settimana in settimana (vedi l’hype messo da Angle a Extreme Rules con la minaccia di togliere la cintura a Brock Lesnar la sera dopo e lo “storico annuncio” che ci riserverà nella prossima puntata la Commissioner di RAW in persona, Stephanie McMahon)?

Fortunatamente (si fa per dire), SmackDown LIVE non è ancora giunto a questi livelli, e l’ultima puntata è stata decente, il che varrebbe ugualmente un’insufficienza, dal momento che, lo ribadiamo, la WWE dovrebbe essere la perfezione. Questo dipende ovviamente dalla minore durata, seppur io creda che una fetta del merito debba andare anche a coloro che scrivono i segmenti e tutto quanto per lo show blu che, per assurdo, è definito da sempre il “B show” nonostante le puntate in cui è stato migliore di RAW si moltiplichino di anno in anno.

Chi può difendere questa WWE? Nessuno. Allo stato attuale delle cose, la WWE è dannatamente indifendibile, e solo il lavorare per lei può giustificare, più o meno, il parlarne bene in pubblico, malgrado tutti sappiano bene quanto anche i più affezionati, in cuor loro, siano consci di star proteggendo qualcosa che è troppo grande e marcio per loro e per le loro capacità di difensori.

È tutto per questa settimana. Io mi auguro che la situazione cambi presto, perché davvero non se ne può più di assistere a tale strazio. Lo dico da fan della WWE, ma soprattutto da appassionato del wrestling. Possiamo fare di tutto per non seguire la compagnia di Vince McMahon, ma puntualmente, in qualche modo, saremmo sempre invischiati in discussioni a lei dedicate, perché è quasi impossibile distaccarsi da essa totalmente.
Passo e chiudo.

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