Inside WWE #38: Dove eravamo rimasti?

Dopo quasi un mese di “pausa” forzata, torna l’Inside WWE e questa volta torna in pianta stabile dopo un’estate fitta di impegni. L’ultima edizione di questa rubrica è stata quella post SummerSlam, in cui mi ero detto fiducioso per un rialzo della qualità di RAW dopo il termine del regno di Brock Lesnar. Questa lunga pausa ci permette di fare il confronto tra quelle che erano le aspettative e quella che si è rivelata essere la realtà.

La reunion dello Shield mi aveva fatto ben sperare per il futuro ma siamo in WWE e qui va troppo di moda rovinare qualsiasi cosa sembri interessante. I tre mastini dopo aver intrapreso una breve quanto insensata rivalità con l’intero roster di RAW, sono stati contrapposti all’improbabile trio composto da Braun Strowman, Dolph Ziggler e Drew McIntyre. Difficilmente verrà fuori qualcosa di interessante da questa alleanza: i tre hanno interessi diversi e probabilmente si separeranno nelle prossime settimane visto che Strowman non ha proprio nulla in comune con i due neo campioni di coppia, che stanno ingranando e sia Ziggler che McIntyre traggono reciproco vantaggio da questa accoppiata. Se inizialmente sembrava solo un modo per mettere in risalto lo scozzese, adesso credo che la WWE voglia spingersi più in avanti con questo duo che ad Hell in a Cell ha dimostrato tutto il suo valore. Chi invece è allo sbando è Braun Strowman: la valigetta lo ha danneggiato e lui ha danneggiato la valigetta: probabilmente il peggior mr. Money in the Bank che si sia mai visto, ma in molti se lo aspettavano. La sua gestione è stata scellerata fin dall’inizio: quando il campione era l’assenteista Lesnar ci si poteva mettere una pietra sopra dato che le occasioni per incassare non c’erano. Ma non appena il titolo è passato a Roman abbiamo assistito ad un netto calo del gigante che somiglia parecchio ad un depush: non solo ha avuto bisogno di stringere alleanze con altri lottatori (lui che qualche mese fa vinceva da solo una battle royal riservata ai tag team e poi diventava campione di coppia insieme ad un bambino messo lì solo per fare numero), ma è anche diventato più stupido, poichè non ha mai colto le numerose opportunità per incassare la title shot (ad esempio quando l’intero roster aveva distrutto lo Shield), preferendo invece ricevere un match “pulito” ad Hell in a Cell. Adesso ci sarà il triple threat contro Roman Reigns e Brock Lesnar, dove probabilmente sarà Braun a ricevere lo schienamento da Roman. Poi mi chiedo cosa farà, visto che probabilmente uscirà dal giro titolato con uno status molto più basso rispetto a 5 mesi fa, quando sarebbe stato più giusto tenerlo lontano per un po’ dalla zona main event per dare un po’ di respiro al personaggio e al lottatore, che ha perso anche parte dell’appoggio che aveva dal pubblico.

HELL IN A CELL

Hell in a Cell è stato un buon PPV. Da quanto tempo non facevamo un’affermazione simile parlando di un pay per view offerto dal main roster della WWE? Dopo le gravi insufficienze rimediate da quasi tutti gli show dell’anno scorso, in questo 2018 i PPV erano stati quasi tutti sufficienti, ma Hell in a Cell 2018 è il primo che riesce ad andare anche oltre, pur senza strafare. Il match tra Randy Orton e Jeff Hardy è stato giustamente apprezzato da molti: da tempo non si vedeva un Hell in a Cell match degno di questo nome, un vero e proprio inferno per i due lottatori. Peccato per il finale un po’ insipido. Bello anche il match per i titoli di coppia di RAW, con tutti e quattro i partecipanti che hanno tirato fuori il meglio di sè dopo un’iniziale fase di studio abbastanza noiosa. E finalmente abbiamo due campioni di coppia decenti, era da prima di WrestleMania che non se ne vedevano a RAW. Super Show Down, il prossimo evento che si terrà in Australia, ha influenzato negativamente Hell in a Cell: nel match tra Samoa Joe ed AJ Styles è sembrato che i due lottassero col freno a mano tirato e il finale è servito proprio a far sì che in Australia potessimo assistere al terzo capitolo di questa faida. Speriamo che a Melbourne i due offrano nuovamente un bello spettacolo come accaduto a SummerSlam. Anche il main event è stato fatto in funzione di Super Show Down: il match tra Braun Strowman e Reigns stava venendo su abbastanza male e le interferenze sono state inutili: nessuno dei quattro lottatori è riuscito ad entrare nella gabbia. Sembra più che sia stata una scusa per far avvenire il classico spot del salto dalla metà della gabbia (fatto male tra l’altro). Il tutto con i due contendenti a terra nel ring per cinque minuti abbondanti. Il ritorno di Brock Lesnar è stata la ciliegina sulla torta: basta una F-5 per costringere l’arbitro ad interrompere un Hell in a Cell match tra due lottatori costruiti come quasi indistruttibili? Insomma questo match è stato un controsenso totale, il tutto per giustificare la presenza di Lesnar a Super Show Down. Credo che vincerà ancora Roman Reigns e poi ci saremo definitivamente liberati della bestia. Altra nota negativa di Hell in a Cell è stato il match in cui The Miz e Maryse hanno sconfitto Brie Bella e Daniel Bryan. La WWE sta dando troppa importanza ad una storyline che andava conclusa a SummerSlam ma che sembra ancora lontana dal termine. Alcune voci sostengono che sarà mandata avanti ancora per molto tempo e ci andrà di mezzo anche il titolo WWE, che passerà dalle mani di Miz prima di finire in quelle di Bryan. Semplici voci di corridoio? Speriamo. Sicuramente sarebbe bello rivedere Daniel con il titolo, ma la prospettiva descritta sopra non mi piace affatto visto che ne verrebbe fuori una rivalità troppo lunga e portata avanti molto forzatamente. Vedremo come andranno le cose.

END OF AN ERA?

Altri prima di me hanno dato il loro parere negativo riguardo il match tra Triple H e Undertaker perciò eviterò di esprimere tutta la mia disapprovazione per un match che rovinerà una delle poche cose belle che la WWE stava riuscendo a mantenere tali. Il problema è che non ci si fermerà lì. Sono sempre più insistenti le voci che parlano di un tag team match tra i Brothers of Destruction e Triple H e Shawn Michaels in Arabia Saudita. Un singolo match rovinerebbe almeno tre storyline, ossia:

  • Quella del ritiro di HBK. In più occasioni Michaels ha detto di aver declinato offerte da parte della WWE per disputare un ultimo match, il tutto perchè non voleva rovinare quella storyline. Se proprio doveva tornare a lottare, avrei preferito che lo avesse fatto quando si parlava di un match contro AJ Styles.
  • Quella dell’End of an Era andrebbe rovinata definitivamente
  • Quella attuale tra HHH e Taker, visto che più volte The Game ha detto di voler affrontare Undertaker per un’ultima volta a Super Show Down, che diventerebbe penultima se si riaffrontassero a Crown Jewel.

E probabilmente la WWE riporterebbe in auge la DX giusto per fare un po’ di fan service. Otterremmo dunque un match inutile, probabilmente brutto da vedere e contornato da una storyline stupida, da cui solo la WWE avrebbe qualcosa da guadagnarci in termini economici. Ora, tutti conosciamo il modus operandi della WWE, disposta a sacrificare qualunque cosa pur di aumentare le entrate, ma voglio pensare che Vince McMahon non arrivi a vendersi fino a questo punto per soddisfare un principe che pensava che Yokozuna e Ultimate Warrior lottassero ancora. Spero di avere ragione.

Detto questo vi auguro un buon weekend e vi do appuntamento alla prossima settimana con l’Inside WWE!

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Le mie passioni vanno un po’ a momenti, ma le uniche costanti sono calcio, serie TV e wrestling. Riavvicinatomi a quest’ultimo all’età di 13 anni, verso i 18 ho cominciato a mettere il naso fuori dalla WWE, con cui ho sempre avuto un rapporto di amore/odio. Adesso guardo ciò che mi interessa, senza focalizzarmi su precise realtà.

Francesco Benedetti

Le mie passioni vanno un po' a momenti, ma le uniche costanti sono calcio, serie TV e wrestling. Riavvicinatomi a quest'ultimo all'età di 13 anni, verso i 18 ho cominciato a mettere il naso fuori dalla WWE, con cui ho sempre avuto un rapporto di amore/odio. Adesso guardo ciò che mi interessa, senza focalizzarmi su precise realtà.

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