Holy Sh*t #72 – Il compito di un heel – Parte 7

Quanto tempo è passato dall’ultima volta? Ricordo toccò a Shinsuke Nakamura in quel frangente, uno che nel tempo ha saputo (o hanno saputo) affievolirsi, finendo sempre più nell’ombra, nonostante il titolo US alla vita.
Oggi, però, è un’altra storia. Oggi è la storia di una giovane wrestler che ha lottato per anni nelle più disparate compagnie indipendenti di mezzo mondo per arrivare a competere sul palcoscenico più grande, vedendo poi tutti i suoi sogni frantumarsi contro le spalle più larghe di wrestler spesso meno brave di lei ma più capaci dal punto di vista parlato e della personalità.
La protagonista del giorno, manco a dirlo, è l’ “Irish Lasskicker” Becky Lynch.

 

Becky è sempre stata una ragazza motivata. Fin dai suoi primi anni nel circus, si capiva fosse portata per quello sport. Lei è irlandese, ha la lotta nel sangue e questo lo si vede benissimo. Lo vede benissimo anche la WWE, che nel 2013 la assume e nel giro di due anni la fa finire da NXT al main roster con l’auspicio di “wrestler donna del cambiamento” assieme ad altre tre fortunate lottatrici, le promotori della Women’s Revolution, le Four Horsewomen. Due di loro riusciranno a sfondare (Charlotte Flair e Sasha Banks) mentre lei e l’altra (Bayley, anche se il suo debutto verrà un anno dopo) faticheranno fin da subito. La wrestler irlandese, nonostante avesse quasi tutte le carte in regola per poter vincere un titolo femminile fin da subito, ha dovuto aspettare un anno buono per poter alzare il suo primo oro in federazione, lo SmackDown Women’s Championship, l’11 settembre 2016, a Backlash.

 

Tuttavia, qualcuno ha creduto non fosse pronta, non ancora quantomeno, dunque le hanno sottratto la cintura per darla ad Alexa Bliss, una di quelle wrestler tremendamente meno brave di lei ma più carismatica e brava a emergere nelle situazioni parlate. Così Becky Lynch è crollata nel baratro. Così ha continuato per altri due anni, passando dal tradimento di Sasha Banks, a quello di Charlotte, fino a pensare di poter anche lei avere il coltello dalla parte del manico per una buona volta. In questo modo, stufa dell’ennesima opportunità titolata di cui si è sentita semi-scippata dalla sua amica di allora (pochi mesi fa la riappacificazione), Charlotte Flair, Becky ha deciso di prendere in mano la situazione.

 

Il suo turn heel è stato come un regalo di Natale: aspetti per giorni, settimane, mesi di riceverlo, e quando lo hai fra le mani e lo scarti è proprio come te lo immaginavi. Noi tutti lo immaginavamo così, lei stessa se lo immaginava in questo modo. Dopo anni di attesa, finalmente è arrivato. Anche Becky Lynch ha avuto la sua occasione per brillare con un’altra faccia. Finora, non ci si può proprio lamentare. O meglio, forse dovremmo, siccome è comunque heel, e loro andrebbero ugualmente fischiati per quanto bravi.

 

Quello che innalza Becky a un altro livello sopra alla heel principale di RAW (la stessa Alexa Bliss) è il fatto di essere una novità. Lei infatti è la tipica ragazza che è troppo buona per diventare una cattiva, tanto che non te la sogneresti nemmeno nelle fila degli heel. Ma si diceva lo stesso di Sami Zayn, e abbiamo visto tutti quanto questi sia risultato godibile con la maschera del codardo, del vigliacco, dell’heel.

 

Pertanto, come fa una classica face come l’Irish Lasskicker a essere così dannatamente capace nel ruolo della cattiva? Secondo me, potremmo appellarci agli anni di sfortune che ha passato. Potremmo appellarci al fatto che ha sempre tentato di arrivare in alto, venendo sempre ingiustamente scalzata. Oppure potremmo rifarci al suo orgoglio tipicamente irish, al fatto che sono quasi quindici anni che calca un ring, e che ormai le batoste incassate vogliono anche un loro perché. Tutto questo ha portato Becky Lynch a passare da tradita a traditrice, da predatrice fallimentare a preda inattaccabile. In queste settimane lei sta imponendosi a SmackDown LIVE col titolo femminile alla vita, tenendo testa in modo poderoso alla Queen della federazione, l’ex amica Charlotte, e direi che non c’è nulla di più godibile. La cattiveria espressa dentro e fuori dal quadrato la rendono finalmente un pezzo grosso degno di autentica considerazione, una mina che è stata per anni vagante e che finalmente ha avuto la sua occasione per esplodere, facendolo al posto giusto, nel momento giusto, con l’avversario giusto. Ora come ora, credo sarà un problema spegnere l’incendio causato da Becky Lynch, una che ha sopportato davvero troppo fino a scoppiare del tutto. Un “boom”, il suo, che riecheggia tuttora nelle orecchie e negli occhi di tutti, ancora memori del modo in cui ha cambiato fazione, aumentando vertiginosamente l’interesse verso di lei.

 

In questa rubrica ho parlato nel tempo degli heel più disparati, da Bobby Roode ai Revival, passando per Neville e Tetsuya Naito della NJPW, ma mai avrei lontanamente creduto di arrivare a scrivere di Becky Lynch in queste vesti. Ebbene, ora posso definirmi terribilmente appagato da ciò. Lo affermo con sicurezza: Becky Lynch è l’heel donna più interessante (e brava) degli ultimi due anni in WWE, e il suo turn heel è la mossa più azzeccata finora dalla compagnia di Stamford in questo 2018.

 

Qual è il compito di un heel? Chiedetelo a Becky Lynch, ma fate attenzione a non insistere e farla innervosire: lei ha sempre una Dis-arm-her di riserva in canna.

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