Insane Championship Wrestling: Spacebaws episode 1: Raiders of the Lost Ark – 31 maggio 2015

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Il giorno dopo aver fatto beneficienza con Afternoon Delight, la ICW torna al familiare Garage per Spacebaws Episode I: Raiders of the Lost Ark, il quarto show della serie “Spacebaws” (si capisce perché si chiama “Episode I”, VERO?).

In teoria, “Spacebaws” è dedicato ai talenti emergenti della Insane, ai campioni del futuro; oggi, però, lo show sarà diviso in due parti: la prima metà sarà un normale show Spacebaws; nella seconda sarà filmato un episodio di Friday Night Fight Club – che sarà disponibile liberamente on line per 24 ore a partire dalle 8 di sera (ora italiana) di venerdì 5 giugno e si potrà poi riguardare su ICW On Demand. La card sembra ottima, vediamo come sono stati costruiti i match.

La parte di Spacebaws di apre con un match per determinare chi sarà il #1 contender al titolo Zero-G, ora in mano a Stevie Boy della NAK.

DCT v Lew

DCT, che è arrivato sul ring accompagnato dalla fidanzata Viper, subisce molto l’iniziativa di un Lewis Girvan particolarmente in forma, che si esibisce in una serie di mosse elegantissime. In particolare una sua Figure Four non fa rimpiangere il miglior Ric Flair.

DCT ha un po’ di iniziativa, esibendosi soprattutto nei suoi soliti Scoopslam, ma un Double Foot Stomp lo mette al tappeto. Viper, però, sta distraendo l’arbitro, che quindi non conta lo schienamento. DCT ne approfitta per un colpo basso e con un Roll Up vince il match.

DCT batte Lewis Girvan e diventa il #1 contender al titolo Zero-G

Parlavamo di titolo Zero-G – ed è il campione che sale sul ring. Stevie Boy, accompagnato da Chris Renfrew, si lancia in un lungo promo. Stevie non ha mai avuto il microfono nei suoi cinque anni in ICW, questa è la sua occasione; e non la spreca. Il promo parte in maniera meravigliosa, spiegando perché ha sentito il bisogno di abbandonare i Bucky Boys. Poi va un po’ in calare quando attacca verbalmente l’ex partner Davey Boy, ma comunque regge la tensione.

In conclusione arriva l’ex campione Zero-G Kenny Willliams, che sfida Stevie a un match. Il GM Red Lightning interviene dicendo che il match ci sarà, ma senza il titolo in palio.

Dave Conrad (con Christopher Saynt e Courtney) vs. Danny Rogers (con Rory Rogers)

Primo match “a sorpresa”, non annunciato.

I fratelli Rogers sono all’esordio in ICW, ma non sono due ragazzini. Mi risulta siano due wrestler di Edimburgo che per la prima volta si spingono a combattere a Glasgow.

Stavolta Conrad non può usare la potenza fisica, perché Rogers ne ha di più. È anche molto agile nonostante l’altezza non indifferente. È proprio Danny a condurre il match, tra mosse di agilità e colpi potenti.

Anche Conrad ha il suo spazio, anche se limitato. Fuori dal ring, nel frattempo, ci sono numerosi scontri tra Saynt e Rory.

Danny Rogers schiena Conrad; uno dei suoi due “assistenti” interrompe il conteggio, attirando l’attenzione dell’arbitro. Rory Rogers allora sale sul ring, e i due fratelli colpiscono Conrad con un 3D spettacolare permettendo a Danny di portarsi a casa la vittoria.

Danny Rogers batte Dave Conrad

Chris Toal ci ha promesso di presentarci “il nuovo Saqib Ali”. È il momento.

Saq

Saqib Ali (con Chris Toal) vs. Aspen Faith

Aspen Faith non merita nemmeno un’entrata, come i jobberoni della WWF di un tempo: sale sul ring senza musica né annunci, mentre Saynt e Courtney portano fuori Conrad. Faith è un wrestler di Aberdeen, con le trecce alla vichinga, un sostegno per una spalla che lo fa sembrare un gladiatore, la barba che a occhio ancora non cresce del tutto… un misto di riferimenti poco coerenti l’uno con l’altro.

Il “nuovo” Saqib Ali, presentato come “The Sultan of Swing”, ha i pantaloni rilucenti pieni di frange. Una cosa orrenda, ma lui finge di esserne fiero.

Parte il match.

Saqib svolazza un po’, pur non essendo un flyer puro; Faith invece non stacca i piedi dal tappeto, usa la potenza (non esagerata) e la tecnica, che sembra ottima. L’incontro è molto più equilibrato di quanto pensassi vista l’assenza di fanfare per Faith. Ali, frustrato dall’apparente incapacità di vincere, chiede a Toal il tappeto volante. Sale sul paletto, accetta un tappeto che poi si mette sotto i piedi per un Double Foot Stomp evidentemente letale – ma Faith riesce a spostarsi in tempo, attaccando poi Saqib e riuscendo a metterlo a terra per lo schienamento.

Aspen Faith batte Saqib Ali

Ali cerca di avere la sua vendetta su Faith, che l’ha appena sconfitto, e riesce finalmente a centrarlo con il Flying Carpet che lo lascia lungo disteso sul ring.

Solar vs. Andrew Wild

Un altro match non annunciato.

Il minuscolo luchador di Greenock Solar si scontra con Wild, sempre più potente (e pesante), che ha un nuovo gimmick – quello del nobiluomo. Diciamo che alla maggior parte del pubblico non piace, ma Wild ci gioca provocando qualche risata.

Il match è il solito match di Solar: tanti attacchi volanti da puro luchador, l’avversario risponde con la maggiore potenza (e chiunque è più potente di Solar, forse con l’eccezione di Lou King Sharp), lo schianta per terra e lo schiena. Niente di che, ma comunque un incontro guardabile.

Andrew Wild batte Solar

Stevie Boy vs. Kenny Williams

Per una volta, Stevie combatte senza la NAK a guardargli le spalle. Ne risulta uno spettacolare incontro tra due flyer che sanno usare la psicologia alla grande, due svolazzoni che sanno emozionare. Il ritmo è forsennato, i due non si risparmiano, i tentativi di schienamento si susseguono… finché, a sorpresa, non la spunta Williams.

Kenny Williams batte Stevie Boy

Mentre Williams, dimenticando che il match non è per il titolo, chiede la cintura, arrivano Wolfgang e Chris Renfrew della NAK ad aggredirlo. Corre a salvarlo Davey Boy, l’ex partner di Stevie nei Bucky Boys, che però viene atterrato a sua volta e finisce per subire un perfetto Canadian Destroyer.

Poster

Dopo l’intervallo, il GM Red Lightning sale sul ring. Prima di tutto annuncia che ci sarà un titolo femminile in ICW (bella cosa), poi comincia a insultare MC “Champagne” Simon Cassidy – il che lo fa naturalmente odiare da tutti. Ma interviene Mark Dallas, proprietario della ICW. Dice a Red Lightning che quello che vede è un abuso di potere, che Red Lightning non può permettersi di comportarsi in quella maniera… non lo licenzia ancora, ma si ritenga avvisato. Red tenta di protestare, ma Dallas continua. A novembre, dice, ci sarà Fear & Loathing VIII, cinquemila biglietti in vendita; non può permettersi di lasciare lo show nelle mani di Red. No, ci vuole qualcun altro. Qualcuno che comunque ne sappia di wrestling. Qualcuno che abbia vissuto col e nel wrestling. Un ex campione. Un Hall of Famer della WWE. Uno che ha chiesto di non essere un GM ma un Commissario… e a questo punto Dallas, che teneva una mano in tasca, la estrae… è coperta da un calzino bianco… il pubblico impazzisce, e Dallas urla in faccia a Red: HAVE A NICE DAY!

I canti per Foley si spengono solo dopo qualche minuto, ed è ora del primo match della seconda parte.

Fite vs LKS

Allievo contro maestro. Nanerottolo contro tecnico sopraffino. Eroe contro viscido traditore (accompagnato tra l’altro da James R. Kennedy).

Contro la saetta tascabile (che è anche il wrestler preferito di tua madre), Kid Fite domina facilmente. Sharp si esibisce comunque in uno dei momenti comedy migliori della serata: atterrato dall’avversario, inizia a dimenarsi come un pesce sulla riva del fiume, picchia i pugni per terra, scuote le corde come The Ultimate Warrior, corre intorno al ring come un indemoniato, poi si lancia contro Fite con una Spear micidiale… e Fite non se ne accorge nemmeno.

Comunque sia, dopo un po’ Kid Fite sembra stufarsi e conclude velocemente il match.

Kid Fite batte Lou King Sharp

Sale sul ring James R. Kennedy con una sedia. Ci si siede e inizia a lanciare carte da gioco sul corpo esanime del wrestler preferito di tua madre (ma anche della sua). Nessuno capisce cosa stia facendo. Poi sistema la sedia sulla testa di Sharp; Kid Fite sale sul paletto… ma interviene Aaron Echo, uno dei ragazzi della security, a fermarlo. Kid Fite lo insulta un po’, ricordandogli che “se sei della security significa che sei nell’Academy, il che significa che non sei ancora abbastanza bravo per combattere”. Echo risponde con i fatti, cacciando Fite e Kennedy dal ring e portando a spalle Sharp negli spogliatoi.

Tocca a Dickie Divers salire sul ring; il detentore della valigetta annuncia che ha intenzione di affrontare Drew Galloway a Fear & Loathing VIII, ma viene ovviamente interrotto da Chris Renfrew che annuncia: “Divers campione? Sul mio cadavere”. Poi, ovviamente, si lancia all’attacco. Intervengono anche Stevie Boy e Wolfgang, distruggendo il povero Divers che finisce anche in mezzo a un tavolo. Renfrew conclude imponendo a Divers di mettere in palio la valigetta a Shug’s House Party II, a fine luglio, in un Ladder match. Poi Divers viene portato via dalla security come un Cristo deposto.

Coffey v 7

La Seven Nations Army approda finalmente a Glasgow. Nonostante sia costretto, per motivi di diritti d’autore, a usare una musica diversa dalla solita, Trent Seven è bene accolto dai fan. Ma Coffey lo è ancora di più.

Il match comincia a mille. Strong Style puro. I due se le danno come fabbri. Botte.

Dopo qualche minuto il ritmo rallenta, con i due barcollanti. E il pubblico inizia a rispondere con qualche “This is awesome” meritatissimo.

Presto il match torna ad accelerare, con entrambi che arrivano vicinissimi alla vittoria, che finalmente sorride al più giovane dei Coffey. Finora, è senza dubbio il miglior match della serata.

Mark Coffey batte Trent Seven

Viper v SJ

Viper, da due giorni la campionessa di Fierce Females, esordisce dicendo che il titolo femminile deve essere suo. Sammii Jayne non sembra convinta e la attacca immediatamente. Ma sbaglia. Proprio nel senso che commette qualche errore di troppo.

Viper gestisce il match con la potenza e l’esperienza, e Sammii risponde con un’agilità superiore – ma purtroppo oggi sembra imprecisa, insicura. Peccato.

È comunque un match sufficiente, che Viper finisce per vincere.

Viper batte Sammii Jayne

BT v Whip

È un Falls Count Anywhere tra i due. BT Gunn sta attaccando Whiplash ormai da un paio di mesi, senza motivo. Whiplash ovviamente si difende.

Il match comincia come qualunque Falls Count Anywhere: fuori dal ring. I due lottano tra il pubblico, tentando schienamenti sui tavolini e sul banco del bar. Poi tornano verso il ring, e qui succede il fattaccio.

Un fan inizia a coprire di insulti BT Gunn proprio mentre questi gli passa davanti. È parte del gioco, BT Gunn risponde a tono, nessun problema. Ma poi questo imbecille sputa in faccia al wrestler. E si vede la faccia di Gunn cambiare, l’ira riempirgli il volto. Ma si trattiene. Una mano sulla spalla del fan, qualche parola più pesante… ma il cretino insiste tirandogli una birra in faccia. E BT Gunn non ci vede più dalla rabbia. Salta la transenna e comincia a riempirlo di pugni. Non è un work, non è uno spot organizzato: un deficiente ha fatto infuriare BT Gunn. La security li separa di forza, trasportando fuori l’idiota a spalle.

Whiplash approfitta del fatto che Gunn è fuori dal ring (e circondato dalla security) per un Senton dal paletto. BT Gunn assorbe il colpo, ma un paio di quelli della security cadono male e vengono portati fuori per recuperare. È il massacro.

I due tornano sul ring. BT Gunn pesca una serie di sedie di metallo (tutte di colori diversi, tinte pastello come all’asilo) e naturalmente le usa. Whiplash vola su due di queste, aperte. Entra in campo (e sul ring) anche il gradino di metallo, sul quale è BT a volare. Whiplash recupera un sacchetto di puntine. È il primo a finirci in mezzo, ma non è che Gunn riesca a tenervisi lontano. Poi, con Whiplash a terra bloccato dal gradino di metallo, BT Gunn recupera una scala. La sistema vicino all’angolo. Aiutandosi con le corde, vi sale. Sembra pronto a volare, ma Whiplash improvvisamente lo raggiunge… se lo carica in spalla… e giù, un volo dalla scala, sulle puntine, tra il gradone di metallo e le sedie. BT Gunn è fuori combattimento.

Mikey Whiplash batte BT Gunn

Che match. Intensità, violenza, gran mosse, pericolo, un po’ di sangue (ma si tratta quasi di sicuro di un incidente, Whiplash ha un rivoletto rosso su una tempia, niente di che)… la ICW di un paio di anni fa sembra tornata, nel bene e nel male.

Marco Piva

Non c'è niente da vedere. Su, su, circolare. Va bene... ho 40 anni, vivo in Scozia, guardo il wrestling da Wrestlemania III, ormai non sopporto più la WWE ma seguo con cura tutte le indipendenti possibili.

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