Jimmy Havoc Presents: Wrestling! Glasgow, 18 settembre 2016

Sapete di sicuro chi è Jimmy Havoc: il re del deathmatch europeo, il folle che sa combattere con i migliori e sanguinare con i demoni. E probabilmente sapete anche che qualche mese fa si è infortunato a un ginocchio; roba seria. Essendo un wrestler a tempo pieno, per mantenersi ha dovuto vendere un sacco di cose su eBay. Per aiutarlo, il suo amico Mikey Whiplash ha organizzato questa serata di deathmatch: Jimmy Havoc Presents Wrestling. Nessuna federazione alle spalle, e nessuno dei partecipanti ha ricevuto un centesimo: è andato tutto in tasca a Jimmy. Aspetto centrale dello show, un torneo di deathmatch – con un paio di match di contorno.

Dopo tre ore abbondanti di coda, con le porte aperte in ritardo di oltre 30 minuti per “qualche problema” (non ci è dato sapere cosa), mi posiziono alle transenne. Noto tra il pubblico molte facce note, da quasi tutto il roster ICW a Div Grimason degli Psyko Dalek (se non li conoscete, pensate alla theme song della NAK… loro) a Maffew di Botchamania.

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Annunciato dal solito “Champagne” Simon Cassidy, il torneo comincia.

Jimmy Havoc Invitational – quarti di finale: Mike Bird v Aspen Faith, Kendo Stick match

Due kendo stick aspettano i contendenti nei rispettivi angoli. Faith non è un esperto di deathmatch, anzi, ama gli incontri tecnici, quelli “dritti”, puliti. Bird… è fuori di cranio.

Si inizia con una serie di mosse estremamente tecniche, con l’“orrore hippie” che si lavora il rosso gallese alle braccia tentando di impedirgli di raggiungere il kendo stick. Ma inesorabilmente le due armi entrano in azione, e vengono praticamente demolite. Le schiene dei due lottatori diventano rosse, le loro teste sono bersaglio di bastonate pazzesche. Faith usa il kendo stick non solo per colpire Bird, ma anche per cercare di farlo sottomettere. Ma il gallese sopravvive anche all’Altamont Clutch, prende il controllo e mette a segno un Sitout Powerbomb impeccabile. Dopo il conto di tre, è lui a passare il turno.

Vince Mike Bird

Jimmy Havoc Invitational – quarti di finale: Mikey Whiplash v Trent Seven, Chairs match

Il match comincia con Trent Seven che finge di rifiutarsi di voler usare la sedia per altro che non sia sedersi comodi a chiacchierare con il vecchio amico Mikey Whiplash – che risponde a tono. Ma poi comincia la battaglia tra due maestri dello strong style. I colpi rimbombano all’interno del Classic Grand, i Lariat si sprecano, i Suplex sorprendono. Momento migliore, quando i due – dopo una serie di gomitate in viso – si avvicinano, si scambiano un colpo ridicolmente debole e crollano a terra esausti. Il Selling al suo massimo. Una piccola pausa seduti sulle sedie – una è stata sostituita, perché Whiplash l’ha sfondata con la schiena – e si riprende. Trent Seven subisce uno Zombiemaker su due sedie, ma sopravvive al conteggio. A quel punto qualcosa scatta nella testa di Whiplash, che attacca l’avversario con tutto quello che ha. Sopravvive un Seven Piledriver, solleva Trent… Zombiemaker su una sedia… è finita.

Vince Mikey Whiplash

Tocca ora a un incontro che non fa parte del torneo, un match non annunciato.

Sweet Jesus (Pastor William Eaver & Chuck Mambo) & Jack Sexsmith v Craig Forsyth, Christopher Saynt & Joe Coffey

I primi tre, inglesi, sono allievi di Jimmy Havoc nel ProJo; gli altri tre sono scozzesi e sono legati alla Source, la scuola ora gestita da Mikey Whiplash (e in precedenza da Big Damo O’Connor). Anche gli stili differiscono: mentre i tre londinesi sconfinano spesso nel comedy, il trio di Glasgow è più diretto e aggressivo – con Saynt che gioca spesso con la propria omosessualità (reale e apertamente dichiarata) per provocare o sorprendere l’avversario. Tra lui e Eaver sicuramente ci saranno scintille. Il predicatore e il peccatore, il santo e il Saynt. Con Sexsmith, invece, Christopher sembra avere una certa intesa nonostante la rivalità (temporanea) sul ring.

Il match è divertente ma allo stesso tempo ben combattuto, con i siparietti comedy intervallati da bel wrestling. Coffey fa subire il suo Coffey Swing a tutti e tre gli avversari, ma non riesce a capitalizzare; Eaver mostra tutta la sua agilità e la sua durezza.

Con Coffey in difficoltà dopo un attacco a tre, Jack Sexsmith estrae dal costume il suo Mr. Cocko – un profilattico extra-large che si infila sulla mano in un tributo a Mick Foley per usarlo in una Mandible Claw (non so come la chiami lui). Ma Coffey reagisce e mantiene l’incontro aperto, facendo finire Mr. Cocko chissà dove. Lo scambio di colpi continua, finché Sexsmith non tira fuori un secondo Cocko che usa sull’ignaro Forsyth – che finisce per cedere.

Vincono Sweet Jesus & Jack Sexsmith

Con un bacio appassionato tra Saynt e Sexsmith, si torna al sangue.

Jimmy Havoc Invitational – quarti di finale: Chris Renfrew v Viper, Scottish World of Sports match

Rinfreschiamo la memoria: cos’è uno Scottish World of Sports match? Cominciamo dall’inizio. Tra il 1965 e il 1985 è andata in onda, su ITV (la più grande rete televisiva privata del Regno Unito) la trasmissione World of Sports – simile ala nostra Domenica Sportiva. Per tutti i vent’anni in cui è andata in onda, il wrestling è stato presente, in show di 45 minuti alla settimana. Lì si sono fatti conoscere i più noti wrestler britannici del periodo, da Davey Boy Smith (non ancora British Bulldog) a Steven (poi William) Regal, da Dynamite Kid all’irlandese Finlay. Una caratteristica dei match è che erano tutti, senza esclusione, 2 out of 3 Falls divisi in cinque round da tre minuti ciascuno. Chris Renfrew ha innovato questo formato aggiungendo una clausola per la quale, prima di ogni round, i due contendenti devono bere uno shot di vodka e un Jack & Cola. Questo lo rende “Scottish”.

Il match tra il rappresentante della NAK e la potente Viper comincia regolarmente, con rispetto reciproco e qualche sfottò da parte di Renfrew cui Viper risponde sempre a tono. Già nel secondo round, però, i giochi si fanno più duri – e la ripresa finisce con uno Stoned Cold Stoner di Renfrew che schiena Viper per l’1-0.

Il ritmo aumenta, ed entrano in scena vassoi da forno (uno dei quali prende la forma del viso di Viper) e nientemeno che una pistola spara puntine. Renfrew la usa per attaccare una foto di DCT alla fronte di Viper, che proprio con DCT è “sposata” in ICW – e Viper si vendica attaccando alla fronte di Renfrew una foto di Dickie Divers, ex alleato e poi nemico mortale della “Batman of Bedlam” proprio in ICW e noto anche per le sue espressioni facciali… diciamo particolari. Robyn McLeod, solitamente impegnata al banco del merchandising ma stavolta impiegata come “valletta” per portare le bevande ai due contendenti, è costretta a staccare la puntina dal cranio di Renfrew con le unghie.

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Alla fine del quarto round i due sono in piedi sulla seconda corda, quando Viper riesce a sollevare Renfrew e a fargli subire una Powerbomb attraverso un’asse da stiro che aveva da poco fatto la sua comparsa. 1-1.

il quinto round è delirante, anche a causa dell’alcol che ormai scorre nelle vene dei due contendenti. Viper è sulle corde, quando Renfrew la raggiunge, la fa volare sul tappeto con un altro Stoner dal paletto… uno… due… tre.

Vince Chris Renfrew

Jimmy Havoc Invitational – quarti di finale: Jack Jester v Iceman, First Blood match

Il colossale Iceman, l’uomo  che ha riportato il deathmatch nel Regno Unito, si è ritirato tre anni fa dopo un match in coppia con Jimmy Havoc contro Jack Jester e Chris Renfrew. Ma, per l’amico Jimmy, ha deciso di tornare sul ring. È un’eccezione, promette che non lo farà di nuovo. È un onore esserci.

Sale sul ring e chiede il microfono. Ci spiega che un First Blood match non è sufficiente per lui, vuole di più: vuole un Falls Count Anywhere match. La stipulazione è cambiata, si parte.

Jester parte alla carica, e dopo un minuto al massimo Iceman sta già sanguinando a causa del cavatappi da botte che Jack porta sempre con sé. Le botte si sprecano, Iceman tira fuori una forbice con la quale incide un braccio di Jester, il quale risponde con alcune di quelle asticelle fatte per fissare i tappeti, quelle coperte di chiodini. Nessuno sembra avere la meglio, quando Jester esce per un istante dal ring e vi ritorna con un grosso bastone sul quale è avvolto uno straccio… non può essere… ha un accendino… lo straccio è in fiamme, e finisce con forza in testa a Iceman, che nulla può fare. La carriera del vecchio re dei deathmatch è finita. Di nuovo.

Vince Jack Jester

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Rifiatiamo un po’ con l’intervallo.

Jimmy Havoc Invitational – semifinali: Mikey Whiplash v Mike Bird, Thumbtack Kickpads match

Con i kickpad coperti di puntine da disegno, i due si studiano. Inizialmente iniziano a lavorarsi le braccia con prese molto tecniche, poi Bird sembra ricordarsi delle armi che ha intorno alle gambe… e inizia a usarle su Whiplash, che si trova la schiena e le braccia ben bucherellate. Ovviamente Mikey non è da meno, e il sangue comincia a scorrere anche dal corpo del gallese. Il momento più spettacolare è quando Bird riesce a mettere a terra Whiplash, va per lo schienamento… ma l’inglese lo centra in piena fronte con il suo kickpad. Bird resta immobile per qualche secondo mentre un rivoletto di sangue gli parte dalla fronte e gli cola sul naso.

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La battaglia continua, ma Mike Bird non riesce a sopravvivere a uno Zombiemaker.

Vince Mikey Whiplash

Questo risultato mi fa pensare che… no, non lo dico, non voglio crederlo…

Jimmy Havoc Invitational – semifinali: Chris Renfrew v Jack Jester, 10.000 Thumbtacks match

Diecimila puntine tra questi due eroi e la finale. Diecimila puntine e Chris Renfrew da superare perché Jack Jester possa affrontare ancora una volta Mikey Whiplash, anni dopo la conclusione della loro epica, sanguinosissima faida. Ma anche Renfrew ha avuto incontri epici con Whiplash. Comunque vada, ci sarà da divertirsi. Per il pubblico, non per i due sul ring.

E tra i due portacolori della ICW la battaglia impazza. Si fanno di tutto. Cominciano a mani nude, poi ricordano la stipulazione e Renfrew va a recuperare un secchiello pieno di puntine. Se ne versa alcune in testa regalandosi una pioggia dorata (sì, qualcuno lo urla, di certo perfettamente consapevole del doppio senso), ma Jester lo blocca e lo stende. Si versa lui il resto delle puntine in testa, trovandosene diverse impigliate tra i capelli, e ci fa finire in mezzo Renfrew. Due, tre volte. Ci si schianta anche lui, ma è soprattutto l’uomo della NAK a soffrire.

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Jester poi recupera la sua nuova arma, un bastone di metallo, che peraltro abbiamo già visto spesso in ICW, la usa per mettere giù Renfrew… uno, due, tre.

Vince Jack Jester

…sì, la finale vedrà un altro atto di quella rivalità eterna, probabilmente l’ultimo. Jack Jester contro MIkey Whiplash. Nel contesto più adatto. Il chant fight forever quasi quasi ci starebbe (ma per fortuna non spunterà). Comunue, prima della finale devono succedere altre cose, prima tra tutte l’annunciato match femminile.

Jinny v Sammii Jayne (con Debbie Sharpe)

Jinny sale sul ring aggressiva e furiosa. Le due componenti del BAE Club invece si divertono e fanno divertire con un balletto più o meno coreografato. Ma quando la campana suona le cose si fanno serie.

In un contesto del genere, di sicuro le due contendenti non possono limitarsi al compitino né darsi alla commedia – e comunque l’inglese non sembra averne intenzione. E nemmeno la nostra Sammii, “Miss Match of the Night” come Simon Cassidy ama chiamarla. L’aggressività di Jinny prende Sammii Jayne in contropiede, ma presto la portacolori della Scozia riesce a riprendere in mano le redini del match. Le fasi di dominio si alternano, con colpi duri e ottima tecnica. Fa piacere notare come Debbie Sharpe non influenzi per nulla l’esito del match, intervenendo solo in un’occasione: quando Jinny insulta Sammii dimostrandole disprezzo, riceve un potentissimo schiaffone dall’avversaria – e un altro da Debbie.

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Nel finale, Jinny sembra pronta a portare il colpo di grazia quando Sammii Jayne si riscuote, mette a segno un attacco disperato che conclude con una Sitout Powerbomb e si porta a casa il risultato.

Vince Sammii Jayne

Jimmy Havoc v Mark Dallas, Drinking Contest

Eh già: Jimmy Havoc doveva per forza avere il suo momento. Non è ancora pronto a combattere, quindi Mikey Whiplash ha deciso di consentirgli di mettere in mostra la sua “altra” abilità: bere a dismisura. Il suo avversario è nientemeno che il fondatore della ICW, un altro uomo che ha spesso dimostrato una resistenza sovrumana all’alcol: Mark Dallas.

Viene portato sul ring un tavolo, che viene letteralmente coperto di bicchieri di vodka e cola. Le regole sono queste: finito di bere un bicchiere, i due avversari devono cominciarne un altro prima del conto di tre altrimenti saranno dichiarati sconfitti. E naturalmente arrivano sul ring già belli “carichi”, Dallas accompagnato dal suo portamazze Scott Reid (che si limita a una lattina di birra, il ragazzo è delicato). E cominciano. Jimmy sembra vicino a cedere, ma non molla. Si fa portare un secchio “in caso”, ma non la smette. Il tavolo è straordinariamente vuoto. Quindi Jimmy chiama due vassoi pieni di bicchierini di sambuca. E si riparte, tra vari conati poco piacevoli. Dallas Jimmy è vicino a mollare, quando è Dallas che perde completamente l’equilibrio e finisce sul tavolo, che si spezza a metà. Ma ce n’è ancora. E si continua. Finché entrambi crollano a terra. Thomas Kearins conta il tre.

Pareggio per doppio KO

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Torniamo al wrestling, che è meglio. È il momento.

Jimmy Havoc Invitational – finale: Mikey Whiplash v Jack Jester, Barbed Wire Hell match

Whiplash arriva con un bastone da kendo avvolto nel filo spinato, Jester ha una sedia (senza filo spinato, vuole fare l’originale). E la battaglia tra i due comincia. Un’altra volta, forse l’ultima. Whiplash ha già annunciato il desiderio di abbandonare i deathmatch, e Jester non ne fa da un paio d’anni. Quindi ci danno tutto e anche di più. Tecnica eccelsa, violenza folle, colpi deliranti. Arrivano due tavole di legno coperte di filo spinato. Una finisce in un angolo, e Jester ci viene scagliato in mezzo da un Dropkick perfetto di Whiplash. L’altra è in equilibrio tra il bordo del ring e le transenne, ed è Whiplash che ci vola. Dal paletto, sul pavimento di legno duro. Holy shit.

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Arriva anche una sedia, questa coperta di filo spinato. Viene usata sulla schiena di entrambi. Il sangue dei due si mescola, sul ring e sui loro volti. Non sembra che questo match possa mai finire. Whiplash esce da un Tombstone; Jester esce da uno Zombiemaker. Ma poi la sedia, quella con il filo spinato, torna nei giochi. È Whiplash che ci finisce sopra. Di testa. In un Tombstone Piledriver. E non si rialza.

Jack Jester vince il Jimmy Havoc Invitational

I due avversari si abbracciano. È finita tra loro. Probabilmente per sempre. Lasciatemelo dire: fight forever.

Arriva il festeggiato, che ringrazia tutti per la generosità. Poi ricorda a Jester e Whiplash che uno dei due non sarebbe mai arrivato in finale se lui, Jimmy, avesse partecipato al torneo. Jester risponde chiamandolo un ingrato, ma scusandolo perché gli vuole bene. Havoc riprende il microfono, e lancia una sfida a tutti: l’anno prossimo, a metà settembre, si rifà il torneo. E stavolta vuole vincerlo lui.

Tutte le foto – fatta eccezione per il manifesto dello show – sono copyright di Marco Piva; si prega di non usarle senza autorizzazione dell’autore

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Marco Piva

Non c'è niente da vedere. Su, su, circolare. Va bene... ho 40 anni, vivo in Scozia, guardo il wrestling da Wrestlemania III, ormai non sopporto più la WWE ma seguo con cura tutte le indipendenti possibili.