I Cunt Speak #14: Anche gli inglesi provano ad allungarselo

A me certe persone fanno fottutamente ridere. Sul serio, devo tenermi la pancia per quanto sghignazzo solo a vederle. Di cosa sto parlando? Di una malattia che da anni imperversa nel mondo del pro wrestling ma della cui presenza nessuno sembra riuscire ad accorgersi: la sindrome del “chi ce l’ha più lungo”.

Ecco che torna a parlare di EPW. No, niente di più lontano dalla verità. Chi se li incula, detto fra di noi, a parte quei soliti cinque stronzi che di questo sport ne sanno come Sasha Grey di immacolata concezione e quelle persone esperte (o comunque competenti, che lo sono davvero senza scherzare) che sperano di vedere un ottimo prodotto e finiscono sì per non tornare a casa delusi, ma con un sapore fortemente amaro in bocca derivato da decisioni di booking discutibili e dall’ego spropositato di certi coglioni che sul ring non dovrebbero starci neanche a pagare oro?

No, questa volta non si parla di Italia, ma di Inghilterra. E precisamente di 5 Star Wrestling. Eh, cosa pensavate, che passasse inosservato tutto questo ai miei occhi? Dalle pubblicità messe in rete dal signor Jimmy Havoc, che io seguo piuttosto assiduamente sui social network, ho potuto vedere quanta potenzialità, quanta dannata qualità questi figli di buona donna avessero bookato. E sì, perché no, parlo anche di Carlito e Colt Cabana, che sono rispettivamente un sempre poco paziente ma buon worker e un atleta troppo e ripeto troppo preso per esclusivamente comedy ed in realtà molto abile all’interno dello squared circle. Solo che se poi mi chiami performers per vedere i quali la gente ammazzerebbe la propria madre e se la mangerebbe a colazione e poi in una sola serata mi fai finire due incontri per squalifica, non è che sei un fico che sa costruire stories, sei semplicemente uno spendaccione maledetto che vuol mostrare al mondo intero la potenza del proprio glande.

E fosse solo quello il problema, per dio! Se il booking non è abbastanza, c’è la collocazione in card dei match. AJ Styles vs Rey Mysterio, che per quanto sia, ripeto, un voler dimostrare di avercelo lungo per averli chiamati e farli affrontare per la prima volta, è la terza sfida della serata e Carlito vs John Morrison come Main Event. Senza poi contare i classici errori di merda, tipo che Jimmy Havoc, Marty Scurll e Will Ospreay sono andati l’uno contro l’altro, lo stesso hanno fatto Coffey e Sabre (che ci sta eh, è un Dream Match praticamente, ma a questo punto avrei puntato su combinazioni internazionali già che c’eravamo e avrei posticipato questo match ad un altro evento senza import) ed anche i 55 e il team composto da Martin Kirby e Lou King Sharp, già visto tra le altre cose a PWE Fallen Angel 2014 in un buon match contro la NAK.

Ho sentito parlare anche abbastanza bene di alcune contese, si intende, specialmente quella che ha aperto la serata tra il Best in the World e l’Iron Man della Insane, ma c’è un limite alla sopportazione di un booking di merda.

Cioè, questi sono riusciti a passare per una pseudo major coi soldi mettendo contro l’uno con l’altro gli atleti importati fuori. Che cazzo è, un tour o uno show congiunto con pro wrestlers provenienti da altri continenti? Io giuro che queste cose mi fanno veramente prendere le fottute staffe. Che poi ci si lamenta perché quegli idioti di Superstars of Wrestling UK hanno bookato Sam Adonis contro Shinsuke Nakamura ed era stato programmato che Hiroshi Tanahashi affrontasse Danny Collins. Cioè ok che lo show non si è svolto perché tanto stanno pure per chiudere, va bene che Collins e Adonis son due atleti che per quanto bravi (o almeno così mi han detto) non sono davvero al livello dei loro avversari nipponici, ma almeno qualcosa si sono inventati. Ed invece no, è tutto bello così: Import vs Import e il resto lo mettiamo lì come riempitivo. E il riempitivo si chiama Zack Sabre Jr., Joe Coffey, Martin Kirby, Lou King Sharp, Kid Fite e Timm Wylie, tutto insieme allo stesso tempo.

Dal cuore, ragazzi miei: siete inglesi, venite da una terra dove praticamente è tutto bello dal dopo guerra nelle Falkland e il governo Thatcher. Siete degli snob di merda ma sapete anche far tanto bene il vostro lavoro e siete uno dei paesi in cui il pro wrestling maggiormente prospera. Il margine di qualità è come minimo ottimo, dunque vi consiglio, se cercare di superarsi non è davvero un qualcosa al vostro livello e sapete che osare vi porterà ad una figura di merda.. non ci provate nemmeno.

E contate il fatto che a me gli italiani stanno sul cazzo e spesso e volentieri l’organizzazione di certe cose è roba da dita in culo con la sabbia.

Per oggi è tutto, tornate pure, nel caso per voi le mie parole fossero perentorie e prive di fondamento, ad allungarvi il cazzo.

Regards.

 

Editorialista da tre anni, appassionato spudoratamente di questo sport da undici. Amante di qualsiasi tipo di stile di pro wrestling ci sia al mondo, con una predilizione per lo Strong, il British e l’Hardcore Style. Indyviduo, in fissa con alternative rock e metal, difficile trovare una stanza di casa mia che non abbia libri o fumetti. Nerd with an attitude.

Francesco Pozzi

Editorialista da tre anni, appassionato spudoratamente di questo sport da undici. Amante di qualsiasi tipo di stile di pro wrestling ci sia al mondo, con una predilizione per lo Strong, il British e l'Hardcore Style. Indyviduo, in fissa con alternative rock e metal, difficile trovare una stanza di casa mia che non abbia libri o fumetti. Nerd with an attitude.

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