I Cunt Speak #60: Mettiti in Posa

Era tanto che non mi facevo sentire, ma non sono qui per perdermi in convenevoli. Vi racconterò una storia: stavo lì con la mano nella patta che scrollavo Facebook e la prima cosa che mi è balzata all’occhio è stata una notizia: Michele Posa, il noto commentatore di Sky che nonostante la competenza maggiore rispetto a tutti i suoi colleghi tranne uno che si fa chiamare Padrino, aprirà una rubrica in cui farà parlare di pro wrestling alcuni YouTuber. Bella idea, no? Potrebbe avvicinare qualcuno alla WWE, per non dire proprio alla disciplina, giusto? Il mio cazzo. Ma vediamo di argomentare meglio.
Cosa si fa di solito quando si vuole far approfondire o interessare la gente ad un argomento da cui, mediamente, sta lontana? Mi pare ovvio: chiami gente competente a collaborare con te, la fai parlare in pubblico o davanti ad una telecamera e grazie ai numerosi media di facile accesso oggi (sfortunatamente) presenti sulla scena internazionale permetti loro di diffondere ciò che c’è da dire. Avete notato? Ho scritto “ciò che c’è da dire”, non cosa pensano. Perché se SickWolf, MikeShowsha e soprattutto Mr. Flame possono parlare di pro wrestling, allora io mi metto una bella tunica del cazzo e mi metto a tirare piscio che spaccio per acqua santa in faccia ai miscredenti per far credere loro che Dio esista.
E sul serio, me ne sbatto se qualcuno si offende per questo articolo, anzi, leggetelo e querelatemi, io ci guadagno solo di visualizzazioni e notorietà, sapete che cosa stracazzo me ne frega. Tanto la pensate tutti così, no? Finché gli altri come pecore di merda leggono e guardano ciò che fate, siamo apposto. Lasciate che vi precisi una cosa, imbecilli: visualizzazioni e immagine sono due cose completamente distaccate, nel loro essere dipendenti in un certo senso l’una dall’altra.
Volete che sia più specifico? Benissimo.
SickWolf: ammette egli stesso di essere un tifoso, di guardare il pro wrestling per divertirsi. Fa video su Youtube? Benissimo, te li guardo anche volentieri, sono il primo a dire che vivere le proprie passioni anche con un accenno di distacco contribuisce al divertimento e al maggiore godimento delle stesse. Però se hai un briciolo di umiltà, e spero lui ce l’abbia e cambi mentalità ma credo sia più facile che io mi converta al cattolicesimo e vada a messa ogni domenica, inizi ad informarti, ti fai un’idea generale, leggi e ripeti la storia, memorizzi tutto ciò che c’è da ricordare. Sennò non accetti un impiego solo per soldi. Sei un mantenuto del cazzo, fanno sempre gola i dindini, certo, ma non ne hai effettivo bisogno. Sarebbe come se mi chiamassero a commentare la MotoGP. Io non ne so niente, sono il primo ad ammetterlo, ma almeno ci proverei a capirne qualcosa, sennò prima di fare una colossale figura di merda mi tirerei indietro. Ma ehi, il pro wrestling in Italia è solo una baracconata da guardare senza mai riflettere un po’ sui suoi significati più reconditi ed è allo stesso livello di un’Isola dei Famosi a caso, giusto? Un bel reality show dei miei coglioni. Ma vaffanculo.
Parliamo di MikeShowsha: ok, ha avuto contatti più ravvicinati con la disciplina. Ma salire sul ring per stare all’angolo di un pro e fronteggiarsi ripetutamente contro una marionetta che si è sempre spacciato per worker e tuttora millanta di essere credibile vale come esperienza seria? Perché a quel punto era meglio quando sono andato a fare il cretino davanti a 50 persone in WIVA facendo da manager ad un performer acerbo contro un trainee e il lottatore più frustrato della storia del pro wrestling italiano, voglio dire. Che poi basta vedere come si è comportato, per esempio, quando è andato a vedere Summerslam l’anno scorso, registrando quei vlog di merda e ridendo al face to face tra Rollins ed Ambrose e The Bar. Si può definire competente uno che non prende la cosa seriamente? Non è fottuto comedy, ognuno reagirà come gli pare, ma è ovvio che poi la gente lo prende come una baracconata da circo se agisci in questa maniera, che cazzo.
Su Mr. Flame non me la sento neanche di pronunciarmi troppo, sarei pericolosamente offensivo. Zeb89 vs Bello FigoGu su WWE 2K18? Oh, jesus fuck. Quelli che col wrestling si divertono. Ma andate a giocare in mezzo al traffico.
In tutto ciò, però, non si è analizzato il vero problema dell’intera questione. La metastasi dell’immenso tumore professionale rappresentato da questa pseudo opportunità per il pro wrestling di crescere di notorietà nel nostro Paese. Questo problema l’ho citato all’inizio, si chiama Michele Posa. Ora ok, si è sempre impegnato molto per promuovere la disciplina in Italia, fa il commentatore da tanti anni, avrà le sue competenze, ma io ci ho provato a vedere i suoi video. E veramente, è come guardare un paralitico che opera al cervello con un paio di pinzette. Esperto che dice cose giuste? A me sembra più di vedere un dipendente a pecoroni che pur di non perdere il proprio lavoro è disposto a scendere a qualsiasi tipo di compromesso. Chi non lo farebbe, dite voi? Per l’amor di Dio, lo faremmo tutti. Ma almeno un po’ di umiltà, cristo Iddio. Non puoi venirmi a dire che sarebbe un affronto professionale verso i tuoi colleghi se tu collaborassi con gente che tratta solamente di pro wrestling se poi contribuisci alle visualizzazioni di tre imbecilli che ne capiscono meno di quanto Benito Mussolini comprendesse l’uguaglianza tra etnie. Notare poi la supponenza con cui risponde ogni volta. Assurdo, ragazzi, io veramente non ho più parole per descrivere una simile schifezza. Infilarti le piume nel culo non fa di te una gallina. Così come gongolare insieme al tuo compagno di merende di una vita con i tatuaggi anche nel buco del culo non fa di te un commentatore serio solo perché oltre alla WWE hai le tue competenze in ambito di puroresu, pro wrestling europeo e via dicendo. Avete sentito cosa cazzo dicono adesso Posa e Franchini? Sono serio, non sono quello che si incazza se non sente il nome di ogni singola mossa, ma almeno non eccitarsi per il culo delle lottatrici e cercare di seguire un minimo l’azione mi sembrano requisiti minimi per fare questo lavoro.
Perché si parla di quello: lavoro. E io non me la bevo che tutti i commentatori del mondo sembrino seri mentre i nostri assomigliano alla versione affetta da disturbi psicologici seri degli Hugo Savinovich e Carlos Cabrera dei tempi d’oro, quelli che si trovavano omoni grossi e sudati sui loro tavoli ad ogni fottuto evento. Anzi, mi tocca ingoiarlo, ‘sto stronzo grosso e umido, perché è la più pura verità. E’ arrivato il momento di smettere di pensare alla loro importanza nella pubblicizzazione dello sport sul suolo italico e bisogna capire quanto siano inadeguati alla loro professione e, in particolare, quanto Posa sia una testa di cazzo supponente ed egoista la cui massima aspirazione può essere ormai sognare i tempi in cui scriveva le puntate di Sarabanda.
Perché in fondo è bello dire la propria e non permettere agli altri di alzare un attimino di più il tono nella risposta pena il blocco sulla propria pagina, giusto? Così come è bello dare spazio sui social a chi non lo merita davvero. Consiglierei a Michele di fare una cosa, invece di gesticolare così tanto risultando più insopportabile di un taglio sotto al mignolo: iniziare a commentare seriamente, magari prendendo da chi ne ha fatta una professione seria per tutta la vita. Non si smette mai di imparare, giusto?
Ora la smetto perché se tiro fuori altro rancore mi scoppia il fegato. Magari guardo qualche match chiedendomi se valga la pena credere ancora, dopo decenni di tentativi, che un vero boom del pro wrestling sia possibile in Italia. Nel dubbio, andatevene tutti a fanculo.

Francesco Pozzi

Editorialista da tre anni, appassionato spudoratamente di questo sport da undici. Amante di qualsiasi tipo di stile di pro wrestling ci sia al mondo, con una predilizione per lo Strong, il British e l'Hardcore Style. Indyviduo, in fissa con alternative rock e metal, difficile trovare una stanza di casa mia che non abbia libri o fumetti. Nerd with an attitude.

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com