Inside WWE #31: Quando perdere è meglio che trovare

Bentornati sull’Inside WWE, al termine di una settimana ricca di avvenimenti per la WWE!

MONEY IN THE BANK

Ci sarebbe molto da dire su Money in the Bank ed NXT TakeOver: Chicago, ma data la mole di spunti di discussione cercherò di essere più conciso riguardo i due ultimi PPV targati WWE.

A livello di intrattenimento, Money in the Bank è stato il miglior PPV che la WWE abbia proposto dalla fine del 2016. Non che ci volesse molto, visti i 16 obbrobri travestiti da show di wrestling che ci sono stati offerti nel 2017 e un 2018 che finora si è mantenuto sulla sufficienza o quasi. Questo Money in the Bank riesce anche a superare la sufficienza pur senza strafare. Sicuramente uno show che si lascia guardare, sebbene non abbia visto i match meno interessanti. Il problema è stato il booking. Giusto far vincere in quel modo Bobby Lashley se lo si vuol proporre nell’uppercarding, bello il match tra Nakamura e Styles che ha concluso in modo ottimo (cioè senza spam eccessivo di low blow e scorrettezze varie) la rivalità,  ma c’è molto da ridire sulla scelta dei vincitori dei MITB ladder match. Partiamo dagli uomini: il match è stato buono, ma non capisco la scelta del vincitore soprattutto dopo le tante batoste che ha preso nell’ultimo anno nei match validi per il titolo universale. Nel momento in cui Brock Lesnar sconfisse Strowman, la WWE perse l’opportunità di costruire un heel davvero imbattibile. La cosa più giusta sarebbe stata dare a Braun il titolo e poi farglielo perdere per colpa di un incasso da parte di un altro mr Money in the Bank. Adesso credo che Braun si prenderà il titolo a SummerSlam, l’unico modo con cui potrebbero risanare un po’ la situazione sarebbe far incassare il contratto a Braun in maniera pulita, cioè con il gigante che sfrutta la valigetta per ottenere un match 1 vs 1 con il campione e lo batte in modo pulito, mostrando di essere diventato in grado di batterlo.

Passiamo al match femminile, anch’esso carino ma se la scelta di dare la valigetta a Strowman può essere giusta, quella di far vincere valigetta (e poi titolo) ad Alexa Bliss è proprio insensata: perchè ridare la cintura ad una che non può in alcun modo reggere al confronto con Ronda Rousey e Nia Jax? Forse non si voleva dare il titolo a Ronda ma la WWE non voleva nemmeno che perdesse il match. Perciò l’errore sta a monte, visto che questo match è stato prematuro e inutile, dato che la vincitrice poi si sarebbe ritrovata senza avversarie valide. Dunque ci ritroviamo con una campionessa non credibile, un’ex campionessa che potrebbe batterla ma che sicuramente perderà il match per colpa di qualche imbroglio, Ronda Rousey sospesa perchè alla WWE serviva una scusa per tenerla fuori schermo per qualche settimana e, a fare da contorno, una divisione femminile allo sbando.

Di NXT TakeOver ho potuto vedere solo un match (sono ancora impegnato con gli esami) ed è stato il main event. Match bello, sicuramente migliore del precedente, peccato per il finale frettoloso e brutto. Adesso vedremo quando sarà proposto l’ultimo capitolo della rivalità tra Ciampa e Gargano.

PERDITE

Questa settimana è stata piena di perdite per la WWE, a partire dalla leggenda Vader che pur non avendo legato la sua figura solo alla WWE, ha comunque fatto cose importanti nella compagnia di Vince McMahon. Ci mancherà.

Altre perdite, in senso diverso, sono state quelle di Big Cass e Sami Zayn. La notizia del licenziamento di Cass è arrivata all’improvviso e inaspettatamente. In molti se l’aspettavano ma sicuramente non così presto. È stata una sorpresa e non si può dire che ne sia dispiaciuto. Oltre ad essere molto limitato sul ring, Cass aveva grossi problemi anche nel backstage con dirigenti e colleghi, quindi il suo rilascio sarà stato accolto molto bene sia dai fan che dai lottatori. Forse anche lui non ne sarà stato troppo dispiaciuto, visto che dopo la rivalità con Daniel Bryan sarebbe stato rilegato a storyline di minore importanza e si sarebbe lentamente perso nel low carding. Di sicuro se si fosse comportato meglio nel backstage le cose sarebbero andate diversamente, visto che aveva mostrato progressi nel lavoro al microfono e la WWE di certo non è nuova al pushare lottatori che non sanno lottare bene. Forse avrebbe fatto qualche regno da campione degli Stati Uniti, cercando anche l’assalto al titolo WWE. Certo è che se ha perso questa opportunità è solo per colpa sua, la WWE ha fatto bene a licenziarlo e il prodotto ne gioverà. Adesso farà qualche apparizione in show indipendenti e nemmeno di primo livello visto che il suo profilo è poco interessante se non accostato a quello di Enzo Amore.

Sami Zayn invece dovrà stare lontano dal quadrato per il resto del 2018. Brutta notizia per la WWE che perde quello che era diventato un jobber di lusso, e brutta notizia per noi fan. Ma a lui farà bene non farsi vedere agli show per tutto questo tempo, e al suo ritorno la WWE potrebbe costruirlo per mandarlo all’assalto di qualche titolo. Mi aspetto il suo ritorno alla prossima Royal Rumble, e chissà che non vinca.

PREPOTENZA

Non c’è altro modo per definire l’atteggiamento della WWE, che ha costretto la ROH a cancellare lo show al Madison Square Garden, probabilmente offrendo soldi ai gestori dell’arena. Questa mossa non è nemmeno tanto sensata se si pensa che negli ultimi anni la WWE ha utilizzato il MSG solo per live event visto che l’ultimo PPV tenutosi al Garden è stato Survivor Series 2011. Probabilmente la WWE ha voluto impedire alla ROH di vendere una quantità molto alta di biglietti, vista la capienza dell’arena. Dopo aver privato le compagnie dei loro migliori lottatori, che adesso fanno i jobber o non vengono nemmeno utilizzati, la WWE impedisce alle fed di esibirsi in determinati posti. Era già chiaro da tempo che la compagnia di Vince McMahon temesse la concorrenza, la domanda è: cosa accadrà quando la WWE sarà finalmente sorpassata da una delle sue avversarie?

Con questo interrogativo chiudo questa edizione dell’Inside WWE, e vi do appuntamento alla prossima settimana!

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Francesco Benedetti

Le mie passioni vanno un po' a momenti, ma le uniche costanti sono calcio, serie TV e wrestling. Riavvicinatomi a quest'ultimo all'età di 13 anni, verso i 18 ho cominciato a mettere il naso fuori dalla WWE, con cui ho sempre avuto un rapporto di amore/odio. Adesso guardo ciò che mi interessa, senza focalizzarmi su precise realtà.

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