I’m coming home – parte 1

We The Wrestling è il luogo ideale dove scrivere ed esternare i propri pensieri, di qualsiasi tipo. Non siamo politicamente corretti e del resto ci frega poco, quasi nulla. Guardiamo a noi e a nessun altro, altre polemiche non ci interessano.

Il 2015 è stato un anno per certi versi da incorniciare, per altri no. Allwrestling.it è morto, così d’improvviso, per problemi che non stiamo qui a raccontare e che consideriamo solo una pagina brutta della nostra storia: la passione ci ha fatto ripartire sempre. Siamo rinati e abbiamo ricominciato, seriamente, a divertirci. Da stagno, quale siamo per molti, ne sono sicuro, continuiamo a fare il nostro lavoro con dedizione e costanza senza fermarci. Non partecipiamo alle polemiche di chi si crede il migliore: noi lo siamo per noi stessi, questo ci basta. Non vogliamo insegnare niente a nessuno, non pretendiamo di dare lezioni a chi è bravo, ma ci permettiamo di alzare la voce con chi è mediocre e si reputa una spanna, molto poco umilmente, sopra tutti. Non facciamo (ancora) milioni di visite né abbiamo la pretesa di farle: arriveranno, se i lettori vorranno. Per il momento ci bastano quei pochi, ma buoni, che ci seguono e ci leggono con costanza. Il 2015 è riassunto così, ecco il motivo di questo sproloquio. Cosa ci porterà il 2016? Lo scopriremo, col tempo.

Bilanci? Ce ne sarebbero da fare. Partiamo dal wrestling web. Quanto squallore si legge in giro. Pezzi superficiali, per lo più, ripetitivi e banali. Alcuni non interesserebbero nemmeno Andrea Diprè, che è il re del trash. Altri hanno qualcosa di interessante ma non soddisfano pienamente. Perché? Perché la grande rivoluzione del web, nel mondo della comunicazione, è questa: scrive chiunque, basta avere una minima infarinatura di lingua inglese e un minimo di conoscenza della lingua italiana, ma spesso questo elemento è superfluo. Spesse volte la passione non basta o meglio non è abbastanza. Spesse volte si ha una visione quasi sempre parziale e mai totale. Penso alla WWE che viene in Italia e chiama a raccolta tutti: d’improvviso scompaiono Alpi ed Appennini, ci si muove, non esistono frontiere. Poi penso ad una federazione italiana che fa show da dieci in pagella e la solita frase “Eh, ma è in culo al mondo”. Bene, che visione totale si può avere, e con quale pretesto si può parlare con pretenziosità, se si segue solo una corrente e si snobba puntualmente l’input che proviene dall’interno? Perché se è una cosa è americana, per la stragrande maggioranza, è bella sempre. Se invece è italiana, solo per il fatto di essere prodotta e pensata qui, non merita altro se non un accenno.  Questa è una comunità veramente ambigua: trovi di tutto, ogni razza di cristiano. E non me la prendo tanto con i bambini di dodici anni, la cui età riporta alla mente il dodicenne che sono stato e che viveva il wrestling in una certa maniera, per molti versi simile, meno accentuata di certo, ma non esistevano ancora i social dieci anni fa. Me la prendo con tutte quelle persone adulte che credono di essere chissà chi e invece, poveri loro, si perdono nel superfluo. Peggiori sono quelli che rifiutano il dialogo e sono un tutto “Ok, pensala così ma la mia idea è questa”. Bene, andrete avanti nella vita. Se non riuscite a comunicare tramite un PC, immagino come comunichiate di persona. Perché poi, dal PC, si pretende di sapere e conoscere una persona, ci si permette anche di imporre le proprie opinioni, di continuare discorsi senza senso e privi di contenuti ed argomentazioni valide. Poi ci sono tutte quelle persone che giustamente sono un gruppo a parte, che vivono la loro passione in un determinato modo e non seguono le mode e che hanno, per quel che vale, la mia stima. Il 2015 è andato, su per giù, visto dai miei occhi, in questo modo. Non ci vuole tanto, basta andare in qualsiasi gruppo Facebook e notare tutto ciò che ho scritto. Probabilmente lo sapete già, ma non me ne frega, volevo dirlo.

Non voglio tediarvi in questo principio di 2016, voglio solo augurarvi buon anno. Voglio solo augurarci rapporti più distesi, meno pretenziosità, meno superficialità (che anche noi abbiamo, ci mancherebbe). Voglio solo augurarvi collaborazione, amicizia, crescita, unilaterale, di gruppo. Siamo un movimento che sta crescendo, ma su strade diverse. Alcuni proseguono su un cammino comune, altri giocano a sentirsi speciali, i migliori, una sorta di Massoneria. Mi auguro che non si voli solo per gli americani, mi auguro che non si sentano più i soliti “Io ho fatto”, “io ho detto”. Ma che si parli di un noi, di stima e di amicizia, senza inutili odi e rancori, senza giocare a chi ce l’ha più lungo. La prima parte di questo sproloquio la chiudo qui, sulla strada del ritorno da Parigi. WTW mi permette di dire tutto ciò: se i click saranno cinque sarò comunque contento. Ho detto la mia, preservando la mia onestà intellettuale, non mettendo niente per cui vale la pena cliccare, né foto di wrestler né foto di donne nude né foto rilevanti ed esclusive. Buon 2016, che sia un anno scoppiettante. Io lo comincio così. I’m coming home.

Non c’è niente da dire, niente da vedere..
Ok, comune ragazzo di ventunenne con la passione per il Wrestling, dal 2003, credo.

Gennaro Donnarumma

Non c'è niente da dire, niente da vedere.. Ok, comune ragazzo di ventunenne con la passione per il Wrestling, dal 2003, credo.

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