Intervista a Tommy End

Quest’oggi abbiamo l’onore di intervistare l’Anti Eroe per eccellenza: Tommy End risponde alle nostre domande, parla della sua carriera, delle sue esperienze e di tanto altro.

Salve Tommy, e grazie per aver accettato questa intervista con noi.

wTw: I Paesi Bassi non sono noti per la loro cultura del wrestling, ma negli ultimi 10/15 anni ne sono usciti tre wrestler di enorme talento (tu, Emil Sitoci e Michael Dante), che hanno avuto un successo internazionale. A cosa si deve questa esplosione del wrestling olandese – o comunque di wrestler olandesi?
T.E: Non lo so per certo, abbiamo semplicemente avuto un sogno. Penso che, siccome non abbiamo avuto le stesse possibilità che hanno avuto altri per quanto riguarda gli allenamenti, abbiamo lavorato tanto duro per far avverare quel sogno che abbiamo finito per superare noi stessi. Se la motivazione è grande quanto il sogno, non ci sono limiti.

wTw: Già al debutto sei stato chiamato Tommy End (o meglio, Tommy “the” End): cosa significa il tuo ring name?
T.E: In realtà non l’ho scelto io,l’ha tirato fuori qualcun altro; non ha nessun significato particolare ma adesso, con il taglio occulto e satanista, è molto appropriato.

wTw: Com’è nata la tua alleanza (e il tuo tag team) con Michael Dante?
T.E: Abbiamo cominciato insieme: eravamo migliori amici già alle elementari. Ci allenavamo insieme, viaggiavamo insieme, quindi abbiamo finito per conoscerci alla perfezione, sia dal punto di vista personale che da quello professionale. Era solo logico iniziare, a un certo punto, a combattere in coppia.

wTw: Oltre a essere probabilmente il miglior tag team in Europa e uno dei migliori al mondo, cos’è la Sumerian Death Squad?
T.E: Grazie per il complimento. Siamo quello che vedi, il tag team più duro in giro, quello dall’aspetto più cattivo. Siamo l’anti-sistema, diciamo quello che molti oggigiorno pensano ma non trovano le parole per dire. Abbiamo quel qualcosa in più che nessuno sa descrivere, ma vuole vedere. Alla fine della fiera ogni essere umano è violento, fa parte della nostra natura: noi siamo la reincarnazione di quell’aspetto della natura umana.

wTw: Di recente, a Glasgow, la SDS ha accolto nelle sue fila il talentuosissimo wrestler inglese Mikey Whiplash (che viene ora annunciato come membro di “Legion”). Come avete deciso di aggiungere un terzo membro (part-time, immagino) alla SDS? Dobbiamo aspettarci altre sorprese del genere?
T.E: Volevamo espanderci, come ti ho detto siamo un culto. Ogni reietto, ogni paria, ogni persona “diversa” può sentirsi a casa con noi. Essere rifiutati ci fa crescere, perché il rifiuto è causato da una paura dell’ignoto. E Michael è una perfetta incarnazione della paura.

wTw: Hai combattuto in tutto il mondo: Europa, Regno Unito, Giappone, USA; dove ti sembra che il tuo stile molto innovativo si adatti meglio al contesto, e perché?
T.E: Ovunque, penso, altrimenti non mi avrebbero chiamato. Personalmente, credo che il Giappone rimanga il posto più adatto per me, per quanto riguarda le mie abilità particolari. Ho sempre basato il mio stile sui colpi, e lì mi sembra che questo sia più apprezzato, è più consono alla cultura giapponese che a quella di qualunque altra nazione.

wTw: Quali sono le differenze principali tra combattere in Europa rispetto a lottare nel Regno Unito?
T.E: Domanda difficile. L’amore è lo stesso, i tifosi sono ugualmente appassionati. Penso che la differenza sia molto spesso lo stile e l’atteggiamento dei wrestler. Si tratta di due culture diverse, due ambienti diversi in cui crescere per così dire. Nel Regno Unito c’era World of Sports e cose del genere, mentre noi vedevamo più il Catch. L’atteggiamento nei confronti della disciplina è diverso. Mi sono reso conto che nel Regno Unito c’è molta competizione tra wrestler, mentre qui si cerca sempre di aiutarsi a vicenda, di migliorarsi. Entrambi questi atteggiamenti mi hanno reso un wrestler migliore, la competizione non è necessariamente qualcosa di negativo.

wTw: Hai combattuto due volte in Italia, per l’ASCA. Nella prima occasione hai vinto la Super 8 Cup sconfiggendo Jack Gallagher, MK McKinnan e Flavio Pantaleo. Come ti sei trovato, e cosa pensi di Pantaleo?
T.E: Adoro i ragazzi italiani, sono gente piena di passione che vuole davvero che il wrestling cresca. C’è ancora molta strada da fare ma, come diciamo in Olanda, si impara facendo. Flavio ha un ottimo potenziale, penso che, se va ad allenarsi in diverse scuole e cerca di fare esperienza in varie nazioni, potrebbe diventare qualcuno, almeno a livello europeo.

wTw: Sei tornato all’ASCA nel maggio 2014 per difendere il titolo wXw contro Red Devil. Nonostante alcuni problemi con il match (ha cominciato a piovere e Devil si è fatto male dopo pochi minuti), com’è stata la tua esperienza?
T.E: Ottima, ho cercato di aiutare i ragazzi il più possibile. È ovvio che sia io che Red Devil avremmo preferito che il match andasse in maniera diversa, ma abbiamo tentato di fare il meglio possibile. Comunque sia, mi piace sempre andare in Italia: è una grandissima nazione, piena di brava gente.

wTw: Sei molto riconoscibile a causa dei tuoi (splendidi) tatuaggi; puoi dirci qualcosa al riguardo?
T.E: I miei tatuaggi fanno riferimento a episodi biblici e a storie delle varie religioni del mondo, accompagnati da molti simboli occulti o satanici. Non tutti hanno un significato nascosto e profondo, alcuni sono piuttosto chiari. Per esempio, il cuore con un occhio di serpente trafitto da una freccia, che ho sulla gola, simboleggia la distruzione del veleno che ognuno ha nel cuore: la vita può riempirti di veleno. È facile, per chi viene maltrattato abbastanza a lungo, amareggiarsi; il trucco sta nell’imparare a escludere questo sentimento, a farselo uscire dal cuore.

wTw: Sei noto per un profondo interesse nell’occultismo, che hai poi integrato nel tuo personaggio. Com’è nato, e come ti ha cambiato come persona?
T.E: Viene dalla mia infanzia. Sono cresciuto in una famiglia più o meno religiosa. Mio padre veniva da un’associazione religiosa che aveva tutte le caratteristiche di un culto; ne è scappato, ma ne è stato segnato. Quindi, crescendo, ho sentito storie al riguardo, il che mi ha fatto interessare nella religione. Più avanti, sono automaticamente passato all’estremo opposto dell’esperienza religiosa: l’occultismo. Per molti anni il mio personaggio sul ring è stato un cliché. Ho sempre praticato le arti marziali, quindi anche nel wrestling interpretavo quel personaggio. Ma non è mai stata la mia mentalità. Mi sforzavo troppo di essere un “buono” (o un “cattivo”) stereotipato. A un certo punto, io e Dante (che ha anche lui un forte interesse nell’occulto) stavamo cercando di decidere un nome per il nostro tag team, e abbiamo cominciato a menzionare una serie di riferimenti all’occulto e a varie congiure, cose che ci interessavano davvero. L’esplosione della scena hardcore ci ha consentito di mostrare il dito medio al conformismo, di crearci le nostre vite prendendo le regole della società per usarle contro la società stessa; abbiamo portato questo atteggiamento nel wrestling, e così sono nati i nostri personaggi, gli “antieroi”. Pian piano, abbiamo portato dentro ai nostri personaggi anche l’occultismo: così la Sumerian Death Squad si è trasformata in una specie di culto che prende ispirazione in parte dagli Illuminati e in parte dal satanismo. Il resto è di fronte agli occhi di tutti.

wTw: Oltre al wrestling, ti alleni regolarmente nel kickboxing – tanto che Bryan Danielson (Daniel Bryan) ti ha chiesto una mano per migliorare i suoi calci. Partecipi anche a incontri di kickboxing, o i tuoi allenamenti in quella disciplina sono diretti esclusivamente a migliorare continuamente le tue abilità come wrestler?
T.E: Haha! Sì, Bryan mi ha chiesto come ci si allena sui colpi nel kickboxing: faticava a sollevare la gamba destra abbastanza da permettergli di colpire l’avversario in volto. Allora gli ho insegnato qualche esercizio di stretching e alcuni movimenti dell’anca che gli permettessero di portare la gamba più in alto. Gli ho anche mostrato alcune tecniche per proiettare in fuori il fianco mentre si dà un calcio. È stato un pomeriggio divertente, Daniel è un uomo fantastico e gentilissimo.
Quand’ero più giovane combattevo. In Olanda si può cominciare a 9 anni. Comunque non ero niente di speciale, ma mi piaceva moltissimo e ho avuto un successo accettabile, a quel livello. Quando sono diventato un wrestler ho smesso di allenarmi nel kickboxing, ma ho ripreso 6 anni fa perché mi mancava e perché farlo mi ha consentito di sviluppare ancor più uno stile personale. Grazie al kickboxing, sono più consapevole delle mie abilità: penso sia questo che rende ciò che faccio piuttosto unico. Mi sono sempre allenato nelle arti marziali, il che ha sempre influenzato molto il mio stile, ma solo 6 anni fa ho adattato ciò che ho appreso con le arti marziali in uno stile di pro wrestling.

wTw: Per concludere, come possiamo rimanere aggiornati su quello che stai facendo?
T.E: www.twitter.com/tommyend
www.instagram.com/tommyend
www.facebook.com/tommyend
Cercate Sumerian Death Squad su Facebook per mettervi in contatto con me e con Michael Dante!

Grazie a Tommy End per la gentilezza e la disponibilità con cui ha risposto alle nostre domande

*A cura di Gennaro Donnarumma e Marco Piva-Dittrich*

Gennaro Donnarumma

Non c'è niente da dire, niente da vedere.. Ok, comune ragazzo di ventunenne con la passione per il Wrestling, dal 2003, credo.

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com