Ospite di eccezione quest’oggi, sulle nostre pagine: non è un lottatore, non è un promoter. E’ un fan che un giorno si è trovato su un ring con una casacca a fare l’arbitro: da quel giorno è passato un po’ di tempo e il ragazzo impacciato e forse insicuro è oggi una splendida realtà incastrata in uno splendido contesto chiamato ASCA. Quest’oggi ho il piacere di scambiare quattro chiacchiere con l’arbitro ufficiale della federazione, colui che sul ring è la legge: sto parlando di Matteo Di Fina, che ringrazio per la pazienza, la disponibilità, la gentilezza e la simpatia dimostrate nel corso di questa lunga, ma costruttiva, intervista.

WtW: Matteo Di Fina: integerrimo arbitro ASCA, la legge sul ring: raccontaci i tuoi inizi ma soprattutto i primi match.

MDF: Innanzitutto ti ringrazio per questa intervista: ad essere sincero, quando ho iniziato questa “carriera”, ossia un anno fa, non avrei mai immaginato che potessi diventare così “importante” da essere il soggetto di un’intervista. Con il lavoro che faccio, solitamente, sono io che faccio le domande.
Dunque i miei inizi sono a dir poco casuali: l’anno scorso ero, infatti, uno degli organizzatori di Ready To Start (3 giorni di evento al centro commerciale di Cermone, Pizzoli) il primo vero grande show dell’ASCA e, ad una sola settimana dall’evento, è sorto un gigantesco problema…non avevamo l’arbitro.
Non so perché ma, vedendo la situazione, mi proposi io…e da lì iniziò l’inferno!
Quella settimana fu dannatamente infernale: ansia, nervosismo, pensieri e contro pensieri del tipo “e se sbaglio qualcosa, se faccio qualche stupidaggine” e, ovviamente, maledizioni contro me stesso per essermi proposto. Quando non ero preso dall’ansia studiavo i match, guardando la posizione degli arbitri ma, si sa, in un match di wrestling gli arbitri non è che siano inquadrati così spesso
Rischiai pure di perdere l’aereo per Roma il giorno della partenza, visto che dimenticai il biglietto dell’aereo a casa e mio padre mi ha letteralmente salvato le ciapet.
Il primo giorno fu un po’ confusionario: è come il primo giorno di lavoro, devi fare bella figura e, sopratutto, imparare in fretta quello che devi fare..salito sul ring l’ansia si era quasi quadruplicata ma, quando suonò la campanella, non ci pensavo più: ero li per fare il mio lavoro, concentrato e freddo. Rivedendo il primo evento ho notato tanti ma tanti, ma tanti errori sia di posizione che di comportamento ma ho sempre avuto la fortuna di trovare grandi persone sul quadrato che hanno aiutato a migliorarmi e a correggere le sbavature. Non dico che negli ultimi eventi non abbia fatto errori, anzi, però nella vita bisogna migliorare sempre e comunque: nessuno nasce imparato.

WtW: Dopo Ready To Start, sei diventato, in un modo o nell’altro, uno dei simboli dell’ASCA. Come definiresti la federazione?

MDF: E’ giusta la definizione in un modo o nell’altro: nemmeno io so come ci sono diventato.
A parte gli scherzi, i veri simboli sono Ice Man e Kyo Kazama: due che hanno calcato ring importanti, che si allenano duramente ogni giorno per poi dare grande spettacolo sul quadrato. Sono loro i due che rappresentano meglio l’ASCA: grande umiltà, tanti sacrifici e tanto lavoro.
L’ASCA è la tipica federazione “indy”: pochi show ma tanto spettacolo. Una piccola realtà che sta sempre più crescendo in Italia ma che si sta facendo pure un nome in Europa e non ti nascondo nel dirti che anche in ambito internazionale c’è stato qualche contatto interessante.
La cosa che, comunque, mi ha sempre reso orgoglioso di far parte di questa famiglia è l’approccio con il wrestling e con le altre federazioni della nostra nazione: prima di “noi” non vi era mai stata collaborazione tra le altre realtà a causa delle tante inimicizie e problemi che si sono create ne corso degli anni.
Noi siamo stati i PRIMI a collaborare con la ICW e, posso dire, che è una collaborazione che ha portato ad un connubio perfetto.
Poi, ovviamente, abbiamo anche la fortuna di avere nel nostro roster gente di grande esperienza come Extreme Panther e Shock per esempio. Da non dimenticare poi l’Italian Fight Club (Veleno e Fernandez), Maschera D’Argento..gente che ha calcato il ring e che non sale sul quadrato per “giocare” a fare i wrestler.

WtW: Ecco, nel panorama un po’ frastagliato del Wrestling Italiano si piazza anche l’ASCA che ha cercato e cerca di collaborare con ogni realtà. Tuttavia, la situazione resta comunque molto complessa. A cosa credi sia dovuto tutto ciò e, secondo te, ci sarà mai una “pace” tra le tante realtà?

MDF: Vuoi la sincerissima verità? Sono nel wrestling web da 4 anni con il nickname “T.I.B.”, ho scritto tanto su questo argomento e, ora che ne faccio parte in prima persona, posso dirti questo: continuo a sperarci!
La situazione cambierà SOLO quando certi “dinosauri” rancorosi decideranno di abbandonare definitivamente la scena o capiranno che è giunta l’ora di crescere e seppelliranno l’ascia di guerra.
Ovviamente, so tante, troppe storie sull’argomento, di cui alcune veramente raccapriccianti e insensate che ti inizi a domandare di come, certa gente, abbia il diritto al voto.
Se vuoi un pensiero un po più diretto ti accontento subito: le federazioni di wrestling sono un po come il wrestling web italiano.
Mi spiego meglio: in molti se ne fregano della qualità del proprio sito o di quello che portano online, pensano solo alle visualizzazioni a mostrare al pubblico, nel vero senso della parola, chi ce l’ha più lungo.
Così è, per molte federazioni italiane: pensano di fare dei match di qualità ma, alla fine, si fanno solo i conti in tasca vedendo gli incassi dello show.
La fortuna è che “qualcuno” ha iniziato a cambiare questo senso di marcia e a far capire che per crescere INSIEME bisogna collaborare. I piccoli passi ci sono, la buona volontà pure. Non bisogna che sperare!

WtW: In altri paesi la situazione del wrestling è molto più avanti, noi siamo indietro anche su questo. Ecco, arriviamo ad un altro punto: l’Italia è un paese WWE-centrico. Molti ignorano l’esistenza di federazioni italiane, altri invece imitano atleti WWE come se fossero i profeti della disciplina. Ora, come possiamo migliorare in questo senso e soprattutto come possiamo portare il wrestling italiano al centro dell’attenzione?

MDF: Beh vuoi sapere quale sarebbe il primo passo? Innanzitutto più spazio nel wrestling web: insomma, tette e culi delle divas piacciono a tutti, sia chiaro ma…se si diminuisse la quantità di questo materiale su un sito di wrestling e si mettessero più notizie sul wrestling Italiano non sarebbe male eh! Come la stessa quantità abnorme su notizie inutili che spuntano (perchè purtroppo spuntano) che i newsboarder traducono e riportano: “ad Orton piace la fi**”, “Hogan è vecchio ma continua a scopare come un mandrillo”..sono notizie che a me, FRANCAMENTE, non interessano nemmeno per una beneamata cippa! Gli esempi sono creati sul momento eh ma, su per giù, la situazione è ovunque così: tante ma tante notizie inutili sulla WWE, e pochissimo sulla scena italiana.
L’unico che fa questo “brutto” lavoro è Enrico Bertelli che è sempre alla caccia di notizie, ci ho provato anche io ma dopo un po ho dovuto cedere.
Se ci aspettiamo che i mass media italiani parlino di noi, dobbiamo aspettare una tragedia e, quella, non è pubblicità positiva!
Poi, se non ci diamo una mano tra di noi, siamo veramente un gran bel mucchio di stronz*

WtW:  Capitolo wrestling web, croce e delizia. Quali credi siano i pro e i contro ma soprattutto, io ho notato troppa gente fossilizzata in tante convinzioni, per lo più WWE centriche, e pochi, come Indyvidui italiani, che danno spazio e risalto a ogni minima realtà, anche la più piccola. Quanto è importante il web e allo stesso tempo quanto è dannoso per un neofita come può essere un ragazzino di 11 anni?

MDF: Vuoi farmi odiare? Diciamo che, facendo parte pure di questo gruppo, si potrebbe dire che Indyvidui è l’unico posto dove l’argomento viene trattato a 360° gradi…l’unico grande problema è che non è un sito. Il problema maggiore è sempre quello: la WWE regna a prescindere da tutto e tutti, dalla qualità dei match alla gestione dei suoi wrestler. Per farti capire meglio: fa più notizia Hogan che ha le emorroidi che un Tommy End che va a combattere oltre oceano. Il problema è sempre quello: si dà alla gente quel che vuole ma non si fa nulla per ampliare i propri orizzonti.
Il problema è sempre quello: troppa gente che pensa solo a curare il proprio orticello, piuttosto che evolvere e provare ad informare.  C’è comunque da dire che nessun sito di wrestling italiano è iscritto all’albo giornalistico o comunque ha la certificazione per definirsi un vero e proprio giornale quindi la situazione difficilmente cambierà: ognuno fa quel che vuole.
Tornando al discorso Indyvidui, per quanto si è provato a creare qualcosa di importante, il piano non è andato a buon termine. Alla gente non va tanto di perdere giornate di fronte al PC per trovare news, a maggior ragione se non sono notizie che potrebbero portare visualizzazioni. C’è stato un piccolo tentativo in passato, ci ero pure io in mezzo ed è miseramente fallito. Poi, ovviamente, c’è il forum a cui si può accedere..ma io sono all’antica: preferisco un sito da consultare e guardare le novità, piuttosto che un gruppo di Facebook che, spesso e volentieri, è un gran casino.
Il ragazzino di 11 anni va, nel vero senso della parola, EDUCATO: è ovvio che ci saranno sempre quei ragazzini un po troppo spinti con la fantasia ed è li che dobbiamo (anzi, dovete) intervenire: tutti abbiamo avuto un inizio, tutti ci chiedevamo se quello che vedevamo era vero o meno. Se poi lo si bombarda di WWE, WWE è meglio..non se ne esce più. C’è anche da dire che, comunque, chi ama veramente questo sport intrattenimento, inizierà a farsi domande e a chiedersi perché, cosa era prima il wrestler..ed è qui che entra in gioco l’editorialista o il newsboarder: ricordatevi sempre che chi scrive per un sito, ha l’obbligo morale di formare e informare.

Wtw: Torniamo al tuo lavoro: quanto è cambiata la visione che hai di questo sport da quando hai cominciato a viverlo in prima persona? Quali sono stati gli insegnamenti che altri arbitri, penso ad esempio al Bonner, ti hanno dato?

MDF: Sai è una bella domanda questa. Sono il tipico tifoso che è passato dalla fase “wrestling in tv” alla “wrestling live”. Due mondi simili ma così differenti: già dal vivo, senti ancora di più l’adrenalina salire. Sono stato 2 volte in Germania, una per il Carat e una per Noah Genesis, in entrambi i casi a bordo ring e…dannazione è un emozione che auguro a tutti di vivere.
Sentire i colpi, i bump sul tappeto…sono cose che ti fanno vivere ancora meglio l’esperienza..ma se hai pure la fortuna di starci pure sopra il ring la musica cambia..e cambia di netto.
Sei sei all’interno del quadrato non hai il tempo di pensare a quello che ti sta attorno: sei concentrato sull’azione e sopratutto a fare al meglio il tuo lavoro!
L’arbitro ha il compito di essere la legge e, spesso e volentieri, è quello più bersagliato dal pubblico: a Ready To Start mi sono preso tanti di quegli insulti nel match di coppia che se ci penso ora mi fanno pure ridere: “cecato”, “arbitro cornuto” e tanto altro. Diciamo che  la nostra categoria è una di quelle più bersagliate, quasi quanto quella degli Heel ma, in ogni caso, devi saper stare al gioco.
Posso dire ufficialmente e senza problemi che il Bonner mi ha aperto un nuovo mondo: è il migliore ref che c’è in Italia senza ombra di dubbio.
Per Happy Birthday to Us mi ha fatto la lezione più importante ed interessante della mia esistenza: un’ ora e più di spiegazioni sulla psicologia e sul come comportarsi sul quadrato.
Diciamo che proprio da quell’evento ho iniziato più ad intercalarmi in questo ruolo anche se, non ti nego: io stesso vivo la mia gimmick da arbitro.
Mi spiego meglio: io sul quadrato sono la legge, sono il ref! Non puoi sgarrare o fare errori perché io ti squalifico e ti mando a casa.
Forse vivo anche questo momento in maniera differente rispetto ad altri colleghi: non mi tiro indietro ne mi faccio intimorire. Non sono arretrato di fronte ad un bestione come Mastiff, figuriamoci se lo faccio con gli altri.

WtW: Matteo: il match più bello che hai arbitrato?
Quello in cui ti sei sentito emotivamente più coinvolto?
Quello in cui hai rischiato di essere malmenato e quello che più ti ha sorpreso?

MDF: Più bello? Diciamo che ne ho visti tanti che meriterebbero di essere citati ma vado per Robbie X contro Morgan Webster (facilmente reperibile sul canale dell’ASCA)
Emotivamente..senza ombra di dubbio l’ultimo Main Event, Ice Man vs Kyo Kazama..è stato veramente un match molto intenso e sopratutto emozionante. Al conteggio finale sono pure io crollato al tappeto..ero esausto.
Per quello “sorpreso” ne ho due ed entrambi sono di Trent Seven: quello contro Mastiff e quello contro OGM ma, forse, l’ultimo di più. Mastiff/Seven è stato completamente pazzesco, dall’inizio alla fine, con tanto di finale con il mio angle con Mastiff che pretendeva altri minuti per sconfiggere l’avversario.
Quello di Kick Em All è stato interessante già dalla sua preparazione. Seven è un vero professionista a tutti gli effetti, cura nel minimo dettaglio il match che deve affrontare, mimando pure le reazioni del pubblico.
Eh, quella dove ho rischiato…io so perché mi hai fatto questa domanda: il primo “rischio” l’ho avuto a Ready To Start quando, con Charlie Kid, non abbiamo avuto un approccio positivo sul quadrato. Il primo faccia a faccia lo abbiamo avuto già al suo ingresso sul ring. Poi vari spintoni e richiami. Il giorno successivo con Mastiff solo che, non so come, sono riuscito a far abbassare la cresta all'”orsacchiotto” che ti spezza le ossicina
E…infine…a Happy Birthday To Us mi sono beccato un vertical suplex da Requiem!

WtW: Cosa c***o, ma proprio letteralmente, ti è passato in mente nel momento del Vertical Suplex di Requiem?

MDF: Io sapevo che andavamo a parare qui..vuoi la sincera verità? Sono stato un emerito cogl*one! Requiem voleva un qualcosa di più impatto e che sorprendesse il pubblico..i booker non erano per niente entusiasti..ma alla fine…prack! Diciamo che vedere il mondo da “un’altra prospettiva” non è tanto divertente e, sopratutto, essere usato come un arma non lo è neppure. Insomma peso pure i miei bei 100 Kg eh..comunque, alla fine è andato tutto bene!

WtW: Matteo, come ti stai preparando per Best in Italy? Dobbiamo aspettarci qualche altro tuo coinvolgimento fisico?

MDF: 4 volte in palestra, tanta bicicletta e una dieta bilanciata ma non ti nascondo nel dirti che mi spolperei amorevolmente un capretto (chiedo venia a tutti i lettori vegani).
Ah ah ah,  sinceramente non credo proprio perché sennò altro che suplex: qui prima parte la squalifica, poi la daspo e successivamente le legnate le do io!

WtW: Come definiresti Best in Italy in poche parole? Quali sono i motivi per cui un fan non deve mancare?

MDF: E’ lo show a cui NON si può mancare! Tanti grandi nomi, il duo dei commentatori di Sky, io…ma c’è bisogno pure che vi dia un motivo per venire? Se siete appassionati di wrestling DOVETE OBBLIGATORIAMENTE venire a questo evento, non ne rimarrete delusi! E’ il meglio che l’Italia può offrire e, direi che questo è veramente tutto! Quindi e parlo sopratutto per i residenti del nord (per quanto io sto venendo dalla Sicilia) non fate i polentoni mastica brodo e venite a questo evento!

WtW: Tornando invece alla situazione del wrestling italiano e a Best in Italy: credi sarà possibile avere un giorno, a cadenza annuale, un evento simile a Best In Italy che raccolga il meglio del W.Italiano, una sorta di nostra Wrestlemania quindi?

MDF: Mah la speranza è questa: l’ASCA ha lasciato le porte aperte a tutti e, da quello che si può evincere, in molti vogliono farne parte. Ho “sposato” il progetto ASCA perchè si mira, principalmente, ad unire il meglio che c’è in Italia per dare agli appassionati uno spettacolo che difficilmente dimenticheranno e non la solita fotocopia della WWE

WtW: Matteo, sei stato editorialista per WOW, hai un blog in cantiere.. ma quando farai contenti me e Marco Piva e verrai a sclerare su WTW?

MDF: Al momento è tutto “nuovo” per me: ho lasciato la mia “casa”,World Of Wrestling, per motivi personali, legati più che altro alla sfera familiare e anche quella del lavoro. Non è stata per niente una scelta facile e, non ti nego, che dopo solo qualche settimana, avevo intenzione di tornare perchè senza sclerare non ce la faccio a vivere. Eppure sono ancora qui: questa pausa, deve essere più che altro un momento di riflessione (e ovviamente per risolvere i tanti problemi che la vita mi pone davanti). Sono arrivato a 24 anni (a novembre 25) e non so ancora bene cosa devo fare della mia vita e, fidati, non è molto bello..poi va beh, questo non credo sia tanto un vostro problema ma era giusto dirlo.
In molti hanno apprezzato i miei scleri e, dopo 4 anni sul wrestling web, ancora mi domando come la gente abbia avuto il coraggio di leggere e apprezzare i miei editoriali. Rimane il fatto che, in questi 4 anni, ho saputo farmi anche un po di nemici, visto che, dopo un editoriale, ho avuto pure delle minacce un po pesantucce ma, del resto, non sono un perbenista del cazz*: quando bisogna dire le cose io lo faccio senza peli sulla lingua.
Il blog sta per essere concluso (e non è che sia chissà che) ma all’interno ci sono tutti i miei articoli e interviste del passato, quindi per chi volesse dargli un’ occhiata www.theitalianbadass.wordpress.com
Non ti nego pure che, al momento, sono stato contattato da altri siti: mi sento l’Ibrahimovic della situazione. Cioè tutti mi vogliono tutti mi cercano ma, con me, non si vince la Champions.
Ora come ora sono, a tutti gli effetti, un freelancer (come in tutto d’altronde) quindi non si sa mai..
Ma..sinceramente, vi piace tanto che un povero pazzo pelato scleri così tanto su una pagina di word?

WtW: Matteo, fai un saluto ai nostri lettori

MDF: Beh innanzi tutto grazi al sito We The Wrestling per lo spazio che mi avete dato! Insomma, da intervistatore ad intervistato la distanza è anche bella grande. A tutti i lettori auguro di venire allo show, Best In Italy il 20 giugno a Milano (le prevendite e tutto lo trovate direttamente sul sito della ASCA) e continuate a seguire il wrestling.
Nie..cia!