Holy Sh*t #81 – Akira invades Japan

Questo non sarà il solito Holy Sh*t. Questo sarà un pezzo dedicato a un giovane guerriero, un lottatore dal futuro radioso che ha solo due anni più del sottoscritto e che in questi giorni è in Giappone, in quella che è probabilmente la seconda più importante federazione di wrestling del posto in questo momento, la AJPW, culla di leggende come Kenta Kobashi e sulla via della rinascita da ormai diversi anni grazie soprattutto al proprio migliore uomo, Kento Miyahara, del quale avrete sicuramente già sentito parlare almeno una volta. Akira in Giappone, Akira invade il Giappone.

Non voglio mentirvi, io non so niente dell’avventura nipponica del wrestler lombardo, però so una cosa: tiferò per lui. Tiferò per lui perché è così irreale lottare in AJPW da straniero a quell’età che sono sicuro si stia stropicciando gli occhi ogni momento, tiferò per lui perché è il futuro del wrestling nostrano e tiferò per lui perché, per quanto lo segua poco, sono certo se lo meriti. Le poche volte che ho visto lottare Akira sono sempre rimasto piacevolmente impressionato dalle sue abilità, dal suo talento. Il ragazzo è un agile high flyer che sicuramente potrà affinare meglio le proprie doti in Asia, imparando dai migliori, e magari convincendomi che sarebbe un bene seguirlo. E credetemi, non sarebbe cosa da poco per uno piuttosto diffidente come il sottoscritto.

Akira invade il Giappone. Wow, sembra incredibile da scrivere. Pensate a quanto è pazzesca questa frase. Akira, un diciannovenne esile e minuto, che conquista una nazione grande come il Giappone. Un’espressione del genere ha qualcosa di ossimorico, eppure ha il suo perché. I sogni del giovane Akira possiamo immaginarli tutti a questo punto.

Ma cosa potrà apportare Akira in AJPW? Di certo, un wrestler eclettico e frizzante come lui non potrà che dare più movimento ai match della compagnia nipponica. Inoltre, apprendendo nuove tecniche, Akira non solo potrà misurarsi meglio coi suoi nuovi colleghi ma potrà soprattutto progredire come wrestler. Immaginatelo al suo ritorno in Italia: sono sicuro che federazioni da ogni parte d’Europa gli offrirebbero di lottare da loro. D’altronde, dopo un apprendistato così, come immaginarsi il contrario?

Ora, tutto è nelle sue mani. Sta a lui impressionare il Giappone come l’Italia per non cadere nell’anonimato e rendere vuota la sua esperienza asiatica. Akira deve lavorare molto su questo se vuole restare sulla cresta dell’onda, e deve iniziare fin da subito. Nel frattempo, deve chiaramente continuare a stupire.
Da parte nostra, noi tutti gli auguriamo il meglio. Io in particolare tifo per lui. Akira, invadi il Giappone.

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