Intervista a Drew Galloway (terza parte)

Nella seconda parte di questa fantastica intervista, Drew ci ha parlato della WWE. Ci ha detto come si è sentito a Wrestlemania, ci ha raccontato quanto divertente era essere parte di 3MB e cos’è successo nel giorno in cui se ne è andato. Vediamo ora cos’è accaduto subito dopo.

 

WtW: In Scozia sei stato il primo campione della storia della ICW. Quanto è cambiata quella federazione da allora?

DG: Non c’è neanche paragone. Quando abbiamo cominciato, nella zona di Maryhill, venivano meno di 50 persone agli show: ma Mark Dallas aveva un sogno e non ha mollato. La prima volta non gli è andata bene, ma ha tenuto duro. Poi ha cominciato a perdere soldi e si è fermato. Poi ha ricominciato lavorando con Duncan Gray, che lavora dietro le quinte e di mestiere organizza concerti; insieme sono riusciti a mettere in piedi un bell’impianto. Poi hanno fatto un documentario, e a quel punto la ICW è esplosa. Un giorno, ero ancora in WWE, ero a Glasgow quando hanno fatto uno show. Sono andato a vederlo, ero dietro le quinte; ho guardato fuori e ho visto che il Classic Grand era esaurito: non ci potevo credere, sembrava una cosa enorme.

 

WtW: Dopo la WWE, sei apparso in ICW non appena sei tornato in Scozia. Perché hai scelto proprio questa promozione?

DG: Nel momento in cui ho lasciato la WWE ho deciso di tornare in ICW: era lì che volevo fare la mia dichiarazione d’intenti. Quindi ho telefonato a Dallas e gli ho detto cosa avevo in mente. Ci siamo organizzati per assicurarci che nessuno sapesse che ero lì, lo sapevamo solo in tre.

 

WtW: Chi sono queste tre persone?

DG: Io e Dallas, naturalmente, e Chris Renfrew, che lo aiuta a scrivere gli show e che era tra l’altro coinvolto in quell’angle. Ah, anche Jack Jester: quattro persone.

 

WtW: Scusa se ti ho interrotto, stavi parlando della ICW.

DG: Nessun problema. Appena hanno saputo che non ero più in WWE, un sacco di promoter mi hanno mandato messaggi. Se fossi stato scosso probabilmente mi avrebbero fatto inca**are, hanno iniziato immediatamente a scocciarmi. Ma per fortuna non ero scosso, anzi, ero pieno di energia. Dallas è stato l’unico che non mi ha contattato. Allora l’ho chiamato io dicendo “Ehi, stro**o, perché non ti sei fatto sentire?” Mi ha detto che pensava che avrei avuto bisogno di un po’ di tranquillità. È stato un gesto che mi ha fatto molto piacere. Comunque sia, gli ho raccontato della mia intenzione di tornare in ICW in maniera fragorosa. Voglio dire, ero al centro dell’attenzione di molta gente, tanti erano stupiti del fatto che non ero più in WWE. Questa è stata una cosa che mi ha fatto molto piacere sentire. Quando sono venuto qui per lo show ero nascosto nel seminterrato e ho sentito la reazione per quellli di “Still Game” [una serie televisiva comica ambientata a Glasgow, molto popolare, i cui protagonisti sono intervenuti in quello show, a sorpresa, NdWtW], che erano anche loro una sorpresa. Mi sono chiesto se i fan avrebbero reagito alla mia comparsa. Poi sono uscito, con il volto coperto… ho visto e sentito la reazione, c’era così tanta gente… ho pensato “Oh mio Dio, questo è il posto più figo del mondo”. Ogni volta che vado in ICW è sempre il posto più figo del mondo. I fan mi sostengono ovunque tranne a Glasgow, ma anche se mi fischiano… se reagiscono, se si divertono, mi diverto anch’io. I fan sono così calorosi… ieri sera un mio amico stava guardando uno show su On Demand. Non è un grande appassionato di wrestling, ma l’ha guardato, ed è rimasto a bocca aperta. È fantastico. La cosa peggiore per un wrestler è quando il pubblico non reagisce.

 

WtW: Cosa mi dici dei fan ICW di Glasgow?

DG: Sai bene anche tu come sono. Quasi tutti applaudono gli heel. Voglio dire, a Glasgow la NAK è una stable face, ma dovrebbero essere heel. Ogni volta che esco accetto i fischi. A questo punto cerco di far sì che la gente, almeno a Glasgow, mi consideri un po’ stro**o.

Prendi anche l’esempio di Grado: in qualunque show cui partecipa è sempre il più “over” di tutti – tranne in ICW a Glasgow. Ha bisogno di cominciare ad aggiungere qualcosa al suo personaggio, ci stiamo lavorando io, lui e Lee [Jack Jester, NtWtW]. Inizia a essere un po’ più aggressivo. Io l’ho schiaffeggiato sul ring, Lee gli ha fatto usare il suo cavatappi enorme come arma… il suo personaggio sta un po’ impazzendo perché, se vuoi fare qualcosa di diverso a Glasgow – e dovrà cambiare almeno un po’, visto come sono i fan… voglio dire, reagiscono sempre in maniera inattesa. Voglio dire, fischiano me e… ovviamente lo accetto e lo uso sul ring, la mia idea è che se fai casino non mi interessa se mi sostieni o no. Se fai casino, vinco comunque io. Adatto sempre i miei match a seconda di come reagisce il pubblico, non è un problema, mi basta che voi fan vi divertiate.

Pensa per esempio al mio match contro Joe Coffey [a ICW Barramania, NtWtW]: senza dubbio era lui il face, e abbiamo costruito il match basandoci su quello. Ero appena arrivato dall’America dove avevo vinto il titolo della Dragon Gate USA, sono arrivato nel locale alle 8 di sera, il match era alle 10. Quando Simon Cassidy ha annunciato il mio nome, ho sentito la reazione del pubblico. Gi me l’aspettavo, ma probabilmente l’essere andato in TNA ha fatto rivoltare tutti i fan di Glasgow contro di me, molti probabilmente hanno pensato che stessi per andarmene.

Comunque sono sicuro che, se Coffey avesse vinto il titolo, anche se al momento è probabilmente l’unico del roster che tutti supportano, nel giro di due mesi il pubblico inizierebbe a fischiarlo.

In ICW non si sa mai cosa sta per succedere. Voglio dire, Lionheart è tornato dopo essersi rotto il collo e la gente l’ha fischiato!

Attento: questa cosa mi piace moltissimo. I fan sono quasi parte del roster, ti costringono a stare sempre attento, ti devi continuamente chiedere come fare a cambiare, ad adattarti. Ti mantengono sul chi vive, devi essere sempre creativo, perché sono loro ad aver visto la promozione crescere e sono cresciuti con lei. Bisogna adattarsi, certo, ma il wrestler deve comunque assicurarsi di mantenere il controllo della situazione. C’è chi ci resta male se il pubblico li fischia, li vedi in spogliatoio con il muso lungo perché si aspettavano di essere applauditi e invece sono stati fischiati. A loro dico sempre che è comunque una forma di intrattenimento, e che se i fan reagiscono significa che li stai intrattenendo e quindi stai facendo il tuo lavoro. Se alla fine di un incontro tu, il fan, dici “Ca**o che bel match”, io ho fatto il mio lavoro. E anche se sono riuscito a farti credere che stava per vincere il mio avversario.

 

WtW: Quest’ultimo punto… sicuramente hai avuto successo, almeno per quanto mi riguarda, proprio in quel match contro Joe Coffey. Prima dell’incontro non mi aspettavo che potesse vincere, ma negli ultimi cinque minuti ho davvero creduto che stesse per toglierti il titolo.

DG: Ne sono felice. Mi assicuro sempre di costruire ogni match in modo da far credere al pubblico che sto per perderlo. Pensa anche a quello che ho fatto con Renfrew [a ICW Square Go, NdWtW]: mi ha fatto lo Stunner, ma mi sono salvato al conto di due. Poi mi ha fatto un SuperStunner dalla seconda corda e ho sentito la reazione del pubblico, ho pensato “Ecco, pensano che sia tutto finito, che abbia perso”. Quel momento è stato grandioso.

 

WtW: Quanto di te stesso hai messo nelle tue faide in ICW, in particolare in quella contro Jack Jester che si è conclusa con la tua conquista del titolo e un abbraccio tra te e lui al centro del ring?

DG: Tutto, specialmente in quella. Era tutto vero. Tutto quello che facevamo, lo rendevamo il più realistico possibile. Dovevamo credere in tutto ciò che facevamo, in tutto ciò che dicevamo. Quella sera poi ero davvero in preda alle emozioni, avevamo messo così tanto di noi stessi in quella faida, e poi erano due anni dal giorno in cui mia mamma era venuta a mancare, quindi avevo ddedicato a lei quell’incontro. È stato un match importante per entrambi, e abbiamo fatto un bel lavoro. Non piango praticamente mai di fronte alla mia famiglia, ma piangere di fronte a 1.600 persone… l’ho fatto.

 

WtW: Hai altre storie riguardo alla ICW?

DG: Sì, quando ho lottato contro Sabu, qualche settimana fa… non sai mai cosa sta per fare. Inoltre, la prima volta in vita mia che l’ho toccato in un match gli ho dato un calcione in faccia. Eravamo fuori dal ring e c’era qualcosa di bagnato per terra, qualcuno aveva spanto la birra. Sono andato per dargli quel calcio ma sono scivolato, quindi l’ho centrato in faccia con tutta la mia forza. Mi ha guardato con un’espressione incredula, come a chiedermi perché. Poi mi è dispiaciuto tantissimo. Ero nell’autobus dei wrestler con Renfrew e gliene ho parlato, ci ero rimasto così male… avevo appena preso a calci in faccia un uomo di 50 anni… ma lui non se l’è presa.

 

Drew ora ci ha detto tutto quello che pensa della ICW, di cui detiene il titolo. Nella prossima (e ultima) parte di questa intervista, parleremo di qualcosa di un po’ più personale.

Marco Piva

Non c'è niente da vedere. Su, su, circolare. Va bene... ho 40 anni, vivo in Scozia, guardo il wrestling da Wrestlemania III, ormai non sopporto più la WWE ma seguo con cura tutte le indipendenti possibili.