Holy Sh*t #71 – WWE 2K19 non funziona

WWE 2K19 uscirà tra poche settimane e, ad oggi, non ci siamo. Il gioco si presenta debole, privo di vere novità e come uno dei peggiori giochi della saga, ed è un male considerato il soggetto in copertina, uno dei migliori wrestler della storia, e il ritorno del 2K Showcase con protagonista Daniel Bryan. Cosa manca a questo videogame? Del coraggio. WWE 2K19 sta arrivando nei negozi quasi senza preavviso, e questo è tristissimo. Scopriamo insieme perché non c’è alcun hype davanti a questo flop annunciato.

 

Abbiamo menzionato il 2K Showcase con l’American Dragon. A quanto pare i match contenuti nella storia dell’ascesa del wrestler di Aberdeen saranno solo dodici, un numero limitatissimo considerando che il racconto abbraccia più anni. Sappiamo che ci sarà il suo match con John Cena in quel di Velocity, sappiamo che, naturalmente, avremo le due contese di WrestleMania 30, così come altri scontri importanti. Ma davvero solo dodici? Non pensate sia un numero davvero molto piccolo se comparato a uno che ha sulle proprie spalle quasi dieci anni di carriera in WWE, contandone bene o male “solo” sei per via dei lunghi infortuni che l’hanno tenuto via? Secondo me ci si poteva impegnare sicuramente di più, ma comunque ci tengo a precisare che prima di dare un giudizio finale dovremmo attendere una disamina completa della rientrante modalità dopo l’assenza biennale. A tal proposito mi chiedo se fosse necessario o meno il suo ritorno. A me piace e al pubblico, almeno a una fetta di questo, pure, ma siamo certi che il ritorno dello Showcase non possa portare addirittura a un depotenziamento delle altre modalità?

 

D’altronde, qualcuno ha sentito parlare della MyCareer o del WWE Universe? Esatto. A meno di un mese dal rilascio del videogioco non sappiamo ancora nulla di concreto riguardo alle due modalità cardine degli ultimi due capitoli della saga, che con la dipartita momentanea del sopracitato Showcase Mode ha ricevuto importanti migliorie soprattutto nella modalità dello Universe, per quanto questo sia ancora ora solo sufficiente, non presentando dialoghi registrati tra i wrestler o quel pizzico di realismo in più che non guasta mai. La MyCareer Mode, al contrario, nonostante gli aggiornamenti resta ancora molto malsopportata dai fan della serie, che la trovano poco avvincente e poco credibile.

 

Lo stesso potremmo dire del gameplay di quest’anno, che parrebbe lo stesso di WWE 2K18, il che è chiaramente gravissimo dati i deficit di quest’ultimo. Poco credibile, di fatto, è il modo giusto per descrivere l’apparente decisione della 2K di non toccare il comparto più importante del gioco. Apparente perché non confermata, poco credibile perché suona come un paradosso una cosa simile.

 

Il roster, quantomeno, è stato ampliato pure quest’anno. Bene, direte voi. Invece no, siccome molti wrestler che avrebbero dovuto avere un posto garantito nel titolo non l’hanno trovato al momento. Non si sa se saranno DLC (a questo punto me lo auguro), certo è che è davvero una truffa ficcare in un contenuto scaricabile il campione NXT, Tommaso Ciampa, o una lottatrice in forza nello show giallo ormai da diverso tempo e già presente nell’ultima edizione del gioco quale Nikki Cross. Per non parlare delle leggende mancanti, le stesse presenti nei DLC dello scorso anno e quindi da inserire per forza perché si è sempre operato così. Non ci siamo.

 

Per il resto, nuovi match? Non sappiamo. Quello che è certo è che nel trailer del videogame pubblicato due giorni fa si intravede uno spezzone di quello che dovrebbe essere l’Ultimate Deletion, oltre ad alcune cose “strane”. Chiaramente, mi riferisco a Triple H versione zombie, a Xavier Woods e Sheamus che lottano con delle teste giganti come fossero Funko Pop e a Broken Matt Hardy che si ritrova in un’altra dimensione, più imbarazzante che inquietante.

 

Insomma, questo poteva e doveva essere il gioco della rinascita, un gioco fenomenale come l’uomo in copertina, e l’annuncio di Rey Mysterio e Ronda Rousey come bonus pre-order, oltre all’annuncio della Collector’s Edition dedicata a Ric Flair, facevano ben presagire. Poi i mesi son passati, le notizie non sono trapelate e l’attesa è calata, anche dopo il più o meno deludente roster reveal che ci ha introdotto agli improponibili overall scelti per i lottatori (esempio lampante: Braun Strowman con 89 dopo un anno passato a massacrare il 90% del roster) e ad alcuni modelli raccapriccianti come quello di Carmella e, seppur in minor parte, di Lana.
Ora come ora, WWE 2K19 è un gioco strano, atipico, che, ironia della sorte, rispetta la realtà attuale delle cose nella compagnia di Stamford (e non è un bene vista l’enorme quantità di trash che va in onda ogni settimana), oltreché svogliato e senza particolare desiderio di farsi acquistare. Vedremo se il tempo darà o meno ragione alla 2K che intanto, ancora una volta, ha dimostrato quanto poco abbia a cuore la questione dedicata ai giochi targati WWE che ormai produce dal 2013, senza mai averci offerto un titolo degno dei suoi predecessori. E se fino a uno o due anni fa a questi videogame mancava il salto di qualità, ora, a quanto pare, il salto lo si è fatto all’indietro, perdendo posizioni e, chiaramente, qualità.

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