Kyo’s Korner #18: Eiji sei stato un eroe

Iniziamo come fan. Non lo sarò mai di me stesso, lo sono di altri per questione di rispetto e di intelligenza, al massimo credo nelle mie risorse, ma so di non essere arrivato.

Nel tempo, anche praticando la via del miglioramento, c’è lo studio di chi reputiamo un esempio. C’è chi poi ama direttamente lo sport, lo amo pur non avendo grosse opportunità o la volontà di praticarlo come vorrei, ma se non lo adorassi manderei tutto a fare in culo, non ho bisogno di primeggiare, nella vita quotidiana sono sereno e appagato, ma adoro l’emozione che un atleta regala a se stesso e a chi lo vede e comprende; non si considera lottatore anche perché sa cosa significa lottare, combattere, non emulare vari heavyweight di una federazione di intrattenimento , poi magari c’è un po’ di sport e magari ha un background tale che sa rotolarsi a terra con cognizione di causa, ma adora la disciplina pro wrestling o… in questo caso lo chiamiamo Puroresu.

La disciplina del Puroresu ha sempre regalato match epici, atleti di spessore incredibile, eroi, sì, veri eroi, non solo performer.

Ricorderò sempre lui tra quelli che mi hanno dato le maggiori emozioni, forse perché in fondo non ho mai gustato a pieno l’interpretare un personaggio, ma  la dimostrazione di quanto le gesta sul ring sono arte.

Qualche anno fa eravamo pochi in Italia a conoscerlo e apprezzarlo, di sicuro ho approfondito la sua conoscenza grazie a uno dei migliori pro wrestler presenti sulla nostra penisola non solo per le manovre ma anche per la persona che è, chissà poi perché non ha bisogno di sponsorizzarsi e ha determinati gusti in fatto di realtà da seguire.

È un riminese, un talento puro, uno che non ha bisogno di apparire 185 cm e 100 kg per dimostrare che sa praticare questa disciplina bene, per non dire in modo competitivo a livello mondiale. Anche se non lo vedo da parecchi mesi e non lo vedrò per anni, abbiamo parlato spesso di questo atleta che per noi era di un altro pianeta, un falco, un ninja, abile, agile, indipendentemente dagli errori sul ring, un pro wrestler in grado di sorprenderci con manovre talmente spettacolari da lasciarci a bocca aperta. Ma non era solo un acrobata, lui sapeva colpire, sapeva proiettare, sapeva subire percussioni con oggetti con enorme coraggio, con rispetto e ammirazione. Ha saputo cimentarsi in ogni contesto, ci vuole bravura, capacità di adattamento rare.

Il mio cordoglio va al lui e a quelli che lo hanno amato.

Era un grande campione vissuto in un’epoca di grandi campioni. Misurarsi con loro significava emergere con grande fatica da un contesto che era superlativo.

Era una forza della natura. A fermarlo è stata solo la sorte, la sfortuna, la salute rovinata da una caduta:solo questo ha arrestato le sue epiche battaglie.

Poi ci fu una lotta drammatica, peggio ancora di volare da una struttura di metallo alta diversi metri, subire neon sulla schiena e finire elettrizzati.

Sembrava che ce l’avesse fatta, speravamo in un tuo ritorno, ma no, purtroppo la sorte ti è stata avversa fino alla fine.

Ma grazie, sei fonte di ispirazione, non sarò mai abile come lo sei stato tu, anche se non sai quanto vorrei esserlo, però se sono tra quelle quattro corde a fare quello che faccio, con la convinzione di farlo in un determinato modo è merito tuo (alcuni diranno demerito), ma alla fine, non ho mai sentito un fan vedermi reinterpretare una tua manovra, non considerarmi un soggetto non valido… Valido sì… ma tu eri di un altro mondo.

Ci sei mancato in questi anni e ci mancherai, Eiji Ezaki.

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