I Cunt Speak #9

Quante cazzo di volte vi è capitato, mentre guardavate un match di wrestling, di osservare l’azione e pensare “Mmh, qui c’è qualcosa che non va, oggettivamente”? Tante, presumo. E in quali occasioni se non gli incontri hardcore?

Ok, è partito di nuovo, fermatelo.

No, lasciatemi spiegare e vedrete che il senso del discorso si eviscererà da solo.

Ordunque, prendiamo la vecchia CZW: la Combat Zone Wrestling era originariamente nata grazie, tra gli altri, a quel bastardo psicopatico di Zandig che riunì quelli che neanche erano dei semi pro per permetter loro di disputare incontri al limite della pericolosità utilizzando oggetti di ogni sorta e tipo. Risultato? Accanto a pazzi stronzi come Wifebeater, Nick Mondo, Ian Rotten, Lobo, Necro Butcher e compagnia, andarono pian piano a formarsi dei veri e propri pro wrestlers, gente che mica solo ti sa svolazzare per ore su un ring senza una trama di sottofondo, scordandosi di vendere ogni cosa (e qui potremmo nominare un flyer inglese che sta ottenendo un discreto successo ultimamente, ma vabbè, per il resto è talentuoso e quindi mi astengo). No, stiamo parlando di artisti mai veramente riconosciuti. Partendo da Ruckus e Drew Gulak fino ad arrivare ai ben più conosciuti Jon Moxley e Sami Callihan (mi sono rotto il cazzo di dirvi chi sono ora o chi sono stati in WWE, cercate su Wikipedia). Certo le uova marce c’erano anche lì, dato che per quanto non possa ammettere che odi John fuckin’ Zandig, perché a vedere alcuni dei suoi massacri anche più recenti, da segnalare il match da lui avuto al Tournament of Death 8.5 contro Nick Gage, per non parlare su tutti di quell’incontro a Night of Infamy 2002 dopo il quale sia lui che Wifebeater dichiararono di non essere arrivati mai così vicini alla morte come in quell’occasione, devo dire di essermi non poco divertito. Tuttavia, egli era tutto fuorchè un wrestler e sfruttava la sadica spettacolarità per far divertire i tifosi.

E vabbè, dice uno, dopo tutto quello che ha fatto voglio dire, mica ci si metterà a fare i bambini viziati lamentandosi, no? In effetti no, poco si può dire su di lui, in quanto ha anche sempre dato spazio ai giovani di lanciarsi, inserendosi quando doveva per mandare over gli altri e regalare spot ultraviolenti tendenzialmente esagerati ma, aprendo la mente, spettacolari.

Poi però, togliendo le tragedie della IWA Mid South che, per quanto amandone i trascorsi iniziali con CM Punk, JC Bayley, Chris Hero, Colt Cabana e company, oltre ai tempi un po’ più recenti nei quali ad esibirsi lì erano i talentuosi Cutter Brothers assieme agli altrettanto bravi Drake Younger, Jon Moxley, B-Boy, Devon Moore eccetera,  ho sentito abbia organizzato match in cui ciccioni senza la minima base tecnica si spaccavano lavandini in testa, si arriva in Italia.

Ed è sempre lì che si va a rifinire. Perché la gente non si allena. E purchè sia questa una cosa imperdonabile, parlo quindi del salire sul quadrato senza una preparazione costante e un ripasso continuo delle proprie tecniche atto anche a migliorarsi, volendo trascurarlo si ricade in un problema ancor più grande: lo studio della disciplina.

Io sono di parte, di pro wrestling ne guardo tanto, non per accumulare ma per cercare di capire. Ho i miei preferiti e i miei sfavoriti, ma praticando la disciplina seppur da poco provo ad imparare qualcosa di nuovo anche attraverso le immagini. Certo, non sono mai salito all’interno dello squared circle come pro wrestler, ma credo sia oggettivo che passare da una fase di chain ridicola ed anzi quasi inesistente a una serie di spot estremi con dei neon è.. come dire.. abbastanza fuori luogo. O forse bisognerebbe dire forzato.

Ma ehi, che cazzo ce ne frega? Noi possiamo fare quello che vogliamo, siamo i più estremi, siamo i reietti, siamo i pazzi, siamo i r.. no, teste di cazzo. Quella è la Insane Championship Wrestling. E voi non vi ci avvicinate manco per il pene di Dio.

Censuratemi pure questa volta, non me ne frega una sega. Ho detto pene di Dio, uh, che blasfemo. Andate a farvi fottere insieme a questi coglioni.

Che poi servisse a molto circondarsi di personaggi “famosi” (come se avere tipo trentamila iscrizioni al canale Youtube volesse dire essere delle stars.. ah no, si dice web star.. ma mollatemi una sega e fatevi venire addosso) per nascondere il fatto di essere una promotion piena di poveri cristi che cacciano via qualsiasi atleta con una base tecnica e fanno salire sul ring il primo che capita. Sarà forse che vogliono essere grandi formando un mucchio improbabile, giusto per compensare di essere dei fottuti perdenti che non riescono neanche a farsi spompare da ragazze consenzienti.

Fate un favore al panorama: qualcosina, ma proprio ina, di buono l’avete fatta. Ora non mi sembra abbiate le credenziali per andare avanti con tutta la competitività che federazioni di calibro più che decente sprizzano da ogni loro poro.

Ritiratevi, magari trovate posto in un qualche settore dell’agricoltura cui avreste dovuto precedentemente essere relegati.

Ah, a titolo informativo: non ho fatto nomi perché almeno se qualcuno ci si riconosce e mi viene a rompere i coglioni, poi magari si accorge di corrispondere perfettamente alla descrizione che di lui ho dato.

Regards, tranne che per voi, totali estremi combattenti.

 

Francesco Pozzi

Editorialista da tre anni, appassionato spudoratamente di questo sport da undici. Amante di qualsiasi tipo di stile di pro wrestling ci sia al mondo, con una predilizione per lo Strong, il British e l'Hardcore Style. Indyviduo, in fissa con alternative rock e metal, difficile trovare una stanza di casa mia che non abbia libri o fumetti. Nerd with an attitude.