I Cunt Speak #12: Consigli di Natale

Ok, sono stato assente una settimana e so di non esservi mancato, quindi bando ai convenevoli perché voi mi fate schifo almeno il doppio.

Sapete come si dice, no? A Natale siamo tutti più buoni. Stronzata. A me personalmente piace un sacco insultare i bambini che cantano e più di loro gli adulti che li convincono di essere bravi quando invece sono stonati come Arisa e fastidiosi come un dito sabbioso in culo. Senza contare poi i fans di Roman Reigns e quelli che vogliono farmi credere che il suo regno abbia dietro una costruzione credibile. Meh, 4/10 e sono buonissimo. A parte questo, però, Natale è anche il periodo delle cose belle. La soddisfazione di vedersi regalare ciò che si voleva è tanta (nel mio caso libri, giusto per puntualizzare) e poiché agli amici si fanno i regali, sempre che se li meritino, non sparlerò di nulla, o almeno ci proverò si intende, per elogiare e consigliarvi invece cinque match che nessuno e dico mai nessuno nomina, ma che tuttavia sono a modo loro dei piccoli capolavori passati in sordina. Non sono in ordine, quindi non iniziate a chiedermi quale preferisco tra questi. Non lo saprei proprio.

  • Ragnarok ‘n Roll Glass Crush Death Match for the CZW Ultraviolent Underground Championship: Jun Kasai (c) vs Danny Havoc (Best of the Best X)

Tra tutti gli incontri dalla connotazione ultraviolent, questo è a parer mio uno dei più belli degli ultimi anni, per vari motivi fondamentalmente: innanzitutto, il fatto che sia lungo e che al tempo stesso sembri durare cinque minuti, roba che dici “Cazzo, ma perché non continua all’infinito?” e il motivo di tutto ciò è il fatto che i due coinvolti sono dei veri e propri maestri, a modo loro, di questa disciplina. Sì, vabbè, stai a dire cose ovvie, The Crazy Monkey è il più sadico figlio di puttana che abbia mai messo piede sul pianeta Terra, le cicatrici che ha sul corpo saranno il testamento alla sua leggenda, mentre Danny Havoc è uno dei migliori deathmatchers che esistano, tutt’oggi, in questo sport. Tuttavia trovo che la chimica che questi due hanno trovato nell’incontro in questione sia stata a dir poco mostruosa, con una combinazione di spots superlativa, fasi di dominio da entrambe le parti alternate a momenti equilibrati e dannatamente competitivi. E’ come se li avessero fatti salire sul ring e avessero detto loro “Sapete già cosa fare” e questi due, in effetti, ci sono riusciti a meraviglia.  La qualità più grande poi è che secondo me non sono mai e ripeto mai scaduti nel banale o nello squallido, ma fortunatamente Kasai è di scuola giapponese e sa benissimo distinguere la follia dal gratuito inserimento di spot pericolosi completamente a caso. Pollice in su per questa contesa ultraviolenta che vi consiglio spassionatamente.

  • Dick Togo vs Zack Sabre Jr. (wXw 11th Anniversary Show)

Amo Dick Togo, adoro il suo stile duro, il suo selling spudorato e costante, la sua competitività. Cosa poteva succedere a metterlo in un incontro uno contro uno col miglior pro wrestler del mondo? Forse Zack ancora non poteva fregiarsi di quell’appellativo, c’era ancora molta qualità nelle indiès e il signore che entrava con Hey Scenesters si sarebbe migliorato ulteriormente col passare degli anni, ma cazzo, è stato qui secondo me che ha dimostrato quanto dannatamente fosse fuori dal comune. Avete visto il match anche abbastanza recente tra Antonio Honda e Dick Togo, nel quale quest’ultimo ha venduto il braccio infortunato in una maniera tale che a guardarlo mi dicevo “Non mi sto toccando ma ora vengo, non mi sto toccando ma ora vengo, non mi sto toccando ma ora vengo”? Ecco, se la risposta è sì visionatevi di nuovo quello nella mente e poi trasferitelo in Germania, davanti a un pubblico leggermente meno cospicuo e con Sabre Jr. a fare la parte di Honda, ma al tempo stesso variando il copione tecnico della sfida con manovre completamente diverse. E’ stato un po’ uno scontro generazionale tra due pro wrestlers appartenenti a mondi differenti se vogliamo, con la durezza dell’atleta del Kent contrapposta allo strong style pulito dell’ex membro del Kaientai. E’ facilmente reperibile, tra l’altro, basta acquistare il DVD edito dalla stessa Westside Xtreme Wrestling intitolato “Burning Heart” e dedicato per l’appunto ai migliori incontri che Zack ha combattuto nella federazione tedesca. Guardatevelo concentrati, perché ogni mossa ha un suo perché ed ogni azione è perfettamente amalgamata all’interno della contesa e non ve ne pentirete.

  • Jushin Thunder Liger & El Samurai vs Delfin & Monster Zeta Mandora (Osaka Pro 1/7/2001)

Avete voglia di un po’ di azione frenetica dannatamente divertente? Benissimo, questo match di coppia fa per voi. Si tratta di un incontro ben lontano dagli standard obbrobriosi definiti dagli spot monkeys americani nel corso degli ultimi anni, è un incontro coinvolgente, che mischia tecnica ad azioni aeree e di coppia incredibilmente convincenti. Penso proprio che i quattro fossero presi bene quella sera e che abbiano trovato una chimica invidiabile. Mandora e Delfin poi sono stati una scoperta davvero gradita, El Samurai e Liger invece una garanzia che ha trovato del pane per i suoi denti in questa sfida all’ultimo respiro. Perché in effetti è stata anche questo: incredibilmente combattuta. Non riuscirete a staccare gli occhi dallo schermo, ve lo assicuro.

  • Mikey Whiplash vs Lewis Girvan (ICW Friday Night Fight Club Season 2 Ep. 2)

Se avete visto il loro match a Barramania, fidatevi se vi dico che non avevate visto assolutamente niente. Si era trattato di una contesa tecnica, ben combattuta, condita da ottimo wrestling, nella quale era ben sottolineata la differenza d’esperienza tra il Necromancer e il Self Proclaimed Best Young Wrestler in Europe. La paura e il rispetto guadagnati con l’esperienza contro la spocchia di un giovincello incredibilmente talentuoso e pronto a far vedere agli altri di che pasta era fatto. Era finito in favore proprio di Girvan grazie solo al provvidenziale intervento di BT Gunn, ma Mikey Whiplash non è rimasto a guardare e mesi dopo gli ha chiesto la rivincita in questo altro match. La volete sapere una cosa? Mi ha ricordato un po’ i due scontri avuti tra Extreme Panther e Brutus a Best in Italy e alla Super 8 Cup III. Non ci si può far niente, quando tra due atleti c’è sintonia, possono fare mille match tra di loro, ma ognuno di essi risulterà diverso dal precedente, con una storia raccontata differente e una tecnica che va migliorando ogni volta sempre di più. Girvan in questo caso si è messo il vestito della festa e guidato dal membro della Legion è riuscito a dare sfoggio delle sue migliori abilità tecniche. E per quanto riguarda Mikey.. qualcuno è ancora convinto che sappia solo combattere match hardcore? Spaccatevi un neon in test e infilatevi le schegge nei coglioni. Seriamente.

 

  • One on One Match for the CZW World Heavyweight Championship: B Boy (c) vs Jon Moxley (11th Anniversary Show)

Sarà che sono di parte, sarà che adoro gli ibridi che sanno combattere sia in maniera tecnica che hardcore/ultraviolent, ma ho visto questo match un sacco di volte ed ad ogni rewatch mi sembra migliore della volta precedente. Nessuno e ripeto nessuno, tra i fans di Jon Moxley che ho conosciuto, si caga di striscio questa contesa. E’ come se lo Street Dog in carriera nelle indiès avesse fatto solo il match con Brain Damage e, a esser fortunati, se uno ha spulciato su Youtube più del dovuto, il Tangled Web Match insieme a Sami Callihan contro Scotty Vortekz e Drake Younger. Ora, sia ben chiaro, questo non è l’incontro più bello della sua carriera, ma è certamente uno di quelli meglio gestiti e combattuti. B Boy utilizza la sua durezza di colpi e la spettacolarità delle sue manovre (perché credetemi, nessuno si ricorda mai della sua esistenza o quasi, ma è un vero peccato, perché si tratta di uno dei talenti più cristallini degli ultimi dieci anni, come minimo). E non guardarlo considerando anche che è disponibile gratis online è un sacrilegio, un fottuto sacrilegio.

L’azione frenetica, la competitività, le manovre dure da entrambe le parti mi hanno fatto rimanere con gli occhi incollati allo schermo per tutto il tempo. E’ quel classico esempio di match di pro wrestling che guardi pensando “Ma deve per forza finire?”. Poi magari sono io troppo emozionale o di parte, ripeto, ma secondo me tra tutti gli incontri passati in sordina o sottotono nella storia del pro wrestling, questo è uno di quelli che maggiormente meriterebbe la visione. Quindi fatelo o, in caso contrario, continuate a pubblicare foto dello Street Dog (non dico quello vero, altrimenti qualcuno poi piange) campione intercontinentale o “quando era nelle indiès”. Tanto a me fa ridere pensare che vi sditaliniate o vogliate assomigliare a lui senza manco un minimo di cultura su quella che è stata la sua VERA carriera, il suo apice, il suo punto massimo del cazzo.

E detto ciò, penso di essere stato sufficientemente esauriente. Mi auguro (anzi, a dire il vero no) che i miei consigli vi possano essere utili. Non venite a scrivermi “Ma non hai messo questo match o quest’altro, perché?”, dato che per prima cosa sono scelte mie personali e soprattutto non è una classifica. Godetevi il pro wrestling anche a Natale, ragazzi, perché è uno dei regali più belli che il mondo continua a farci.

E ricordate sempre che Gesù esiste ancora meno di Babbo Natale.

Francesco Pozzi

Editorialista da tre anni, appassionato spudoratamente di questo sport da undici. Amante di qualsiasi tipo di stile di pro wrestling ci sia al mondo, con una predilizione per lo Strong, il British e l'Hardcore Style. Indyviduo, in fissa con alternative rock e metal, difficile trovare una stanza di casa mia che non abbia libri o fumetti. Nerd with an attitude.

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