Holy Sh*t #76 – Unbesiegbar

È il 12 marzo 2017. Siamo a Oberhausen, Germania, e si sta tenendo l’ultima data del wXw Carat Gold 2017. Nell’attesa finale, due uomini dai destini già segnati si sfidano: WALTER e Ilja Dragunov.
La contesa appare dal risultato certo: WALTER è un colosso austriaco di quasi due metri, Dragunov è un fuscello russo di 175 centimetri. Eppure, quel giorno qualcosa si muove a Oberhausen, dentro la Renania Settentrionale. È la fiamma che brucia nel corpo del giovane Dragunov, un ragazzo al suo quinto anno di wrestling e al suo primo appuntamento con un match realmente importante. Vincere il Carat Gold significherebbe ottenere l’attenzione del mondo, ma soprattutto significherebbe aver sconfitto WALTER, uno dei wrestler più in rampa di lancio del periodo, oltre che in formissima. Quel 12 marzo 2017 è il suo giorno: Ilja Dragunov non sente ragioni, Ilja Dragunov deve vincere, e così fa. Ilja Dragunov vince il wXw Carat Gold 2017 e capisce finalmente chi è. Lui è Unbesiegbar, lui è invincibile.

 

Crescendo, ho capito una cosa: nel wrestling, le dimensioni contano relativamente. Ciò che conta veramente è il cuore, l’orgoglio, la tenacia, tutto l’impegno e la forza di volontà impiegata per vincere. Ilja Dragunov non è un gigante, né un armadio, però ha tanto cuore e una determinazione senza paragoni. È l’ultimo missile sparato dall’Unione Sovietica a fine anni ’80, giunto a destinazione nel 1993 ed esploso un anno fa in quel di Oberhausen. Il sangue che scorre nelle vene di Ilja Dragunov è sovietico, e lui questo lo manifesta con grande onore ancora oggi. È un russo residente a Dresda, in Germania, e ha tutte le sembianze di uno di quelli eroi di guerra immortali, sempre affamati e mai a terra a leccarsi le ferite perché privi di tempo e possibilità per farlo, dal momento che vivono solo e soltanto per combattere e sopravvivere. In un mare di famelici pesci grossi, Ilja Dragunov è il pesce piccolo più valoroso di tutti gli squali più insaziabili Il margine di miglioramento dell’Unbesiegbar ne è l’inconfutabile prova. Dal marzo dell’anno scorso fino a oggi, Dragunov non è solo diventato un wrestler migliore, ma ha saputo anche evolversi, aumentando la propria massa muscolare e mettendo in chiaro le cose: con lui non si scherza.

 

Questo 2018 è stato un anno di cambiamenti per il russo. Ha fatto il suo esordio in PROGRESS e anche in PWG, partecipando alla Battle of Los Angeles e cadendo di fronte a un immenso Shingo Takagi, pronto il mese dopo a insediarsi nei Los Ingobernables de Japón. Soprattutto, però, ha vinto il wXw Unified World Wrestling Championship, ponendo fine al regno di John Klinger lo scorso marzo in un Triple Threat Match con protagonista anche WALTER, colui che ha battuto 363 giorni prima nella finale del Carat Gold Tournament. Ilja Dragunov è così diventato, per la prima volta nella sua carriera, l’uomo da battere. Un regno durato fino allo scorso settembre, terminato per mano di Absolute Andy dopo aver dimostrato al mondo intero di che pasta è fatto quel ramoscello sovietico che giusto due anni prima appariva come un’eterna meteora prima di esplodere nei mesi successivi. Ilja Dragunov proprio non ce la faceva a non apparire invincibile.

 

Secondo me, presto si accorgeranno di lui anche a Stamford. Del resto, chi lo ha detto che bisogna per forza lottare in tutte le indy per ottenere l’attenzione di qualcuno? Ilja Dragunov è diventato uomo in wXw ed è lì che sta mantenendo integro il suo status, con una capatina qua e là di tanto in tanto. La fedeltà è una virtù troppo grande per non appartenere all’arsenale del ragazzo di Mosca, ora pronto a fare qualcosa di ancora più imponente. Di fatto, prima o poi arriva quel momento nella vita di un uomo in cui bisogna lasciare il nido. In Germania, Dragunov ha scoperto sé stesso, ma presto potrebbe essere chiamato a scoprire anche il suo pubblico. Il suo cuore, la sua forza di volontà, la resistenza, l’intensità, secondo il mio modo di vedere le cose, presto lo condurranno a Orlando, a NXT. Con il turn heel di Johnny Gargano, nello show giallo ora manca un underdog, e chi meglio dell’Unbesiegbar può ricoprire quel ruolo, un giorno? Lui è lo sfavorito per eccellenza, e sempre lo sarà. Siamo partiti dalla finale del Carat Gold 2017 e siamo arrivati alla vittoria del titolo massimo della wXw. Ilja è cresciuto, è migliorato, ma non è cambiato: è rimasto il solito impavido guerriero dalle minute dimensioni e che per principio partirà sempre da svantaggiato in un incontro. La differenza concreta sta nel fatto che ora, Ilja, quei match li vince. Per questo, ora deve ascoltare il suo pubblico. Deve guardarsi le mani, scuotersi, poi riflettersi nello specchio e prendere coscienza di che cosa è: Unbesiegbar.

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