Inside WWE #10 – Curb Stomp 2018

Salve lettori di We The Wrestling! Un’altra edizione dell’Inside WWE è stata scritta, un’altra settimana di wrestling è passata ed è ora tempo di parlarne e parlarvene.
A farlo però ci sarò io, che solitamente mi occupo dell’Holy Sh*t. Occasionalmente, oggi sostituisco il buon vecchio EMG.
Non c’è tempo da perdere, iniziamo!

 

CURB STOMP 2018
È tornato, quando quasi ce ne stavamo dimenticando. In verità, è impossibile dimenticarsi di una mossa così caratteristica e di impatto, che resta impressa nella memoria di ogni fan di wrestling. L’ultima sua apparizione risale al post WrestleMania 31, quando Seth Rollins era il WWE World Heavyweight Champion. Dopo di che, tre anni di buio e tanti timidi tentativi di ridare al Kingslayer una finisher capace di sostituire a dovere il “troppo pericoloso” Curb Stomp. Forse qualcosa è cambiato in questi anni, dal momento che, nella sorpresa generale, la finisher che ha contribuito molto allo sviluppo di Rollins come heel di successo, è tornata. D’altronde, il Curb Stomp (che sembra riprenderà il vecchio nome, Blackout) non ha mai infortunato nessuno, al contrario del Buckle Bomb, che ad oggi non è nel moveset dell’attuale RAW Tag Team Champion.
Per cui, dopo un Single Underhook Facebuster un po’ bruttino, un Pedigree eseguito in malo modo ed un Wristlock Jumping High Knee copiato, per così dire, da Kenny Omega, sembra che Seth Rollins abbia ritrovato la sua finisher originale.
La speranza è che gli porti bene come gliene portò ai tempi, come quando nel main event di WrestleMania 31 rubò le luci dello show a Brock Lesnar e Roman Reigns, incassando la valigetta del Money In The Bank nel main event del Grandaddy of Them All per conquistare il suo primo titolo mondiale.

 

THE GLORIOUS CHAMPION
Ebbene, il torneo per incoronare un nuovo campione degli Stati Uniti si è concluso in anticipo, con lo United States Championship reso vacante da Dolph Ziggler che è giunto alla vita di Bobby Roode, arrivato a battere Jinder Mahal nella finale del torneo.
Sono contento? Più o meno.
È giusto dare il titolo a Roode? Per certi versi, sì.
Del resto stiamo parlando di un wrestler che ha 40 anni, non un ragazzino. Se non vince ora una cintura, non la vince più. E chissà che questo non sia proprio il primo ed ultimo titolo che Bobby Roode riuscirà a conquistare nel main roster.
Certo, la gestione del canadese dal debutto ad oggi non è stata sicuramente delle migliori, a partire dal suo inutile turn face, attuato solo per vendere di più. Tuttavia, in pochi mesi, l’ex campione NXT è riuscito ad imporsi in qualche modo nelle zone alte della card di SmackDown LIVE, e penso che entro la fine dell’anno possa arrivare anche a lottare per il titolo mondiale. Quantomeno me lo auguro, essendo io un gran fan del personaggio interpretato dal Glorious One, così come allo stesso modo spero possa tornare a lottare da heel, fazione nel quale vedo meglio l’ex wrestler di Impact. Incrociamo le dita e speriamo che possa fare un buon regno, ridando linfa ad un titolo che è almeno da un paio di anni che non ha un po’ di lustro.

 

BOOKMAKERS’ FAVOURITE
È notizia degli ultimi giorni quella che vede Daniel Bryan vincitore della Royal Rumble, scalzando nelle quote dei bookmakers i principali e più papabili favoriti per la vittoria finale. Cosa ne penso? Penso che tutto ciò sia molto illogico. Più che altro, una vittoria dell’American Dragon andrebbe contestualizzata e ampiamente spiegata per risultare credibile e sensata. Ad oggi, con un annuncio di ritiro risalente a quasi due anni fa, credo non sia necessaria un’apparizione di Bryan, per non dire addirittura una vittoria, nel Royal Rumble Match. Al massimo potrebbe avere un po’ di senso se questa apparizione si verificasse solamente per eliminare Shane McMahon, il quale dovrebbe fare a sua volta il proprio ingresso nella Rumble. Però, ragioniamo: veramente vogliamo buttare tutto all’aria per un’occasione così? Ritengo personalmente che una dichiarazione di ritiro debba essere inamovibile ed irrevocabile, per cui gradirei che Bryan non ne uscisse per nessun motivo. Però, se proprio deve uscirci da ‘sto benedetto ritiro, non sarebbe meglio farlo per un motivo un tantino più valido e importante e non per una simile “lotta al potere”? Io la vedo così.
Quote dei bookmakers a parte, ad oggi, a dispetto di tutto, io vedo ancora improbabile la vittoria dell’ex wrestler della Ring of Honor. Di fatto, credo che la Royal Rumble 2018 la vincerà Roman Reigns per affrontare Brock Lesnar nel main event di WrestleMania 34. E lo dico perché non solo è sensata come cosa, ma è anche probabile. È dal giorno dopo WrestleMania 33 che si parla di questo match, e le dichiarazioni fatte poi da Paul Heyman a proposito non hanno fatto altro che alimentare i rumor sul rifacimento, questa volta senza Mr. Money In The Bank di mezzo, del main event di WrestleMania 31, in quest’occasione a New Orleans, nella stessa arena nella quale un anno prima del primo Lesnar vs Reigns, la Bestia distrusse la streak di Undertaker, battendo il Deadman nello stupore generale e consacrandosi a leggenda immortale.
Ora che Roman Reigns è cresciuto ed ha acquisito credibilità, il main event della trentunesima edizione di WrestleMania può finalmente essere riproposto ad armi pari, e si terrà quest’anno, al Mercedes Benz Superdome.

 

È tutto per oggi. Un’altra settimana è volata via, ed ora ci dirigiamo spediti verso il 25esimo anniversario della nascita di RAW, ma soprattutto verso la Royal Rumble, dove inizierà la Road to WrestleMania. E qui viene il bello!
A presto!

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