Intervista a Chris Renfrew – parte 3 (di 5)

***ATTENZIONE. Questa intervista contiene termini che potrebbero urtare la sensibilità di alcuni. Ritenetevi avvisati.***

 

Oggi Chris Renfrew ci parla della NAK, di una certa utopia, e di alcuni momenti salienti della sua carriera. Leggete!

 

WtW: Parliamo della NAK di oggi. Siete nati come Heel, ma ora ottenete reazioni diverse. Anzi, almeno a Glasgow quasi tutti vi tifano. Te l’aspettavi?

CR: Sì.

Sapevo che prima o poi la stable sarebbe diventata così figa che la gente avrebbe cominciato a sostenerla. E so che BT Gunn avrà sempre un certo numero di tifosi, soprattutto donne, qualunque cosa faccia. Quando abbiamo introdotto Stevie Boy e Kay Lee Ray eravamo consapevoli che avevano e avranno sempre una certa attrattiva, soprattutto KLR, che sia “buona” o “cattiva”: tanti la tifano comunque grazie a quello che ha fato nel passato, e qualcuno anche per il suo aspetto fisico.

Sapevo che ci sarebbe stato chi ci avrebbe considerato fantastici, ma avevo l’idea fissa che, amati o odiati, non avremmo mai cambiato il modo in cui facciamo le cose. Mai. E non l’abbiamo fatto, e non abbiamo intenzione di farlo.

Non faccio mai i complimenti ai fan, se qualcuno mi insulta rispondo, mi comporto sempre come uno che nessuno applaudirebbe mai, se vuoi applaudirmi, cazzi tuoi.

Hai presente come ogni tanto dico “Questo è territorio della NAK”? È perché so che ci sono alcuni posti che ci amano più di altri. A Glasgow siamo praticamente Face, forse anche perché tanti fan ci conoscono di persona e in realtà siamo bravi ragazzi. Anche Newcastle sostiene molto la NAK. Ma durante i tour è tutta un’altra cosa. A parte a Newcastle, in Inghilterra pochi ci vogliono bene. E a Sheffield ci odiano a morte. Anche a Edimburgo non piacciamo molto.

Ma a Glasgow siamo tifati anche contro gente come Grado.

 

WtW: Sinceramente, ho l’impressione che la gente stia cominciando ad apprezzare Grado un po’ meno di prima.

CR: È vero. Forse è perché siamo qui regolarmente, non siamo solo gente che si vede nei documentari e in televisione, il pubblico non viene a vedere “quelli della tele”, Jester, Grado… i fan di Glasgow sono quelli che hanno investito più di chiunque altro nel prodotto che offriamo e vogliono avere i loro ragazzi, capisci cosa voglio dire? Certe volte ci sono cose che diventano tanto fighe da non esserlo più, e forse è proprio questo che è successo a Grado per alcuni dei fan di Glasgow. Ma altrove – a Liverpool, a Leeds, anche a Londra, cazzo – Grado è il più popolare del mondo.

 

WtW: Ti fa piacere ricevere reazioni contrastanti, o preferiresti essere un Heel e basta?

CR: Se la gente ha una reazione, qualunque, sono contento.

Non è più un discorso di “buoni” e “cattivi”: ci sono solo personaggi che si scontrano. Voglio dire, se guardiamo la cosa da un punto di vista tradizionale, dimmi tu come si può chiamare Face la Legion, o la NAK. In realtà ci comportiamo tutti da Heel, con quello che stiamo facendo. Attacchiamo la religione, ci aggrediamo a vicenda, noi abbiamo crocifisso Mikey Whiplash… facciamo di tutto, ma la gente sceglierà da che parte stare. E questo ci piace molto.

È come scegliere una squadra di calcio o di qualunque altro sport da tifare. Ne sono molto soddisfatto. Ci sono quelli cui piace la Polo Promotions, chi sostiene la NAK, chi supporta la Legion. Sono sicuro che c’è addirittura qualcuno che tifa The 55. È bellissimo, perché l’atmosfera sarà pazzesca.

Ti ricordi quando la Hart Foundation ha condotto tutta quella storyline, Canada contro USA? Come quella volta. Scegli una posizione, scegli la tua squadra preferita.

 

WtW: Insomma, in pratica, ciò che conta è che i fan abbiano una reazione, una qualunque.

CR: Sì, se uno è “over” si beccherà applausi o fischi. Penso che l’unico che al momento nessuno tifa è Red Lightning.

 

WtW: A dire la verità, all’ultimo show l’ho sostenuto…

CR: Davvero? Vedi, cazzo? Ce n’è sempre almeno uno!

 

WtW: Già: perché ha attaccato Jackie Polo e i suoi.

CR: Perfetto! Vedi? È quello che dicevo prima: hai tifato un personaggio perché è andato contro un altro personaggio. La gente fischierà chiunque affronti il loro preferito, e applaudirà chi attacca uno che non gli piace.

 

WtW: Penso che stiate creando un’utopia nel wrestling: non ci sono “buoni” o “cattivi”, ognuno sceglie di stare dalla parte di chi preferisce.

CR: Non credo che il discorso sia “non ci saranno mai buoni e cattivi”, ci sarà sempre uno “buono” al cento per cento come Joe Coffey e uno “cattivo” come Red Lightning, ma poi ci sono quelli nel mezzo. La vita è così! C’è chi è un’enorme testa di cazzo, senza nessun tratto positivo, e altri che non hanno mai fatto nulla di cattivo in vita loro, e poi ci sono tanti nel mezzo. Sono persone, e nel nostro caso personaggi.

Una delle mie frasi preferite, che non so se ho inventato io o se l’ho sentita da qualche parte, è: “Alla gente non gliene frega un cazzo del bump, quello che importa è la persona che lo subisce”.

Ti faccio un esempio: un wrestler indipendente, magari un messicano, vola sopra le corde ogni giorno, 300 giorni all’anno.  Bene, bravo. Undertaker lo fa una volta all’anno e, cazzo, ti interessa perché lo tifi, è il Phenom che fa quel salto. Mick Foley che cade dalla cella, cazzo, ti interessa, perché non è uno della CZW che cade su un tagliaerba di merda, tutti dicono “Oooh,è pazzo, oooh” e poi guardano il video successivo. Foley era un essere umano nel quale avevi investito che è caduto e si è fatto male. Sai benissimo che è uno show, ma lo stesso ti sei chiesto se stava bene. È questo che vorrei raggiungere: creare dei personaggi per i quali ogni singolo spettatore si preoccupi.

Sì, credo che in un certo senso stiamo davvero creando quell’utopia. Stiamo creando personaggi nei quali la gente investe. Perché alla gente interessa altra gente, e questo non cambierà mai: è per questo che si continuerà sempre a fare documentari e a leggere autobiografie: alla gente interessa altra gente.

 

WtW: Pensi che sareste riusciti a raggiungere questo obiettivo se la ICW fosse un prodotto per famiglie?

CR: No. Con i bambini, il wrestling dovrebbe sempre essere un discorso di “buoni” contro “cattivi”. Non credo che, da quel punto di vista, le sfumature dovrebbero esistere nella vita di un bambino. Quando cresci e vedi il mondo, a quel punto impari a riconoscerle. In uno show per bambini non devono nemmeno esserci contenuti sessuali, o eccessivamente violenti. Si può fare riferimento ad essi, ma c’è una certa differenza tra la violenza gratuita e un match hardcore in una federazione più piccola. In uno show per famiglie non mi vedrai mai sanguinare, per lo meno non apposta, né userò mai un certo tipo di linguaggio.

 

WtW: Senza nessuno spoiler, pensi che la NAK – come stable in ICW – finirà mai?

CR: Nulla dura per sempre, e certe volte è meglio bruciare che sfumare.

Non si sa cosa succederà, a quanto ne sappiamo il match nella gabbia [contro la Legion a Fear & Loathing VIII, in novembre] potrebbe essere l’ultimo, perché… cazzo, saremo in una gabbia. Nessuno si aspettava che i nostri match alla Square Go finissero come sono finiti, nessuno si poteva immaginare una fine così improvvisa. Novembre potrebbe essere il nostro canto del cigno, potremmo non sopravvivere, cazzo.

 

WtW: …e ci sarà Mick Foley.

CR: Già. E nessuno sa che cazzo farà.

 

WtW: Quindi la NAK potrebbe finire.

CR: Sì, potrebbe, ma abbiamo intenzione di tirare avanti il più a lungo possibile. A questo punto siamo diventati parte della cultura del wrestling in questo Paese. Non saremo mainstream, ma… la gente che ci ama ci ama davvero, con una passione incredibile.

Certe volte questo ci mette un po’ in soggezione, ma…

 

WtW: Parliamo un po’ del seguito che la NAK ha. Secondo me, almeno in parte, è a causa dei tuoi promo, che dicono semplicemente la verità. Qualche volta è spiacevole, ma è sempre la verità.

CR: Alla gente piace sentire la verità.

Nella vita, c’è tanta gente che decora la verità o che mena il can per l’aia. Ma alla gente piace quando qualcuno dice: “A proposito, le cose stanno così”. Cioè… a qualcuno piace, ad altri no. Ma tutti lo rispettano, che sia una verità che fa loro piacere o meno. Gli piace il fatto che la diciamo.

È come essere il leader di una setta. Tipo Jim Jones. Alcuni pensano: “Quel tizio è fuori di testa”, ma altri dicono: “Figo!”

 

WtW: Prima hai parlato del tipico “buono” al cento per cento – anche in uno show per adulti. Cosa intendi dire?

CR: Ci sarà sempre uno che è più simpatico, migliore degli altri, capisci, magari uno sportivo vero. Per esempio Joe Coffey, è un tipico “buono”, un supereroe. Non ci sono dubbi riguardo a lui. Il che è perfetto, perché porta nell’ambiente i fumetti.

 

WtW: Già. Quale pensi sia il rapporto tra wrestling e fumetti?

CR: I fumetti giocano un ruolo importante nel wrestling oggigiorno. Fergal Devitt ne è l’esempio più eclatante, ha cominciato lui con Venom e Carnage.

Il wrestling è un mondo di fantasia, e chiunque sia nell’ambiente lo sa, quindi adorano tutti questi vari elementi.

 

WtW: Parliamo della tua carriera: nella “shoot interview” che ha visto te e Divers fronteggiarsi con un microfono in mano subito prima di Shug’s Hoose Party II, Divers ha detto che, nella storia della ICW, tu sei quello che ha combattuto più match titolati come sfidante. È vero?

CR: Sì, credo di sì. A parte James Scott e BT Gunn, ho affrontato tutti i campioni. Jester, tre o quattro volte: di sicuro nel Four Way a Still Smokin’ e nella sua prima difesa del titolo. Ho affrontato Drew, Red Lightning… non so, forse Mikey Whiplash no.

Sì, credo di aver avuto più match per il titolo di chiunque altro.

[controllando, Renfrew ha combattuto quattro match per il titolo, venendo sconfitto da Red Lightning, da Jack Jester (due volte) e da Drew Galloway]

Ma la maggior parte delle volte è stato perché in quel momento io ero quello “giusto”. Spesso non ero davvero uno sfidante credibile. Ad esempio, nella prima difesa del titolo di Jester, aveva bisogno di qualcuno che gli facesse fare bella figura, in sintesi qualcuno che sanguinasse, quindi di me. Quando Red Lightning aveva la cintura ero un Face importante, lui era un Heel di rilievo, era una sfida perfetta.

Sì, ho combattuto diverse volte per il titolo. E non ce l’ho mai fatta.

Un’altra statistica: in ICW non ho mai sconfitto un uomo che abbia detenuto il titolo principale. Non in una situazione di uno contro uno, comunque.

 

WtW: Non hai sconfitto Jack Jester, una volta?

CR: Io e BT Gunn abbiamo battuto Jimmy Havoc e Jack Jester, ed è stato BT Gunn a schienare Havoc.

 

WtW: E come mai?

CR: Forse sono semplicemente un perdente. Forse è quello il problema del mio personaggio. Forse sono uno tutto chiacchiere di merda e poca sostanza. Forse è quello il mio destino, sono quello che arriva sempre secondo in campionato, quello che perde la finale della Champions League, quello che sbaglia il rigore più importante, che avrebbe potuto farcela ma…

Forse è quella la mia maledizione. Forse è il motivo della mia pazzia… non riesco mai ad arrivare in cima alla montagna, anche se continuo a provare ad arrampicarmi. Arrivo vicinissimo, e c’è sempre qualcuno che mi spinge giù. Poi, mentre rimango aggrappato, arriva qualcuno e mi supera. Non si può mandare chiunque in vetta, sai?

 

WtW: Quando avevi la valigetta, pensavamo tutti che fosse ovvio che avresti tolto il titolo a Jester – prima che tornasse Drew.

CR: E invece non era ovvio.

 

WtW: Be’, noi appassionati pensavamo che l’avresti fatto a Shug’s Hoose Party. L’avevi anche detto in un promo, Jester non aveva più alleati… e quella sera è comparso Drew.

CR: Perfetto.

Se Drew non si fosse presentato, non so come sarebbe finita. Ma è stata la cosa migliore che potesse mai capitarmi. Dal punto di vista del personaggio, se quella sera avessi vinto il titolo, ora dove sarei? Perdere il match titolato contro Drew è stata la cosa migliore che potesse capitarmi, perché ha concluso il mio personaggio di CR Drunk e quella versione della NAK. Quella stessa sera, alla Square Go del 2015, BT Gunn ha perso un Cage Match, io ho perso il match per il titolo e Dickie Divers ha vinto lo Square Go Match. Era finito tutto. Penso sia stato il modo perfetto di concludere quel capitolo del nostro libro, ci ha consentito di tornare con motivazioni diverse.

Molti pensano che sia necessario vincere, ma a volte perdere può essere più utile se poi si continua nella direzione giusta. Nel mio caso, credo che perdere contro Drew sia stato più utile nello sviluppo del mio personaggio di quanto non lo sarebbe stato vincere quel titolo.

Al momento non ho la stessa rilevanza di Drew Galloway o diGrado, ma l’anno prossimo potrebbe essere tutto diverso: quella sconfitta mi ha consentito di evolvere, di cambiare.

Penso che perdere quel match sia stata una delle cose migliori che siano mai accadute al mio personaggio; è stato un match così pieno di emozioni, erano tanti quelli che ci tenevano davvero a vedermi portare a casa il titolo, ma non ce l’ho fatta. Certe volte le favole non finiscono bene. Anche questa è la ICW: non si sa mai come finisce.

 

WtW: Oggettivamente, a pensarci, devo ammettere che mi piacerebbe vederti con la cintura, te la meriti per quello che hai fatto e fai per la ICW, ma come ben sai “odio” la NAK, quindi sono contento che tu non abbia vinto. Comunque sia, è stato un match fantastico, migliore di quanto mi aspettassi.

CR: È stato uno di quei match che capitano ogni tanto, come quello contro London & Kendrick di cui ho parlato prima. Un match per il quale ho sentito che dovevo fare di più. E Drew è fantastico, chiunque salga sul ring contro di lui alla fine del match sembra migliore di prima. Ogni sfidante importante che ha avuto finora – io, Joe Coffey e Big Damo – è uscito dal match più forte, grazie a Drew. Ma con quel match ho anche dimostrato che so reggermi in piedi da solo. Avevo fatto quel grande match di coppia contro London & Kendrick, ma quello era… be’, un match di coppia. In un match del calibro di quello con Drew, con così tante aspettative, non potevo far schifo. E non ho fatto schifo. Secondo me, è stata la miglior performance della mia carriera. Ed è stata una maniera splendida per chiudere con un personaggio e farne cominciare un altro.

 

La prossima volta parleremo invece dei progetti e dei sogni che Chris Renfrew ha riguardo alla ICW. Non mancate!

Marco Piva

Non c'è niente da vedere. Su, su, circolare. Va bene... ho 40 anni, vivo in Scozia, guardo il wrestling da Wrestlemania III, ormai non sopporto più la WWE ma seguo con cura tutte le indipendenti possibili.

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