Inside WWE #52: Che ne sarà di Dean Ambrose?

Benvenuti al primo Inside WWE di questa road to WrestleMania! La Royal Rumble è passata portandosi dietro diverse critiche e come di consueto ha gettato le basi per due dei match più importanti della prossima WrestleMania. Anche la settimana appena trascorsa ha fatto molto discutere, in quanto altri due lottatori si aggiungeranno (o così sembra) alla lista di quelli che tra poco lasceranno Stamford. Procediamo con calma e andiamo ad analizzare nel dettaglio i vari topic.

ROYAL RUMBLE

Un evento che attendevo molto: come ho detto nell’articolo dei pronostici, quasi tutti i match mi interessavano, o per le storyline che c’erano dietro oppure per lo spettacolo che avrebbero potuto offrire. E mi dispiace dover dire che, in linea di massima sono stato deluso. Il match per il titolo femminile di SmackDown è stato abbastanza godibile e lo stesso posso dire per l’incontro per il titolo femminile di RAW e per quello con in palio il titolo universale (peccato per questi ultimi due, che sono terminati troppo frettolosamente: un paio di minuti in più avrebbero sicuramente giovato). E pensare che erano tre incontri dall’esito scontato. Ma signori, che delusione il match tra Daniel Bryan ed AJ Styles! Lento, noioso, non ha affatto reso giustizia alla faida tra i due. Un incontro bloccato in un’eterna fase di studio. Non si può nemmeno dire che sia stato interrotto mentre i due stavano accelerando, perchè sembra che entrambi abbiano tenuto alzato il freno a mano per tutto il tempo. L’intervento di Erik Rowan è stata la parte più interessante dell’incontro e apre a diversi scenari. Presto dovrebbe tornare Bray Wyatt (forse con una nuova gimmick) quindi si potrebbe andare a creare una nuova stable di cui Bryan sarebbe il leader, oppure Rowan potrebbe semplicemente fare da guardia del corpo all’attuale campione e dargli una mano con qualche interferenza nei match. Ritengo che avere un nuovo discepolo sarà utile per lo sviluppo del personaggio di Daniel Bryan, ma forse si poteva aspettare un altro po’, visto che l’attuale campione WWE sta interpretando un tipo personaggio abbastanza inedito per i canoni WWE. Passiamo ai Royal Rumble match: bene quello femminile, che è stato molto utile per presentarci la maggior parte delle lottatrici che nell’ultimo anno sono state ingaggiate dalla WWE e che saranno le padrone della divisione femminile almeno dei prossimi anni. Far vincere il match a Becky Lynch era la scelta più sensata nonchè la più ovvia. Male invece quello maschile. La carenza di pretendenti ai titoli massimi ha fatto sì che si creasse un interesse relativamente basso per questo match e forse nemmeno il team creativo aveva troppe idee. Però il match in sè poteva essere gestito meglio. Il fatto che gli ultimi due rimasti abbiano passato gran parte del tempo al di fuori del ring costituisce un problema abbastanza importante, soprattutto se consideriamo che il vincitore ha scelto di affrontare uno quasi imbattibile come Brock Lesnar. Poi il fatto che si sapesse già a priori chi sarebbe stato l’ultimo entrato ha contribuito a sminuire l’hype per il match. Magari era prevedibile che R-Truth si facesse soffiare il posto da qualcun altro, ma non ci saremmo mai aspettati che quel qualcuno sarebbe stata Nia Jax. Totalmente inutile, se consideriamo che l’ultimo entrante è quasi sempre uno dei papabili vincitori, a maggior ragione se si tratta di un ingresso a sorpresa. Ma metterci Nia Jax è stato uno spreco, perchè nessuno ha mai preso in considerazione l’idea che si sarebbe potuta aggiudicare la vittoria. C’erano diverse scelte che avrebbero reso più interessanti le battute finali del match, come ad esempio Tommaso Ciampa o Velveteen Dream.

L’ADDIO DI DEAN AMBROSE: REALTÀ O STORYLINE COSTRUITA AD HOC?

Dopo le voci sui possibili rilasci di diversi lottatori, in questa settimana sono arrivate le prime certezze (o almeno sembrano tali): Hideo Itami e Dean Ambrose lasceranno la WWE. Dispiace per il primo, che dopo aver fatto sfracelli in Giappone e nel circuito indipendente americano non è riuscito ad imporsi in WWE per diversi motivi. Il suo rilascio era nell’aria da tempo e sono sorpreso del fatto che sia arrivato solo adesso. Credo che almeno inizialmente, dopo il suo rilascio, lotterà in Giappone e poi potrebbe tornare in America, magari in ROH o in AEW. Resterà comunque il rimpianto di non averlo potuto vedere raggiungere alti livelli anche in WWE. Nella giornata di martedì la WWE ha annunciato anche che il contratto di Dean Ambrose, in scadenza ad Aprile, non sarà rinnovato. Dunque sembra che dopo WrestleMania (i contratti di solito scadono in quel periodo) il lottatore potrà accasarsi altrove. A me tutta questa situazione sembra abbastanza strana. Come mai la WWE ha fatto un annuncio del genere e con così largo anticipo? Non ci è dato sapere quando il lunatic fringe abbia fatto sapere di non voler rinnovare il contratto, ma di certo la compagnia aveva del tempo a disposizione per convincerlo a restare, magari proponendo una gestione migliore del personaggio visto che a detta del lottatore i problemi sono di tipo creativo e non economico. Sembra strano che in un periodo come quello che stiamo vivendo la WWE lasci andare così facilmente uno dei suoi lottatori più importanti degli ultimi anni, soprattutto dopo aver fatto tanto per tenersi stretta altre superstar, magari meno blasonate. Ma, ripeto, la cosa più strana è l’annuncio messo sul sito, che di fatto ufficializza l’addio di Ambrose. Secondo me si tratta di un work, e questa faccenda andrà a costituire la base della storyline che porterà Ambrose a WrestleMania. In caso contrario, mi direi molto sorpreso dal comportamento della WWE.

Per il resto, poco altro da dire. I primi match annunciati per Elimination Chamber sembrano promettere bene, soprattutto quello per il titolo WWE, ma ne parleremo meglio nelle prossime settimane. Intanto vi do appuntamento al prossimo weekend, sempre su WeTheWrestling, sempre con l’Inside WWE!

Francesco Benedetti

Le mie passioni vanno un po' a momenti, ma le uniche costanti sono calcio, serie TV e wrestling. Riavvicinatomi a quest'ultimo all'età di 13 anni, verso i 18 ho cominciato a mettere il naso fuori dalla WWE, con cui ho sempre avuto un rapporto di amore/odio. Adesso guardo ciò che mi interessa, senza focalizzarmi su precise realtà.

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