Holy Sh*t #79 – Mal Event

È l’1.20 di sabato 5 gennaio e sono passate poco più di dodici ore dall’ultimo main event dello show più importante dell’anno solare della NJPW, Wrestle Kingdom 13. Un altro evento più che sufficiente è stato consegnato agli archivi, quest’anno con un neo abbastanza evidente: il main event.
Ora, sorvolando sul titolo tuttosportiano che corona l’edizione odierna dell’Holy Sh*t, è impossibile per me sorvolare sui difetti dell’incontro tra Hiroshi Tanahashi e Kenny Omega per l’IWGP Heavyweight Championship di quest’ultimo. Un match che, tra l’altro, attendevo pure con una discreta dose di impazienza, per quanto chiunque avesse voluto un altro giapponese sfidare Omega al Dome ieri.
Veniamo quindi alle motivazioni per le quali il main event di Wrestle Kingdom 13 è per me un match insufficiente.

In primis, comunque, una lancia vorrei spezzarla a favore del lottato, che perlomeno si è tenuto sui soliti standard dei due. The Cleaner si conferma il solito showstealer mentre Tanahashi, mio dio Tanahashi, è ancora capace di mantenere quella costanza e quell’intensità pure superati i 40 anni, confermandoci nuovamente le sue origini marziane.
Detto questo, passiamo rapidamente a scartare ogni sequenza che non ho digerito in questo scontro come in questa faida che, lo ricordo, è formalmente cominciata a The New Beginning in Niigata 2016, ove Omega ha vinto il vacante IWGP Intercontinental Championship proprio contro l’Ace of the Century, all’epoca pure mezzo acciaccato.
Partiamo dal dettaglio forse più insignificante quanto considerevole per il sottoscritto: perché Kenny Omega, detentore della cintura, non ha effettuato neppure una finisher, pur provandola diverse volte? Qualcuno ha provato ha ipotizzare il motivo, soffermandosi sul fatto che la One Winged Angel è la mossa più protetta in federazione, cosa vera peraltro. Tuttavia, non vedo perché non si possa spezzare questo crisma in una data importante come Wrestle Kingdom. Hiroshi Tanahashi è uno dei migliori lottatori che hanno mai calcato il ring della NJPW, pertanto non sarebbe stato totalmente sbagliato farlo uscire dopo una Katayoku No Tenshi. Inoltre, non è questa la prima volta che succede una cosa del genere: ricordate Kazuchika Okada contro Kenny Omega di Wrestle Kingdom 11? Bene, anche in quell’occasione il wrestler canadese non portò a segno nemmeno una finisher contro il wrestler più forte della compagnia. Non pensate sia sbagliato? Io credo fermamente di sì. Il motivo? Molto semplicemente, credo sia errato che non si sprechi almeno una mossa risolutiva per parte in un qualsiasi main event di qualsiasi grosso Pay-Per-View, specie se questo è il più grande di tutti.
Come se non bastasse, per tutto il match è sembrato quasi che Omega venisse schiacciato dall’avversario, come è successo la prima volta con Okada, sembrando quasi incapace di dare una replica seria e minacciosa all’offensiva avversaria. Di certo, Kenny poteva essere “più campione”.

Prossimo punto: l’uso del tavolo.
Ora, chi sono io per negare a due lottatori di distruggersi di botte fino alla morte anche in un match normalissimo, ma non credete sia un tantino esagerato che i protagonisti di una faida per niente tanto sentita siano addirittura arrivati a sfoderare un maledetto oggetto contundente per animare la battaglia? Ok, è vero che il punto è proprio qui, nell’animare la battaglia, ma non pensate sarebbe stato più sensato se Omega avesse effettuato la sua One Winged Angel invece di schivare la High Fly Flow per far schiantare lo sfidante sul tavolo? È qui che non capisco veramente l’ostilità del booking team nei confronti di una finisher che è sì difficile da applicare, sì difficile da provare, ma che è comunque affidata al campione del mondo dei pesi massimi della seconda federazione di wrestling al mondo, non a uno tizio qualunque.

Poi, la gestione del campione.
Abbiamo assistito a una delle entrate più belle e solenni degli ultimi anni ieri, con un Kenny composto, pacato e sicuramente orgoglioso di sé e dell’aver realizzato i propri sogni, con un pezzo del suo cuore nel titantron del Dome, un’evidente e toccante citazione al videogioco Undertale. Un campione dunque rispettoso e cosciente dello stare per andare contro a uno dei volti della NJPW. Fantastico, penso: se il match nasce su questa linea ne esce qualcosa di stupefacente.
E invece no. Perché, per qualche ragione non tanto chiara, cinque minuti dopo la campanella Kenny Omega aveva già dimenticato com’era entrato, trasformandosi nell’heel cinico e spavaldo di due anni fa, un personaggio superbo di certo, ma totalmente inadeguato per il momento e per il match. Del resto, Omega stava venendo proposto face fin da prima della sua vittoria della cintura a Dominion, per cui che senso ha avuto farlo passare per l’heel della situazione nella contesa contro uno che per natura il cattivo non può farlo a prescindere? Tutto questo in un incontro in cui non era affatto necessario che ci fosse contrapposizione tra i due lottatori, siccome potevano tranquillamente affrontarsi nel tipico e mai banale match tra buono contro buono, anche perché il feud non è che fosse stato sviluppato in modo che uno dei due lottatori prevalesse pesantemente sull’altro come per la rivalità tra lo stesso Omega e il già citato Okada due anni fa. Per cui, perché bookare in questo modo il Best Bout Machine? Solo perché al suo angolo c’erano i Young Bucks? Oppure per metterlo in cattiva luce in vista di un suo eventuale addio alla compagnia nel prossimo futuro, destinazione USA? Teorie complottistiche a parte, sono certo che ce ne accorgeremo prossimamente.

Infine, vogliamo dire qualcosa sulla rivalità? Come detto sopra, la faida non è stata raccontata nel tempo in maniera tanto brillante. Tanahashi ancora non capiamo per quale ragione ha vinto il Climax, così come non ci capacitiamo del fatto che il main event di WK13 sia stato costruito in modo quasi approssimativo. Qualche richiamo al passato, qualcuno allo status di entrambi i wrestler, ma niente di effettivamente concreto. Un main event che con tutta probabilità non sarà ricordato più di tanto in futuro.

Per cui, cosa possiamo dire di Hiroshi Tanahashi contro Kenny Omega? Possiamo provare a fermarci sulle sue negatività, oppure possiamo voltarci verso le cose positive, vedi l’interrotta egemonia dei campioni mondiali che mantengono sempre a Wrestle Kingdom o il fatto che, sostanzialmente, come ho precisato in principio, il lottato è stato ugualmente incredibile, com’è giusto che fosse. Io, per il momento, proprio non me la sento di guardare più di tanto al bene di questa sfida. Forse, però, ancora una volta il famigerato booking a lungo termine della NJPW mi coglierà di sorpresa, e magari tra un anno questa sfida riuscirò ad apprezzarla nella sua interezza.
Staremo a vedere.

Per oggi è tutto. Auspicandomi che abbiate visto Wrestle Kingdom 13, io vi do appuntamento fra due settimane.
Passo e chiudo.

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