Benvenuti a Inside AEW, sono Mario Marino e sono felice di entrare a far parte dello staff di We The Wrestling inaugurando questa rubrica che rappresenta per me una sfida davvero affascinante. Una sfida rappresentata dalla stessa realtà che è l’AEW che ha inevitabilmente cambiato il panorama nel mondo del Wrestling negli Stati Uniti e di come narrare un qualcosa di fatto inedito sia per me una sfida non da poco. Ci aggiungo anche il periodo storico che stiamo vivendo per via del Coronavirus che ha finito per cambiare non solo lo stile di vita di ciascuno di noi ma anche l’affresco di cui sto per raccontarvi. L’AEW, così come la WWE, sta continuando i suoi show a porte chiuse e questo ha finito inevitabilmente per cambiare lo spettacolo che ci troviamo di fronte. Non ultima il rinvio dell’attesissimo Blood and Guts (il War Games made in AEW) tra Elite e Inner Circle che avremmo dovuto avere questa settimana ma è stato dovuto rinviare per gli ovvi motivi. Al suo posto abbiamo avuto un episodio composto da: Cody vs Jimmy Havoc, Darby Allin vs Kip Sabian, Jake Hager in azione, Brodie Lee vs QT Marshall, Kenny Omega vs Sammy Guevara per il titolo AAA e infine il confronto tra “Le Champion” Chris Jericho e il debuttante “Broken” Matt Hardy.

The Nightmare Cody vs Jimmy Havoc

Iniziamo proprio dal match che ha aperto la puntata ossia quello tra “The American Nightmare” Cody e l’ex star della PROGRESS Jimmy Havoc. Il match risulta essere una buona contesa che evidenzia una buona offensiva da parte di Havoc in alcune fasi dell’incontro ma alla fine è lo status da Main Eventer di Cody a prevedere. Interessante il promo di Jake The Snake che evidenzia come l’Elite visto il suo legame noto con la New Japan Pro Wrestling fosse bene a conoscenza del potenziale distruttivo di Lance Archer ma ha deciso di ignorarlo perché ne è terrorizzata. In questo segmento si vede quello che è il punto di forza del prodotto offerto da Dynamite ossia la regia durante i match e i segmenti registrati che ricordano quelli che offriva un tempo Lucha Underground. Quello di settimana scorsa nel suo essere “tamarro” era maggiormente in linea con la federazione di “El Rey Network” mentre questo mischia quel tipo di regia con una certa sobrietà ed essenzialità che rende il segmento ancora più incisivo. Il buio, il fuoco, la voce di Jake The Snake e il suo sguardo. Quello sguardo che è stato causa di terrore per molti wrestler. Quel terrore che però stavolta sarà causato da Lanche Archer quando finalmente otterrà il suo faccia a faccia con Cody. Quest’ultimo, al tavolo di commento, spavaldo, accetta la sfida. Ma qualcosa nello sguardo lo tradisce. Il serpente ora è nella sua testa.

Darby Allin vs Kib Sabian

Il seguente match vede confrontarsi Darby Allin e Kip Sabian. Anche qui il match viene preceduto da un promo registrato di Darby che punta di nuovo l’attenzione sull’Inner Circle e in particolare il suo leader, Chris Jericho. Darby è sicuramente una delle attrazioni più interessanti di Dynamite proprio perché mischia una grande abilità nel quadrato, un personaggio dai toni Dark ma allo stesso vicino alla cultura underground e un look accattivante che gli permette di connettersi facilmente con la sensibilità del pubblico dalla fascia d’età più giovanile. E il match con Kip Sabian risulta essere molto solido e divertente. Vittoria opportunista di Allin che conferma di avere il suo punto di forza maggiore nell’imprevedibilità.

Hager & Lee

Voglio soffermarmi su altri due personaggi che si sono messi in evidenza in questo episodio ossia Jake Hager e Brodie Lee. Entrambi hanno vinto facilmente i loro match ma non è questo ad avermi colpito. La costruzione che vede al centro Jake Hager dimostra quello che è stato il maggior problema della sua carriera in WWE ossia il paragone con Kurt Angle e i personaggi di stampo patriottico che ha dovuto interpretare nel corso della sua permanenza della federazione di Stamford. Hager è un buon wrestler, Angle era un fenomeno e già un paragone del genere ti uccide sul nascere. Inoltre le caratteristiche di Hager si sposano meglio a quelle del fighter/distruttore piuttosto che a quelle di un wrestler che deve interpretare la gimmick del patriota. Il Jake Hager AEW in salsa MMA funziona perché risulta credibile. Non deve essere spettacolare, non deve risultare bello da vedere ma deve risultare uno spaccaculi. E la parte la sta interpretando in maniera ottima. Inoltre è un ottimo avversario di transizione per il regno appena iniziato da campione mondiale di Jon Moxley che ha bisogno di una prima difesa di questo tipo. Poi le difese titolate con i grossi calibri come Omega, Page o PAC è meglio tenersele quando questa emergenza dovuta al Coronavirus sarà terminata. Invece per quanto riguarda la costruzione di Brodie Lee è stato sicuramente il video registrato “Like a Boss” a colpirmi. Il Dark Order è presentato come una vera e propria corporazione esterna all’AEW. Ricorda sicuramente la Tana delle tigri dell’Anime L’Uomo Tigre. L’Exalted One Brodie Lee si presenta come il suo boss. O forse no? C’è qualcun altro di ancora più oscuro e potente dietro di lui? Non è da escludere. Di certo il Dark Order potrebbe essere il prossimo grande nemico che l’Elite dovrà affrontare quando si sarà conclusa la guerra con L’Inner Circle.

Sammy Guevara vs Kenny Omega

E a proposito della guerra tra Elite e Inner Circle il match tra Sammy Guevara e Kenny Omega che ha visto quest’ultimo mantenere con successo si è confermato un ottimo match come era nelle aspettative. Di certo con il pubblico questi due avrebbero potuto creare il must see che non è stato ma considerando le condizioni e il clima di questi giorni possiamo ritenerci piuttosto soddisfatti da questo match. Sammy Guevara conferma un trend di enorme crescita sia come performer che come intrattenitore. Esilarante il bacio alla foto di Brandy. Mentre Kenny è ritornato ad essere il performer che amavamo dopo un periodo in chiaroscuro (più scuro che chiaro).

Broken Matt Hardy

E ora il Main Event, e qui ci sono più punti negativi che positivi. Non ci giriamo attorno “Broken” Matt Hardy nel 2020 non ha più senso di esistere e in generale non ha senso in questo prodotto. Segmento che però mostra degli aspetti interessanti ma sono tutti dovuti ad un Chris Jericho sempre più esilarante nel ruolo di “Le Champion”. Il personaggio attuale di Jericho mi ricorda Swan, il villain de Il Fantasma Del Palcoscenico di Brian De Palma. Tentatore, manipolatore, cialtrone, vanesio e che cerca sempre di contrattare con tutto e tutti, Jericho è sicuramente uno dei villain più interessanti del panorama wrestling attuale e ha reso interessante un segmento con un personaggio che risulta essere totalmente estraneo al prodotto come Broken Matt. Quando Jericho ha detto sei lo stesso Matt Hardy che sarà sempre messo in ombra dal suo fratello minore, ha detto la verità. Il tentato di rendere over e soprannaturale Broken Matt nel 2020 risulta maldestro e goffo e giudico in maniera assolutamente negativa questa scelta da parte dell’AEW. Matt Hardy è finito, il Broken fu appunto il suo canto del cigno ma lui ha distrutto il suo momentum decidendo di tornare in WWE col fratello. Ora come ora il Broken Universe non interessa giustamente più a nessuno perché è Matt Hardy a non interessare più a nessuno. È OBSOLETE, come spesso ama ripetere, paradossalmente. Vedendo il segmento mi ripetevo nella mia testa: “Ma che cos’è questo, un episodio crossover?” come direbbe Mr.Peanutbutter. Il Broken Universe e l’universo narrativo creato dall’AEW sembrano inconciliabili. Ormai quella che poteva considerarsi la magia che era riuscita a creare il Broken Universe è ormai “Broken”.

E da questo primo episodio di “Inside AEW” è tutto, alla prossima.

Mario Marino