Inside WWE #60: Considerazioni post shakeup

Il superstars shakeup anche quest’anno ha scombussolato i due roster con cambi inaspettati. Chi ci avrà guadagnato? Andiamo a scoprirlo in questa nuova edizione dell’inside WWE!

Partiamo da RAW. L’arrivo di AJ Styles è stato forse il cambio di roster più inatteso degli ultimi anni. Non penso che la WWE aspetterà molto prima di farlo competere per il titolo universale. Magari non immediatamente visto che tra poco ci sarà l’evento in Arabia Saudita e dovrebbe essere Brock Lesnar l’avversario di Seth Rollins. Poi chissà. Prima di WrestleMania ero sicuro che Drew McIntyre sarebbe diventato il primo contendente alla cintura ma nelle ultime settimane sta vivendo un periodo buio che rischia di far calare il suo status. Chissà che non sia proprio il Phenomenal One l’avversario designato di Seth Rollins, con il turn heel di uno dei due. Il roster rosso si è accaparrato anche un pezzo da 90 come Samoa Joe, che dovrebbe debuttare nella prossima puntata e spero che non riservino al titolo degli Stati Uniti lo stesso trattamento riservato alla cintura intercontinentale. Mi auguro che Joe continui sullo stesso filone degli ultimi mesi. Non sarebbe difficile bookarlo in maniera tale da renderlo materiale da main event. Speriamo che il team creativo non lo faccia passare inosservato. La categoria tag team guadagna l’ingresso in scena dei War Raiders, che d’ora in poi si chiameranno Viking Experience. I due ci sanno fare e lo hanno dimostrato ovunque. Inoltre non hanno avuto molti problemi ad adattarsi alla nuova realtà che NXT gli ha imposto. Ci sono dunque buone possibilità che accada lo stesso anche nel main roster e i due non facciano la triste fine dei vari tag team talentuosi che li hanno preceduti.
SmackDown perde il volto che ha rappresentato il roster negli ultimi tre anni e guadagna il lottatore che ha rappresentato la WWE negli ultimi quattro. Fino a domenica scorsa nessuno si sarebbe aspettato che Roman Reigns cambiasse roster, ma dopo aver visto AJ Styles passare a RAW era lecito aspettarsi che un’altra top star facesse il percorso inverso. Non penso che il Big Dog impiegherà molto tempo per arrivare a competere per il WWE championship, in modo che ci sia nuovo campione quando SmackDown passerà su FOX. Molto intelligente la scelta di far passare Finn Bàlor e il suo titolo intercontinentale a SmackDown. Il booking dello show blu potrà donare nuova linfa ad un lottatore e una cintura che negli ultimi tempi sono stati abbastanza anonimi e che a RAW rischiavano di fare solo da comparsa. D’altro canto però, il roster ha perso tre personaggi come AJ Styles, Samoa Joe e The Miz che al microfono ci sanno fare e che sono stati sostituiti da lottatori che hanno dimostrato di avere lacune proprio quando c’è da parlare. Spero che questo non costituisca un grosso problema per la qualità dello show blu. Un altro importante innesto è quello di Buddy Murphy, e sono curioso di vedere dove si collocherà il lottatore australiano, visto che può stare bene ovunque.
Nel complesso, un buon shakeup che è andato a toppare le falle che i due roster presentavano. L’abisso che c’era tra SmackDown e RAW è stato in parte colmato, anche se sono del parere che SmackDown continui ad essere superiore. Tuttavia i nuovi innesti a RAW contribuiranno a migliorare la qualità di uno show che da tempo è troppo discontinuo. Sono state abbastanza anonime le modifiche apportate alle divisioni femminili dei due show, ma dopotutto lì non c’era bisogno di fare troppi stravolgimenti. Peccato per Drew McIntyre, che è rimasto a RAW ma secondo me avrebbe calzato a pennello a SmackDown, che rischia di perdere Daniel Bryan a causa di un infortunio rimediato a WrestleMania. Siamo tutti a conoscenza dei problemi che ha avuto in passato, e per lui il rischio di un nuovo ritiro è sempre dietro l’angolo. Tutto quello che possiamo fare è incrociare le dita e sperare che l’entità dell’infortunio non sia grave, altrimenti potremmo di perdere per la seconda volta uno dei migliori wrestler degli ultimi 20 anni.

Questa edizione post shakeup dell’Inside WWE si conclude qui, appuntamento alla prossima settimana, e buone feste!

Francesco Benedetti

Le mie passioni vanno un po' a momenti, ma le uniche costanti sono calcio, serie TV e wrestling. Riavvicinatomi a quest'ultimo all'età di 13 anni, verso i 18 ho cominciato a mettere il naso fuori dalla WWE, con cui ho sempre avuto un rapporto di amore/odio. Adesso guardo ciò che mi interessa, senza focalizzarmi su precise realtà.

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